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1861 L’unità d’Italia - Sospetto di colonizzazione

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Indice
1861 L’unità d’Italia
1861 nasce l'italia
Vittorio Emanuele II
2011 il 150° anniversario
1861 i pittori del Risorgimento
Sospetto di colonizzazione
Eccidio di Pontelandolfo e Casalduni.
Nino Bixio
Il grande assente
Il Risorgimento popolare come giustificazione ideologica
Tutte le pagine

Sospetto di colonizzazione

Giustino Fortunato il 2 settembre 1899 cosi scriveva a Pasquale Villari.« L'Unità d'Italia è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, nel 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico,sano e profittevole. L'unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all'opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali. »
Varie fonti storiografiche vedono nel processo di unificazione progettato dal governo sabaudo un pretesto di colonizzazione per fini economici del Regno delle Due Sicilie, attaccato militarmente, con l'appoggio indiretto del primo ministro britannico Palmerston, senza aver emesso una dichiarazione di guerra.
A quel tempo l'economia del Regno di Sardegna attraversava un periodo di recessione dovuta alle fallite guerre espansionistiche fino a quel momento sostenute e alla crisi della produzione del grano abbattutasi sull'intera penisola nel 1853. Fu in questa occasione che lo stesso Cavour ricevette pesanti accuse di avere esportato quantitativi di frumento per interessi personali anziché distribuire gli scarsi raccolti al popolo piemontese.

italia-cavourFrancesco Nitti nella sua opera Nord e Sud sostiene che il regno duosiciliano possedeva un patrimonio di 443 milioni di lire oro (il più alto tra tutti gli stati preunitari) mentre il Regno di Sardegna amministrato da Cavour ne aveva solo 27 milioni. Lo stato borbonico vantava anche diversi primati tra cui la costruzione della prima ferrovia nella penisola, della prima illuminazione a gas e del primo telegrafo elettrico.
Nel 1859 la Sicilia aveva un bilancio commerciale attivo di 35 milioni, mentre il Piemonte non arrivava a 7 milioni, sebbene l'economia sabauda fosse più dinamica e moderna rispetto a quella prevalentemente latifondista del mezzogiorno.
Dall'iniziativa di Cavour, anche il governo inglese avrebbe cercato di trarre profitto, interessato com'era ad impossessarsi interamente delle miniere di zolfo siciliano, di proprietà del Regno borbonico dal 1816 e gestite in regime di monopolio dagli stessi inglesi.I rapporti economici infatti tra Borboni e inglesi avevano cominciato a deteriorarsi fin dal 1838, quando Ferdinando II, non reputò più conveniente il rapporto commerciale con gli inglesi che acquistavano lo zolfo a costi bassi per poi rivenderlo a prezzi molto alti. Il re, avendo eliminato la tassa sul macinato, per compensare le mancate entrate nelle casse del regno decise quindi di affidare la gestione delle miniere di zolfo ad una ditta francese, la Taix Aycard di Marsiglia, che offrì il doppio della cifra rispetto agli inglesi.

Tutto ciò provocò una dura opposizione della Gran Bretagna che minacciò addirittura il sequestro delle navi siciliane.
Per questi motivi di natura economica nel 1856, quattro anni prima della Spedizione dei Mille, Cavour e il conte di Clarendon, ministro degli esteri inglese, avrebbero avuto contatti per organizzare rivolte antiborboniche nelle Due Sicilie. Sempre in questo periodo, Cavour si sarebbe servito della stampa a fini di manipolazione mediatica, corrompendo l’agenzia Stefani ed altre testate giornalistiche. Il primo ministro sabaudo avrebbe imposto propagande antiborboniche per accattivarsi le simpatie del popolo meridionale. A sostegno di questo avvenimento vi è la testimonianza di una lettera che Cavour indirizzò  a Guglielmo Stefani, proprietario dell'omonima agenzia, ove viene scritto: «La ringrazio dell’offerta dei suoi utili servizi, dei quali sappia che io tengo  conto e memoria».
Sempre secondo Nitti, al termine del processo di unificazione, il patrimonio dell'ormai caduto regno duosiciliano costituì una solida base per il rilancio economico delle regioni settentrionali in maggiori difficoltà come Lombardia, Piemonte e Liguria. Particolarmente duro fu poi il trattamento riservato ai circa 20000 militari al servizio del sovrano borbonico e del papa che erano stati fatti prigionieri: questi furono deportati nel forte di Fenestrelle, dove la gran parte di loro morì per la fame, gli stenti e le malattie.



Ultimo aggiornamento (Sabato 05 Marzo 2011 17:13)

 
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MONTEFALCIONE INSORGE tratto da "La rivolta di Montefalcione" di Eduardo Spagnuolo Edizioni Nazione Napoletana, 1997 "Maledetto lo sissanta" Maledetto lo sissanta, c' ha lassata 'sta sementa se 'ncrementa com'a menta pe' da' martirio a la p overa gent a ....
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1861 L’unità d’Italia scritto il 15 Gennaio 2011, 16.12 da Administrator in 1861 Unità Italia
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  Evento di notevole portata ed interesse a livello nazionale, l’Italia si sta preparando a celebrare nel 2011 l’Anniversario dei 150 anni dalla sua nascita. Il sito montefalcioneonline sensibile a ciò, contribuisce con delle pubblicazioni a conoscere la storia che portò a questa Unità, raccontando solo  i fatti e non esprimendo nessuna opinione come è regola dello staff. ....
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Irpinia legittimista:Montefalcione(1860-1861) scritto il 23 Aprile 2011, 16.50 da Administrator in 1861 Unità Italia
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Irpinia legittimista:Montefalcione(1860-1861) (Alfredo Zazo)   Sono noti gli avvenimenti dell’Italia Meridionale nel periodo cruciale dell’unità nazionale e noti i loro aspetti socio-politici .Superfluo pertanto,l’indugio, limitandoci qui a dare alla luce alcuni inediti documenti su Montefalcione  le cui reazioni al pari di altre di questo periodo,chiamerò“legittimiste”.Esse....
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