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LETTERA T

R-S-T

T


TABBACCàRO:
Sost. Tabaccaio.

TABBACCHÈRA:
Sost. Tabacchiera nella quale si conservava il tabacco che si “pizzicava” con le dita e si fiutava. Prov.: Chiacchiere e tabbacchere ‘e legno ‘o Banco ‘e Napoli non ‘e mpegna (Soltanto gli stupidi si accontentano delle chiacchiere).

TABBACCÓNE:
Sost. Perdigiorno, persona oziosa e inetta.

TABBELLA:
Sost. Insegna di negozio.

TACCARÀTA:
Sost. Legnata, bastonata.

TACCARèLLA:
Sost. ant. e raro. Specie di sonagliera che, nella Settimana Santa, sostituiva il suono delle campane che erano legate (attaccate) in segno di lutto per la morte di Cristo. Esse venivano sciolte e tornavano a suonare durante il Sabato Santo. Soltanto allora si poteva assaggiare la “pizzachiena”.

TACCARIÀ (TACCHIRIÀ):
V. Tagliare a pezzi. - Pron. Litigare aspramente con qualcuno. Taccaréo (me taccaréo), taccariài (me taccariài), taccariato.

TÀCCHERO (pl. TACCHIRI):
Sost. Pezzo di legno lungo e sottile da ardere. Tacchero curto e puro curto tàcchero (scioglilingua). – Loc.: Nzippà no tacchero rint’ ‘a no pirtuso (Stupirsi positivamente di qualcuno o di qualcosa).

TÀCCOLA:
Sost. Scheggia di legno. Pare na taccola (Detto di donna eccessivamente magra).

TAFANÀRIO:
Sost. ant. Sedere voluminoso. Etim.: secondo il Devoto, da tafano, insetto che si posa sul didietro dei bovini e degli ovini.
TAGGHIÀ: V. Tagliare. Tagghio, tagghiai. Loc.: Ha tagghiàto ‘a capo a ‘o patre (Si dice di ragazzo che assomiglia al padre in modo impressionante).

TAGGHIàTO:
Agg. Tagliato, diviso.

TÀGGHIO:
Sost. Taglio, ferita non grave. Fa’ ciento misure e uno tagghio (Pensarci bene prima di fare una cosa).

TALLO:
Sost. Germoglio della pianta di zucca; si mangia lessato con olio e limone. – Talli re cocozza co ‘a purmarola (Pietanza tradizionale montefalcionese).

TALUORNO:
Sost. Fastidio, seccatura, assillo. Si’ no taluorno!. Prov.: Na vota a l’anno Dio ‘o ccommanna; na vota a ‘o mese, non porta spese; na vota a ‘o iuorno è no taluorno.

TAMMIGGIàNA:
Sost. Damigiana.

TAMMùRRO:
Sost. Tamburo.

TANFA:
Sost. Odore sgradevole. Tanfo. – Rint’ ‘a sta cammera nce stà na tanfa re chiuso.

TANFÀ:
V. Puzzare, emanare cattivo odore. Tanfo, tanfai, tanfato.

TANNO:
Avv. Allora. Loc.: Tanno, tanno … quanno ‘o ciuccio và cacanno (Alle calende greche). – Prov.: Tanno è ciangiuto ‘o muorto veramente quanno more senza lassà nienti (Alle lacrime di un erede è ben matto chi ci crede). – Tanno a chi ero figghia, mo a chi so’ mogghiere (In un passato, forse non troppo lontano, la donna era considerata prima proprietà del padre e poi del marito).

TAOLÀTO:
Sost. Soffitto, solaio. – I surici correno pe copp’ ‘o tavolato.

TAORANO:
Taurano, comune irpino; le notizie storiche del luogo sono piuttosto scarse e sembrano risalire all’età medievale. Dal latino “Taurus” con suffisso anus che identificava una proprietà fondiaria.

TAORASI:
Taurasi, comune irpino che, secondo la tradizione, deriverebbe dalla città di Taurasia distrutta durante le guerre sannitiche dal console Lucio Scipione Barbato. Le prime notizie documentate risalgono al X secolo quando la fortezza longobarda venne distrutta dai Saraceni. Nel 1381 la località passò al conte Giacomo Filangieri, signore di Candida.

TÀORO:
Sost. Voce quasi completamente dimenticata. Toro da monta. Famoso, per questa bisogna, era il toro posseduto da Ndondone.

TARALLO:
Sost. Biscotto a pasta dura a forma di ciambella, ricoperto di naspro e minulilli, tipico del periodo di Pasqua.

TATA:
Sost. Padre, papà. Loc.: “Oi tà, vieni a monte ca è binuto ‘o cummunicanno…” disse al padre quel tale per avvisarlo che era arrivato il prete con la comunione. E il vecchio rispose: “Mittitimmello rint’ ‘a ‘o capaiuolo ca mo ca vengo mm’ ‘o pappuléo!” – Quann’era vivo tata iemmo arreto arretto, mo ca è muorto tata iamo nnanzi nnanzi (Ci accostiamo sempre di più al focolare spento per cercare di riscaldarci). – Si carta ncogghie e tata vence maccaruni e carne mangi. – Tata uatte a me e io uatto a ‘o ciuccio. Dim.: TATILLO.

TATÓNE:
Sost. Nonno. Antenato. – Est. Vecchio autorevole dalla folta barba.

TAÙTO:
Sost. Bara, cassa da morto. Prov.: Casa nova, tauto apierto (Secondo un’antica superstizione, andare ad abitare in una casa appena costruita non portava fortuna). Etim.: dall’arabo “tabut” (arca).

TAVERNA:
Sost. Bettola, trattoria. Loc.: Non te fermà ‘a prima taverna! – Chi cchiù taverne passa cchiù pirucchi pigghia. – Risse Pulicinella: - Pe’ mare non ce stanno taverne! – Levàmo ‘a taverna ‘a nanzi a Pulicinella (Togliamo l’occasione).
TAVERNÀRO: Sost. ant. Gestore di una taverna. Trattore, oste.

TÈCCHESE:
Sost. raro. Chiodo piccolo e corto.

TÉGGHIA:
Sost. Albero del tiglio. L’odierna piazza Marconi era detta in passato Piazza Tiglio per la presenza di un maestoso albero di questa taglia.

TÉLÀ:
V. raro. Scappare, filare via. Télo, telài, telàto. Loc.: Tela, tela! (Scappa!).

TENÉ:
V. Tenere, avere, possedere. Tèngo, tinietti, tinuto. Loc.: Tené sette spiriti com’ ‘a iatta.(Essere dotato di una vitalità prodigiosa) – Tené ‘a capo tosta. – Tené ‘a cora ‘e pagghia (Essere molto suscettibile). – Tené ‘o culo a tre pacche (Possedere una cosa più unica che rara). – Tené na parola soperchia (Avere una ragione in più rispetto al proprio contendente). – Tené ‘o core rint’ ‘o zucchero (Stare ai sette cieli). – Quiro tène ‘o pìzzolo buono e ‘e scelle rotte (Non è più in grado di soddisfare i propri desideri). – Tené ‘a zeppola mmocca (Avere un difetto di pronuncia). – Tené na mano a fa’ zeppole (Essere buono solo a parole. Essere stretto di mano). – Tené ‘a puzza sott’ ‘o naso (Darsi delle arie, mostrarsi eccessivamente altezzosi). – Quiro non s’ ‘o ttene (Sa ricambiare il beneficio ricevuto). – Tené na facci re corno (Avere la faccia tosta). - Tené ‘a facci r’ ‘e ccorna vecchie (Avere una faccia di bronzo). – Tené ‘o preote ‘a casa (Possedere una buona fonte di reddito). – Tene uno ncopp’ ‘o stommeco (Avere qualcuno in antipatia). – Tené ‘o male ‘e Ndindò (Soffrire di un male immaginario). – Tené ‘o musso luongo (Essere offesi, imbronciati). –Tené ‘a capo fresca (Non avere di che preoccuparsi). – Tené ‘a pipitola mmocca: non sputà mai nterra (Parlare in continuazione, essere affetti da logorréa). – Tené ‘a mangiatora vascia (Godere di tutti i privilegi, soddisfare ogni capriccio). – Tengo no currìo! (Sono arrabbiato). – Te tengo ncanna! (Prima o poi te la farò pagare!). – Prov.: Chi tene arte, tene parte. – Chi tene renari campa filice, e chi non ne tene va nculo a l’amici. – Chi tene renari sempe conta, chi tene bella mogghiere sempe canta. – Chi non tene renari tene sempe tuorto. – Tre so’ i putienti: ‘o Rre, ‘o Papa e chi non tene nienti.

TÉNGE:
V. Tingere. Téngo, tingietti, tingiuto.

TèNNA:
Sost. Tenda.

TENNECCHIA:
Sost. Tralcio di vite teso tra due pali di sostegno. Etim.: dal latino “tendicula” (corda tesa).

TEORA:
Teora, centro irpino menzionato per la prima volta in una bolla del Papa Urbano II. È stato feudo dei Gesualdo fino al 1613. Etim.: dal lat. teguria, plurale di tegurium (capanna).

TÈRMETE:
Sost. Pietra infissa nel terreno per segnare un confine.

TERRALÈVA:
Sost. Terreno leggero, friabile e polveroso.

TÉRZE:
Sost. Interessi su una somma di denaro concessa in prestito. Erano pagabili ogni quattro anni. Loc.: Refonne térze e capitale (Rimetterci tutto).

TESTA:
Sost. Vaso ripieno di terra per piantarvi fiori oppure ortaggi. Si tiene spesso sui balconi. Na testa re carofani, na testa re vasinicola (Un vaso di garofani, un vaso di basilico).

TéTA:
Sost. Gallina, diminutivo TETéLLA.

TIÀNO:
Sost. Tegame di coccio usato per il ragù. Dim.: TIANIELLO.

TIELLA:
Sost. Pentola. Quant’è bella! Me pare ‘o culo r’ ‘a tiella.

TIEMPO:
Sost. Tempo. Prov.: Ogni tiempo passa e ogni tiempo vene. – ‘O tiempo passa e ‘a morte s’abbicina. – Loc.: A ‘o tiempo ‘e Pappaóne. – 2) Condizione meteorologica. S’è cangiato ‘o tiempo.

TILLI TILLI:
Loc. avv. Vestito in modo leggero e ricercato: Stammatina so’ asciuto tilli tilli.

TILLICHIÀ:
V. Fare il solletico. Solleticare. Tellechéo, tillichiai, tillichiato.

TILLICùSO:
Sost. Persona che soffre di solletico.

TIRANTI:
Sost. Bretelle.

TIRATùRO:
Sost. Tiretto, cassetto. – Astipà ‘e ccarte rint’ ‘o tiratùro.

TISA:
Sost. Tisi, tubercolosi.

TÌSICO:
Agg. Rigido, duro, ritto. È muorto e ancora tisico ‘o tene …

TÒCCO:
Sost. Ictus, colpo apoplettico. – Te pozza cògghie no tocco! (Ti possa venire in colpo!)

TOMBAGNINI:
Località montefalcionese.

TOMBAGNO:
Sost. Tavola rotonda di legno per impastare, lavorare e spianare la pasta. Rà na botta a ‘o circhio e na botta a ‘o tombagno (Accontentare un po’ tutti).

TOMMACELLA:
Sost. Polpetta a base di fegato di maiale, avvolto nell’omento (rezza) e fritta. Veniva conservata nella sugna.

TOPPA:
Toponimo montefalcionese. In un tempo fortunatamente lontano molti montefalcionesi si recavano in questo luogo per espletare i loro bisogni fisiologici.

TORELLA:
Torella dei Lombardi. Comune irpino di origine longobarda, è menzionato per la prima volta in un documento del 1151 come feudo di Guimairo Saraceno. Etim.: dal tardo lat. “turrella” (piccola torre).

TORIELLO (TORIELLI):
Sost. Località montefalcionese nei pressi di San Michele di Pratola in cui nacque Vincenzo Petruzziello, capo della rivolta popolare contro i Piemontesi del 6-10 luglio 1861.

TÓRRE (‘A TORRE):
Torre Le Nocelle, comune irpino con ruderi di un acquedotto e di una cisterna di età imperiali. Feudo dei Caracciolo e dei
Gesualdo, fu acquistato nel 1672 per circa seimila ducati dal principe di Montemiletto Antonio De Tocco. In passato la località era denominata
Torre di Montefusco o Turricella.

TORRéSE:
Sost. Abitante di Torre le Nocelle.

TÒRTA:
Sost. Sottile e lungo ramo di salice usato come legaccio.

TÒRTENO:
Sost. Grossa ciambella salata. Tòrteno co ‘e frittole. – Esse no tòrteno senza nzogna (Essere una persona insignificante). – Pigghià pizza pe’ tòrteno (Prendere una clamorosa svista). Etim.: dal lat. “tortilis”.

TÒTERO:
Sost. Individuo stupido e grossolano.

TOZZA:
Sost. Crosta di pane raffermo. Prov.: ‘A casa r’i pizzienti non mancheno mai tozze. – Tozze nce vonno p’ ‘o convento, ca muonici non ne mancheno mai.

TOZZOLÀ:
V. Bussare. Tòzzolo, tozzolai, tozzolato. Prov.: ‘A ‘o portone r’i signuri se tozzola co li pieri (Le mani devono essere impegnate per portare doni).

TOZZOLACOPÓNE:
Sost. Picchio.

TOZZOLATùRO:
Sost. Batacchio di un portone per “tozzolà”.

TRAINIERE:
Sost. Carrettiere. – Erano detti trainieri dei maccheroni simili a grossi bucatini.

TRAÌNO:
Sost. Carro da trasporto tirato da buoi o da muli.

TRAPASSO:
Sost. Digiuno che i fedeli osservavano dal Giovedì Santo al Sabato Santo, giorno in cui “se sciogghievano ‘e campane” e si poteva mangiare ‘a pizzachiena.

TRAPAZZÀ:
V. rifl. Sottoporsi a una grande fatica. Stancarsi. Me trapazzo, me trapazzai.

TRAPAZZàTO:
Agg. Sfiancato, affaticato.


TRAPAZZO:
Sost. Affaticamento. Sfacchinata.

TRAPPÀNO:
Sost. Cafone, zotico. Maleducato. Etim.: dal germanico “trappa” (trappola).

TRAPPINÀLE:
Sost. Galleria nel terreno, scavata da una talpa.

TRAPPÌNO:
Sost. Talpa.

TRAPPÌTO:
Sost. Frantoio per le olive.

TRASÌ:
V. Entrare. Traso, trasmetti, trasuto. Loc.: Trasì ‘e spichetto (Di soppiatto, per il rotto della cuffia). – È trasuto ‘e renza e s’è mittuto ‘e chiatto. – Trasì int’ ‘a coppola r’ ‘o sacrestano (Intromettersi in cose che non ci riguardano). – Trasì ‘n Santo (Si diceva della donna che si recava in chiesa dopo aver partorito per ricevere la benedizione dal sacerdote). ‘O mese che trase (il mese prossimo). – ngiulina trasìo ‘a crapa rinto (Angelina rinchiuse la capra nella stalla). Trasuto ‘a crapa rinto. – So’ trasuto rint’ ‘a chiesa. Prov.: Prima ca trasi pane e caso; roppo trasuto pane piruto. – Risse Pulicinella: - Ra qua me trase e p’ ‘o culo mm’esce! (La cosa non mi fa né caldo né freddo). – Chi trase rint’ ‘a cantina e non beve vino, nisciuno ‘o crere. – ‘A casa r’ ‘o buon Gesù chi trase non ghiesce cchiù. – Chi trase a Muntifusco e po’ n’esce vo’ rice ca n’ata vota nterra nasce (Il carcere borbonico di Montefusco era tristemente famoso per le terribili condizioni in cui venivano a trovarsi i detenuti. Sembra che soltanto pochi ne uscissero vivi).

TRASITIZZO:
Agg. Sfacciato, invadente. Persona intraprendente che socializza con facilità e si fa spazio in qualsiasi ambiente in cui viene a trovarsi.
TRASÙTA:
Sost. Entrata. Prov.: ‘A prima trasuta vardativi ‘e ssacche (Non è prudente fidarsi della prima impressione).

TRAVAGGHIÀ:
V. rifl. Affrettarsi, lavorare con speditezza. Me travagghio, me travagghiai, travagghiàto. Etim.: dal francese “travailler”.

TRÉBBETE:
Sost. Cerchio di ferro sorretto da tre piedi (da qui il nome). Serviva per appoggiarvi la pentola sulla fiamma del focolare.

TREMENTE:
V. Guardare. Tremento, trimintietti, trimintùto. Prov.: ‘O relore è di chi ‘o sente, no’ e chi passa e tremente. Etim.: dall’espressione napoletana: “tenere mente” (fare attenzione).

TREMOLéSE:
Sost. Tremarella. Tremito.

TRéNE:
Agg. num. Tre. – Fazzo tre trene e na napulitana a spate.

TREZZETTO:
Agg. Clandestino, di contrabbando. Tabbacco trezzetto.

TRICÀ:
V. Tardare, indugiare. Trico, tricai, tricato. Loc.: Trica e benga bona …

TRICARÙLO:
Agg. Detto di chi ha l’abitudine di ritardare.

TRICCABBALLÀCCO:
Sost. Strumento musicale popolare a percussione.

TRICCHITRACCO:
Sost. Petardo che scoppietta saltellando. Loc.: Fà ‘a fine re no tricchitracco, tanta botte e po’ rint’ ‘a monnezze.- Etim.: è voce onomatopeica.

TRIPPÌERI:
Sost. Scala a forma di triangolo con un palo (piede) mobile detto “menante” che fungeva da sostegno. Usato dai contadini per salire e lavorare sugli alberi.

TRIPPITUOSTO:
Sost. Persona tarda e obesa. Poco lungiverante. Fà ‘a fine ‘e trippituosto.
TRIRICI: Agg. num. Tredici. Sant’Antonio fa tririci razzie a ‘o iuorno.

TRIVICO:
Trevico, comune della provincia di Avellino; le sue origini potrebbero essere collegate con “Trivici” “Villa” citata da Orazio nella satira V del libro I. Fino al Quattrocento il sito era denominato Vico della Baronia; il nome di Trevico gli fu dato nel 1590. Etim.: da “tres-vicos”.

TRIZZIÀ:
V. Scoprire molto lentamente le carte da gioco che si hanno in mano. Sbirciare. Trezzéo, trizziai, trizziato. Etim.: dal tardo latino “tertiare” (Ripetere per la terza volta. è voce attestata in Apuleio).

TROBBÉA:
Sost. Pioggia violenta ma di breve durata. Burrasca, temporale. Etim.: dal greco “tropáia” (trocella).

TRÒCCHENO:
Sost. Piccolo tronco di legno da mettere al fuoco.

TRÓLE:
Agg. Torbido, denso.

TRONÀ:
V. impers. Tuonare. Tròna, tronào, tronato. Prov.: Quanno trona, ra quacche parte chiove.

TRUNCIO:
Agg. Spesso, consistente. Pingue, corpulento.

TRUONO (pl. TRÒNOLA):
Sost. Tuono. Per scacciare i tuoni e i fulmini si recitava il seguente scongiuro: “Truono e lampo fatti arrasso: questa è ‘a casa ‘e Santo Sasso. Santo Sasso e Santo Simone: questa è ‘a casa re Nostro Signore!” – Santa Barbara e Santo Simone faciti passà sti lampi e truoni. – Pozza morì co no truono chi non ce piace ‘o buono.

TUÀTO:
Pron. pers. Con valore dispreg.: Tu altro. - Tuàto, che buò?

TUCULIÀ:
V. raro. Dondolare, scuotere. Tocoléo, tuculiai, tuculiato.

TUFO (SCOGNÀ C’ ‘O): Antico sistema di trebbiatura. Una grossa pietra di tufo, legata ai buoi, frantumava sull’aia le spighe di grano.

TUFO:
Tufo, comune irpino di origine longobarda menzionato già nel IX sec. Fu feudo di Raone de Farneto il quale respinse più volte l’assedio di Roberto di Montefusco. Etim.: dal latino “tofus” (Tufo), roccia vulcanica.

TÙMMOLO:
Sost. Tomolo, misura agraria. No tummolo re terra (1/3 di ettaro). - 2) Misura di peso corrispondente a 44 Kg. – Etim.: dall’arabo “tum”.

TUNNO:
Agg. Rotondo, tonto. Poco perspicace. Prov.: Chi nasce tunno non po’ murì quatrato (Come si nasce così si muore). – 2) Sost. Tonno. Scatoletta re tunno.

TUNNO TUNNO:
Loc. avv. Soddisfatto, appagato. – Francisco se fece tunno tunno a ‘o banchetto re nepotema.

TUOCCO:
Sost. Morra, gioco basato sulla conta delle dita lanciate aperte dai due giocatori. Menà ‘o tuocco (Tirare a sorte).

TUÓPPOLO:
Località di Montefalcione. – 2) Terreno rialzato, piccola collina. - Stà re casa a ‘o Tuoppolo (Abita in contrada Toppolo).

TUORNO TUORNO:
Loc. avv. Tutt’intorno. Ì tuorno tuorno.

TUORTO:
Sost. Torto. – Chi stà lontano tene sempe tuorto.

TUÓSSICO:
Sost. Veleno. ‘O tuossico non ‘o bonno manco i surici (Si dice a chi non sa accettare una sconfitta). – A vipera ca mozzecao a mogghierema murìo re tuossico.

TUOSTO (f. TÒSTA):
Agg. Duro. Pane tuosto. – Loc.: Aìma veré chi è chiù tuosto (Dobbiamo vedere chi la spunta). – Prov.: Chi tene ‘a facci tosta s’ammarita e chi no resta zita.

TUPPO:
Sost. Acconciatura di capelli intrecciati e raccolti dietro la nuca. – Etim.: dal francese “toupet”.

TURÀLE:
Sost. Volturara Irpina. Comune irpino menzionato per la prima volta in un documento del 979 (Volturaria). Etim.: dal sost. lat. vultur (avvoltoio).

TURCICUOLLO:
Sost. Torcicollo.

TURCINIELLO: Sost. Legaccio d’erba per tenere insieme i fasci di fieno, detti “jòvere” (v.). – 2) Panno arrotolato che le donne si mettevano sul capo per trasportare un peso. Cercine.

TURCITùRO:
Sost. Torchio. Bastone.

TURCIULIÀ:
V. Torcere. Torcioléo, turciuliai, turciuliato. – 2) Rifl. Contorcersi per rabbia o per dolore. – Loc.: Me se torcioleano ‘e stintina ncuorpo.

TURDO:
Agg. Tonto e testardo. Etim.: prob. dal latino “tardus” (tardo).

TURDUMÈO:
Sost. Persona ambigua che fa il pesce in barile. Finto tonto. Individuo taciturno e poco socievole.

TURNÉSE:
Sost. Antica moneta. – Etim.: dalla città di Tours, in Francia dove per la prima volta venne coniata.

TURNIÀ:
V. Circondare. Circuire., corteggiare. Tornéo, turniai, turniato. Nel significato di circuire, infastidire è molto diffusa la locuzione: Rà li tuorni.

TURRIUNI:
Torrioni, centro irpino fondato dai longobardi intorno ad una grossa torre quadrangolare della quale si ha notizia in un documento dell’888 col nome di Turris Aionis. Accorpato alla Signoria di Tufo, il borgo diventò Casale nel XII sec.

TURTIERA:
Sost. Pietanza a base di alici, patate e pomodori a strati; sistemata in una teglia viene cotta nel forno o sotto la brace del focolare.
TURZO: Sost. Torsolo di frutta o di verdura. Turzo re mela. – 2) Sciocco, babbeo. – Etim.: dal greco “thyrsos” (Bastone delle baccanti).

TÙTOLO:
Sost. Quel che resta di una spiga di granoturco, privata dei chicchi. Detto anche TÙTERO. – Est. Stupido, sciocco.

TUZZICÀ:
V. Toccare leggermente, sfiorare con le dita. tùzzico, tuzzicai, tuzzicato.

































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