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LETTERA S

R-S-T

S


SACCA: Sost. Tasca. Loc.: Tené ‘a neve rint’ ‘a sacca (Andare di fretta). – Fatti ‘a sacca nova! (Si dice ironicamente di chi aspetta di essere pagato da un debitore insolvente).

SACCO:
Sost. Misura agraria equivalente a 3 “tommola” – 2) Grande quantità. No sacco e na sporta. – 3) Contenitore di canapa. – Prov.: Sacco sciattato non se mantene allerta (Con lo stomaco vuoto vengono meno le energie per lavorare).

SACCÒNE:
Sost. Pagliericcio di brattee di granoturco. Era il materasso della povera gente. – No sacco re spogghie.

SACRESE (A LA):
Loc. avv. In modo brusco e inaspettato.

SAGGHIE:
V. Salire. Sagghio, sagghietti, sagghiuto. Chi sagghie ncoppa ‘e corna toie po’ dà na mano a ‘o Pataterno (In lingua italiana si dice: hai le corna a sette palchi).

SAGGHIOCCOLàTA:
Sost. Colpo di bastone. – Co na sagghioccolàta ‘o stinnìo nterra.

SAGGHIUòCCOLO:
Sost. Bastone lungo e nodoso. – 2) Volg. Pene.

SAGGHIùTA:
Sost. Salita, strada ripida.

SAÌMA:
Sost. Sugna, grasso di maiale. Sausicchie rint’ ‘a saìma. Vedi NZOGNA.

SALAIUOLO:
Sost. Venditore di sale. Tabaccaio.

SÀLECE:
Sost. Salice. Loc.: Spaccà salici (Fare la fame, passarsela molto male).

SALÈRA:
Sost. Saliera.

SALISCINNI:
Sost. Saliscendi.

SAMMÙCCHIO:
Sost. ant. e raro. Intestino ripieno di sangue di porco.

SAN BARBÀTO:
Sost. Frazione di Manocalzati.

SAN FILICIANO:
Santo venerato a Montefalcione il cui corpo, fino al terremoto del 1980 era venerato nella Chiesa di Nostra Signora (Chiesia re vascio). Poche e confuse sono le notizie biografiche di questo santo: con certezza si sa soltanto che era un soldato romano martirizzato per decapitazione sotto Decio o Diocleziano. La festa si tiene l’ultima domenica di maggio. Le reliquie del Santo arrivarono da Roma a Montefalcione il 26 novembre 1826.

SANFRASONNE (A LA):
Loc. avv. In modo approssimativo, senza alcuna regola. Etim.: dal franc. “sans facon”.

SANGINELLA:
Sost. Varietà di uva.

SANGO:
Sost. Sangue. Loc.: Puozzi jettà ‘o sango! – ‘O sango ‘e chi t’è bivo! – Scormà re sango (Picchiare a sangue). – Prov.: ‘O sango non po’ addeventà acqua (I legami di sangue non si possono annullare). – ‘A carne fà sango e ‘a fatica fà ghiettà ‘o sango! (Mangiare piace a tutti, lavorare a pochi).

SANGUETTA:
Sost. Sanguisuga, cerasta. Veniva usata per succhiare il sangue ai malati.

SANGUETTÀRO:
Sost. Persona che un tempo si recava a domicilio, con un cesto di mignatte perché succhiassero il sangue agli infermi.

SANGUINACCIO:
Sost. Tipica pietanza locale a base di sangue di maiale rappreso e tagliato a tocchetti, soffritto con molta cipolla.

SAN MARTINO VALLE CAUDINA: San Martino Valle Caudina, località abitata fin dalla Preistoria. Il suo nome deriva dal santo vescovo Martino, patrono del comune.

SAN MICHELE DI SERINO:
San Michele di Serino, centro irpino menzionato per la prima volta in una carta dell’879. Nel 1659 fu devastato da una terribile epidemia di peste.

SAN NICOLA BARONIA:
San Nicola Baronia. Il nome di origine era “Sancto Nicola a Ripa” cambiato successivamente in “San Nicola a Salices” dalla località Acqua dei Salici dove sono state rinvenute tracce di insediamenti sannitici e romani. Fu feudo dei Del Balzo, dei Troiano e dei Carafa.

SANIZZO:
Agg. Frutto sano, intatto. Persona che gode di buona salute. – Prov.: Chi vo campà no poco sanizzo roppo mangiato adda rorme no stizzo (Una breve pennichella fa bene alla salute).

SANNÙTO:
Agg. Animale provvisto di zanne robuste. - Sost. Persona con denti lunghi e sporgenti.

SANOSANO (SANO SANO):
Agg. Ingenuo, semplicione, che non conosce furbizia.

SANT’ANTONIO DI PADOVA:
Sost. È il Santo Patrono di Montefalcione, festeggiato il 13 giugno e in modo più solenne nell’ultima domenica di agosto, insieme a Santa Lucia. Nato a Lisbona nel 1195, morì il 13 giugno 1231 ad Arcella, presso Padova. Frate francescano, il suo nome di battesimo era Fernando; secondo la tradizione popolare questo Santo fa tredici grazie al giorno.

SANT’AORÈNO:
Sant’Audeno, patrono di Serra di Pratola. La sua festa ricorre in agosto, durante la quale è tradizione cucinare delle polpette speciali dette “pallòttole re Sant’Aorèno”.

SANTA LUCIA:
Santa venerata come protettrice della vista, nel giorno successivo (lunedì) a quello della festa di Sant’Antonio. Martirizzata il 13 dicembre del 303, sotto l’impero di Diocleziano; è nata a Siracusa e il suo corpo riposa a Venezia nella Chiesa di San Geremia.

SANTA LUCIA DI SERINO:
Santa Lucia di Serino, località antichissima abitata già in età preromana; vi si trovano sepolcreti di età sannitica e resti di un acquedotto romano. Un tempo il paese era chiamato San Pietro; il nome attuale si deve al culto di Santa Lucia introdotto in età medievale. Entrò a far parte del comune di Serino col nome di Casale di Santa Lucia e diventò centro autonomo nel 1561.

SANTA MARÉNA:
Santa Marina è venerata a Montefalcione in una chiesetta di campagna ubicata in contrada Guarini. Di questa santa non si sa quasi nulla. Poco o nulla si sa di questa santa.

SANT’ANDREA DI CONZA:
Sant’Andrea di Conza, comune irpino, presenta testimonianze archeologiche di età romana; è stato feudo dei Del Balzo e dei Gesualdo.

SANT’ANGILO ALL’ESCA:
Sant’Angelo all’Esca, centro irpino di origine longobarda costruito intorno alla Chiesa di Sant’Angelo da cui prese il nome. La denominazione “ad islam” (presso un querceto) fu aggiunta per distinguere la località dai paesi vicini che presentavano la stessa origine agionimica.

SANT’ANGILO A SCALA:
Sant’Angelo a Scala, comune irpino menzionato per la prima volta in un documento del 1053 nel quale si parla di una Chiesa di Sant’Angelo della montagna di Mercogliano. Secondo il Finamore, la denominazione “a Scala” è dovuta alla forma dei pendii delle montagne circostanti.

SANT’ANGILO DEI LOMBARDI:
Sant’Angelo dei Lombardi, centro di origine longobarda, la prima notizia storica risale al 926, anno del saccheggio dei Saraceni. I Balvano di Conza ne furono i primi feudatari. Etim.: dall’agionimico Sant’Angelo e dall’etnico “Lombardi” (Longobardi).

SANTOFELàRO:
Sost. Agg. e sost. Abitante di San Fele.

SANTO FELE:
San Fele, la più grande frazione di Montefalcione, confinante con la località di SAN MICHELE.

SANTO MANGO:
San Mango sul Calore, comune irpino la cui prima attestazione scritta risale ad un atto notarile del 1013 nel quale il vescovo di Volturara esonerava i canonici di Castel Magno dal pagamento dei tributi. Fu concesso in feudo da Ruggero II a Elia I Gesualdo. Etim.: dal nome di San Magno. La denominazione attuale completa risale al 1850.

SANTO MARCO:
Sost. Toponimo montefalcionese.

SANTA PAULINA:
Santa Paolina, toponimo irpino, affonda le sue origini nell’Alto Medioevo; ha fatto parte, a partire dal secolo XIII della Baronia di Montefusco.

SANTO PITÌTO:
San Potito Ultra, comune irpino, negli antichi documenti il luogo è indicato come casale “Radicazza”. Il nome attuale derivante da un eponimo martire, si scontra in atti notarili del 1272. Feudo dei Capece, fu casale della Baronia di Candida.

SANTO STASIO:
Sant’Eustachio, patrono di MONTAPERTO (Festa il 20 settembre).

SANTO STEFANO DEL SOLE:
Santo Stefano del Sole, antico casale di Sorbo Serpico, appartenne ai Capece ai quali fu tolto nel 1461 da Ferrante I d’Aragona che ne fece dono a Giacomo Antonio della Morra. Fu poi acquistato dai Gesualdo che lo tennero fino al 1770.


SANTO VITO:
San Vito martire, venerato a Vallata (AV) il 14 e 15 giugno con la distribuzione ai fedeli delle “panelle” focaccine di pane azzimo grosse quanto una noce. Forse, dall’abuso di questo cibo da parte di qualche devoto, è nata la locuzione, comune anche nel nostro paese: “Puozzi passà pe’ Santo Vito!” rivolto a chi è dotato di un insaziabile appetito.

SANTUOCCHIO:
Sost. Bigotto. Persona molto devota.

SÀOZA:
Salza Irpina, comune di origine longobarda. Etim.: dall’agg. lat. “salsa” (salata), con riferimento a qualche sorgente salsoiodica situata nei pressi del centro abitato.

SAOZARÙLO:
Sost. Abitante di Salza Irpina.

SAPÉ:
V. Sapere. Saccio, sapietti, saputo. – Loc.: Dio ‘o ssape e ‘a Maronna ‘o bere. - Non saccio chi me pari. – Non saccio come te vero. - ‘A sai longa ‘a canzona! – Chi non te sape caro t’accatta … - Chi te sape te apre. – Tutto arriva pe’ chi sape aspettà. – Saccio quanta pirucchi tieni ncapo e quanta pili tieni nculo (Ti conosco fin troppo bene!).

SÀPETO:
Sost. Sabato. Loc.: Ì recenno ca Pasqua vene re sapeto (Diffondere notizie false o incredibili).

SARÀCA:
Sost. Aringa sotto sale. Pesce salato in genere. – Te fazzo fa’ ma renna a sarachielli (Ti levo la sete col prosciutto). Dim.: SARACHIELLO, SARACHèLLA. Fa fa’ merenna a saraghielli (levarsi la sete col prosciutto).

SARAÓLLA:
Sost. Varietà di grano. Pane ‘e saraolla.

SARAVATICO:
Agg. Selvativo, burbero, intrattabile.

SARAVATORE:
Sost. Santuario del S.S. Salvatore nei pressi di Montella. Loc.: Puozzi passà pe’ lo Saravatore! – 2) Il Salvatore (Gesù Cristo).

SARCINIELLO:
Sost. Fascio di legna per il fuoco, legato con una cordicella di salice.

SARMA:
Sost. Carico, soma. Prov.: ‘O ciuccio assai valente porta ‘a sarma e non s’a sente. – 2) Misura di peso: Na sarma re lèone.
SARRECÀ: V. Smuovere il terreno con una piccola zappa per estirpare le erbacce. Sarchiare. Sàrreco, sarrecai, sarrecato.

SARVIETTO:
Sost. Tovagliolo. Oi so’ re sarvietto (Oggi sono invitato ad un pranzo importante).

SARZA:
Sost. Salsa di pomodoro.

SAÙCO:
Sost. Sambuco. Persona allampanata e poco intelligente. Accr.: SAUCÒNE.

SAURÙNI:
Sost. Località di Montefalcione.

SAUSICCHIO:
Sost. Salsiccia. Se ngrassa ‘o puorco pe’ ne fà sausicchi. – Ce stanno cchiù ghiuorni ca sausicchi. – Sausicchio re fécheto (Antico salume montefalcionese fatto con fegato di maiale).

SAVIGNANO:
Savignano Irpino, comune menzionato per la prima volta in un documento del 998, anno in cui il “Castrum Sabinianum”, fu donato dal principe beneventano Landolfo VI a Potone, conte longobardo di Greci. Etim.: dal nome personale latino Sabinius al quale è stato aggiunto il suffisso – anus, da cui Sabinianus e savinianus.

SBALANZÀ:
V. Spalancare. Sbalanzo, sbalanzai.

SBELANZATO:
Agg. Spalancato, completamente aperto.

SBARIÀ:
V. Distrarsi, prendere aria, andare in giro. Aggia sbarià. Sbaréo, sbariai, sbariato. – Aggia sbarià.

SBÉRZÀ: V. Togliere le brattee, i cartocci dalle spighe di granoturco. Una volta si sberzava sull’aia alla luce della luna con i vicini e i parenti. Sbérzo, sberzai, sberzato.

SBEZZà: V. Svezzare. Sbézzo, sbezzai, sbezzato.

SBINTULIÀ:
V. Rifl. Scoprirsi, gettare via il lenzuolo o la coperta. Me sbentoléo, me sbintuliai. – 2) Sbandierare, sventolare.

SBINTULIATO:
Agg. Scoperto, sbandierato.

SBITÀ:
V. Svitare. Sbito, sbitai.

Sbitato:
Agg. Svitato. Squilibrato.

SBOLACCHIÀ:
V. Svolazzare (detto specialmente di polli e uccelli). Sbolacchio, sbolacchiai, sbolacchiato.

SBORRA:
Sost. volg. Sperma.

SBORRÀ:
V. Sgorgare con impeto. – 2) Eiaculare.

SBRECCHIATO:
Agg. e sost. Persona con le orecchie a sventola.

SBREOGNÀ:
V. Svergognare, sputtanare. Sbreogno, sbreognai.

SBREOGNàTO:
Agg. Spudorato, impudente.

SBRENZOLÓNE:
Agg. Vestito di stracci, trasandato.

SBRINGO:
Sost. Rete metallica che sorregge il materasso. Etim.: dall’americano “spring” (molla).

SBUTTO:
Sost. Caduta, tonfo. Risse ‘o cacciatore nfacci ‘a quagghia: “Chiù pésole sagghi e chiù lo sbutto pigghi!”

SCACÀ:
V. Si dice delle galline quando non fanno più uova.

SCACAMARRÒNE:
Sost. Errore grossolano. – Etim.: dallo spagnolo “marro” (errore).

SCACATIÀ:
V: Schiamazzare delle galline che hanno fatto l’uovo. – 2) Parlare in fretta e rumorosamente. Scacatéo, scacatiai, scacatiato.

SCAFARÈA: Sost. Grande quantità di cibo. Na scafaréa re pasta e fasuli.

SCAFÉSSA:
Agg. e sost. raro. Cretino, stupido.

SCAFFÀ:
V. Assestare, colpire. Scaffo, scaffài, scaffato.

SCAGGHIO:
Sost. Scarto di una spiga di grano.

SCAGGHIUOZZO:
Sost. ant. Pezzo di pane tagliato in modo frettoloso e grossolano.

SCÀMMERO:
Sost. Cibo magro senza grasso né carne.

SCAMMISOLÀ:
V. Rifl. Mettersi in maniche di camicia. Me scammìsolo, me scammisolài.

SCAMMISOLàTO:
Agg. Senza giacca, in maniche di camicia.

SCAMONèA:
Sost. Ammasso di cose inutili e di nessun valore. Scarti. Etim.: dal greco “scammonìa” (plebaglia).

SCAMOSCIÀ:
V. Stagionare, affumicare (detto di formaggio). Scamoscio, scamosciai.

SCAMOSCIATO:
Agg. Si dice di formaggio tenero, appena stagionato.

SCAMPÀ
: V. Pulire il terreno, falciare le stoppie con la scampatora. Scampo, scampai, scampato. – 2) Smettere di piovere. – 3) Ripararsi quando piove per non bagnarsi (in forma riflessiva).

SCAMPANIÀ:
Suonare le campane a distesa. Scampanéo, scampaniai, scampaniato. – ‘O sarestano scampanéa a groria.
SCAMPATÓRA: Sost. Attrezzo agricolo per “scampare”, falciare le stoppie o le erbacce dal terreno.

SCAMPITELLA:
Scampitella. Comune irpino; fu casale della Baronia di Vico, seguì le sorti di Trevico fino al 1348 quando conquistò l’autonomia. Fu possedimento dei Loffredo fino al 1806.

SCANÀ:
V. Tagliare la pasta per fare le forme di pane (panelle) da mettere nel forno. Scano, scanai, scanato.

SCANAGGHIÀ:
V. Cercare di scoprire il segreto o l’intenzione di qualcuno. Investigare. Scanagghio, scanagghiai, scanagghiato.

SCANDRAVATI: Sost. Località montefalcionese.

SCANGELLà:
V. Cancellare. Scangello, scangellai, scangellato.

SCANGIÀ:
V. Scolorirsi, cambiare colore. Scangio, scangiai. Sta cammìsa s’è scangiata. – 2) Scambiare una persona per un’altra: T’aggio scangiato pe’ fràtimo.

SCANGIANOME:
Sost. Soprannome. Montefalcione è ricca di soprannomi e di patronìmici: Accellenza - Addèo – Aglitiello - ‘A Iatta – Alìo – ‘A Pecorara – Apocése – Appardatòre – Argése – Aròro – Baccalà – Banchetta – Barbetta – Barone - Baronessa – Barracca – Barrittiere – Battisterio – Befana – Bella-poleta – Bizzeffa – Bleck – Calacchio – Calizòne – Cambogia – Camèle – Camuso – Canacana – Canestraro – Cangiuolo – Cannàto – Cantiniere – Canzirro – Capacchione – Capianco –Caporaulicino – Carrése – Catena – Cazzella – Cecatiello – Cémmece – Centrella – Cernetòre – Chiacchiarone – Chingàra – Chiocchiò –Chitarrella – Chiucchero – Chiuotto – Cìanella – Ciomma- Cirasiello – Ciangolòne – Cicciotto – Cicco – Ciliello – Cinghetto – Ciofèca – Ciucciaro – Ciucciomàscolo –Ciùtolo –Còcca - Cocciacavallo – Contatinella –Cóteca – Cotezze – Cozzettòne – Cruscioff – Culacchio – Cuozzo – Curtòtto – Faggiolo – Fasciello –Fasùlo - Fèscena – Fontana – Forbecione –Forése – Fraddiavola – Frùtica – Furminante – Gendarmessa – Gesoèle –Ghègghie – Gnazólla – Granduomo – Ischetto – L’Esattore – Limmitiello- Limone – Malandrino – Malòmo – Manecchia – Mangiapane – Marchionno –Marinetto – Màssero – Mastacciccio – Mastoranfòne – Mastovicienzo - Mastricchio - Mastuòppolo – Mbilla – Menella - Miòtro –Mocchione – Mòcia - Montagniello – Mostazzuta – Mucco –Mungiello – Munzignore –Murzillo – Muschillo –Mutarella – Napulione ––Nardo – Nasone – Ndundù – Ndondòne – Nerone – Nfritta – Ngrelle –Nìoro –Nizo – Ntuono – Nufrio – Nzerre –‘O Balilla – ‘O Barése – ‘O Caione – ‘O Capitano – ‘O Cavaliere – ‘O Ciuccigno – ‘OCollocatore – ‘O Comparone – ‘O corzo – ‘O craparo – ‘O Cummissario - ‘O Dazziario – ‘O Ferraciuccio - ‘O Gallometro - ‘O Gècche – ‘O Giolly –‘O Iengo – ‘O Lione –‘O Lupo – ‘O Maccaronaro –‘O Mantece –‘O Mbaccio – ‘O Nenne – ‘O Nurfuso – ‘O Pinto ‘ – ‘O Pretore – ‘O Pisciato - ‘O Pittore – ‘O Polverone – ‘O Pratolano – ‘O Prefetto – ‘O Preside – ‘O Puorco – ‘O Quagghiere – ‘O Rullo – ‘O Russo - ‘O Salaiuolo (‘A Salaiola) – ‘O Saravatico - ‘O Sbrecchiato – ‘O Scamorzaro – ‘O Scellerato – ‘O Sciauráto – ‘OScigghiàto – ‘O Sciriffo – ‘O Scribbacchino – ‘O Spallato – ‘O Sparatore – ‘O Vacchio – Orgiuta – Oskosky - Pacchitiello – Pachinella - Panzone – Paparacchione – Papariello – Papatréma – Papetto – Parisina – Passariello – Pastanaca - Patrabbàsilio – Peparúlo – Peperepeppa –Peretélla – Picculino – Piello – Pilècio - Piluso – Pircuoco – Pirùta – Pituoso – Pàppolo – Pizzachiena – Pizzillo – Pizzuottolo – Poppò –Priatorio – Pupatella - Pupazzo – Puzzàro – Rezze – Rillo – Rontitolò – Ruoccolo – Sanguettaro – Saozarùlo – Sarachella – Scapocchia - Scarparella – Scascione – Scellòne – Scemecca – Sceppalopèppo – Schinipuorco (o Spinipuorco) – Sciaccanapàcca – Sciacquetta – Scialòne – Scialane -Sciamarro – Sciammèria – Scióppola – Sciosciarùlo – Scisciante - Scoffessa – Sdangarella – Sfleppe – Sirrimòne – Sivocifera – Sopàla - Sordóne – Spinuso – Squagghiachiummmo – Squarcione – Tenente -Terraleva – Tillittò – Titarròne – Titiritì – Toscana – Tratturiello –Trébbete – Trentacarrini – Trescarulo – Tribbuli – Tripolino – Tubbetto – Varrecchione – Vecchiacane – Vegliante – Vesce – Véscole – Vottecella – Zàmpera – Zecca –Zèlla –Zìrpolo – Zoccoletto.

SCANGIàTO:
Agg. Scolorito, sbiadito.

SCANGIO:
Sost. Sbaglio. Errore. – Pe’ scangio (Per sbaglio). – ì mparaviso pe’ scangio (Godere di una fortuna inaspettate).

SCANNATùRO:
Sost. Grosso e aguzzo coltello per scannare il maiale o gli agnelli. Detto anche SCANNAPUORCO o SCANNAPIECORO.

SCANNITIELLO:
Sost. Sgabello basso e di forma circolare.

SCANNO:
Sost. Panca, sedile.

SCANTÀ:
V. Spaventarsi, sussultare. Scanto, scantai, scantato.

SCANTO:
Sost. Spavento, paura improvvisa. – Pigghià no scanto.

SCANTRELLÀ:
V. Fare a pezzi, distruggere. Scantrèllo, scantrellai.

: Agg. Ridotto in pezzi.


SCANZÌA:
Sost. Scaffale, ripiano di un armadio.

SCANZIÀ:
V. Evitare, scansare. Scanzéo, stanziai, scanziato.

SCAORÀ: V. Scaldare, lessare, bollire. Scàoro, scaorai. Scaorà i ruocculi. – Maccaruni scorati (sconditi, insipidi).

Scaoràto:
Agg. Lessato, bollito.

SCAOZÀ:
V. Togliere le scarpe, scalzarsi. Scaozo (me scaozo), scalzai (me scaozai), scaozato. Loc.: Quiro te caoza e te scaoza (Ti fa fare tutto quello che vuoi).

SCAOZACANE:
Sost. e agg.: Ciarlatano, imbroglione. Incapace.

SCÀOZO:
Agg. Scalzo. – Prov.: Chi semmena spine non adda ì scaozo.

SCAPÉCE:
Sost. Salsa a base di olio, aceto, aglio e menta. Si usa per condire zucchine o melanzane. Etim.: dallo spagnolo “escabeche” (pesce marinato).

SCAPILLATE:
Sost. Ragazze vestite di bianco con i lunghi capelli sciolti (da cui il nome) che, per conto di chi era stato graziato dal Santo Patrono, si recavano scalze, cantando le lodi di Sant’Antonio nella chiesa madre e qui, strisciando con le ginocchia sul pavimento si prostravano davanti alla Statua del Taumaturgo. Tutto questo avveniva la mattina dell’ultima domenica di agosto: è tradizione oggi completamente scomparsa.

SCAPOCCHIÒNE:
Sost. Persona abulica, sfaticata. Ragazzo che ha poco interesse per lo studio. Etim.: dall’italiano “capocchia”.

SCAPOLÀ:
V. Smettere di lavorare nei campi, alla fine del giorno. Scàpolo, scapolai, scapolato. – 2) Sciogliere (detto di animali domestici). - Loc. volg.: Scapolà ‘o vitiello (Avere un rapporto sessuale).

SCAPUZZIÀ:
V. Scuotere la testa in segno di assenso oppure di diniego. – 2) Dondolare lentamente il capo mentre si sta dormicchiando. Scapozzéo, scapuzziai, scapuzziato. Etim.: dal tardo latino “caput?um” (cima, estremità).

SCARAOGGHIÀ:
V. Sbrogliare, sgomitolare, dipanare una matassa. Risolvere una situazione intrigata. Scaraogghio, scaraogghiai, scaraogghiato.

SCARAVACCÀ:
V. Scavalcare, superare. Accavallare: Scaravaccà ‘e cosce. Scaravacco, scaravaccai, scaravaccato.

SCARCIÒFFOLA: Sost. Carciofo. Loc.: Ce vo’ pacienzia pe’ mangià ‘e scarcioffole. – 2) Idiozia, sciocchezza. – “Scarcioffola mia novella, te volevo bene quann’ieri zitella, ma mo ca hé mittuto li pili statti bona scarcioffola mia”.

SCARDA:
Sost. Scheggia di pietra o di legno. – 2) Piccola quantità, scaglia. Na scarda re caso. – Etim.: dal germ. “skarda” (fessura).

SCARDÀ:
V. Scheggiare, tagliuzzare. Scardo, scardai, scardato.

SCARPÀRO: Sost. Ciabattino, calzolaio. Anticamente era detto anche Solachianielli.

SCARPIELLO:
Sost. Scalpello.

SCARPISÀ:
V. Calpestare. Scarpìso, scarpisai, scarpisato.

SCARRAFÒNE:
Sost. Calabrone. Scarafaggio. – Prov.: Ogni scarrafone è bello p’ ‘a mamma soa (Nessuno è brutto per la propria madre).

SCARRECà:
V. Scaricare. Scàrreco, scarrecai, scarrecato.

SCARTELLÀ:
V. Stentare, soffrire. Sopportare pazientemente le contrarietà. Scartèllo, smartellai, smartellato.

SCARTELLÀTO: Agg. e sost. Persona malandata, deforme. Gobbo.

SCARTIELLO:
Sost. Scoliosi, gibbosità. ‘O cchiù bonariello tene ‘a vallera e ‘o scartiello.

SCARÙSO:
Agg. A capo scoperto. Senza cappello.

SCARZIÀ:
V. Scarseggiare. Scarzéo, scarziai, scarziato.

SCARZO:
Agg. Scarso. – Sost. Persona incapace, poco abile.

SCASÀ:
V. Traslocare. Scaso, scasai, scasato.

SCASCIÀ:
V. Rompere, strappare. Scascio, scasciai. Etim.: dallo spagnolo “eschacar” (schiacciare).

SCASCIATO: Agg. Rotto, fatto a pezzi.

SCASCIÒNE:
Agg. e sost. Fracassone. Rottame.

SCATÉLLA:
Sost. Scintilla. Est. Persona focosa e irrefrenabile.

SCATOZZÀ:
V. Fare a pezzi, distruggere. Potare un albero. Scatòzzo, scatozzai, scatozzato.

SCATTAMIENTO: Sost. Dispetto, ripicca.

SCATTÙSO:
Agg. Dispettoso, permaloso.

SCAUTÀ:
V. Frugare, rovistare. Scaùto, scautai, scautato. Prov.: ‘A merda cchiù ‘a scauti e cchiù fete (“Fogna rimestata raddoppia il profumo”, V. Alfieri). – “fogna rimestata raddoppia il profumo” (V. Alfieri).

SCAZZECÀ:
V. Sollevarsi, girarsi nel letto. Me scàzzeco, me scazzecai, scazzeccato. – 2) Stuzzicare, stimolare. - 3) Avvertire improvvisamente un dolore, un fastidio. – Me s’è scazzecato no relore re mola.

SCAZZÉLLA:
Sost. Cavillo, scusa. Pretesto. Non ghì trovanno scazzelle (Non cercare inutili pretesti).

SCAZZÈTTA:
Sost. Papalina, berretto. Zucchetto: Trasì rint’ ‘a scazzetta ro preote (Entrare nelle grazie di una persona influente).

SCAZZÌA:
Sost. Cispa. Tené l’uocchi chini re scazzìa. – È detto anche SCAZZìMA.

SCAZZìMA: Etim.: dal greco kakkè (escremento).

SCAZZILLùSO:
Agg. Cavilloso, dispettoso.

SCAZZÙSO:
Agg. Cisposo.

SCEGGHIE:
V. Scegliere. Scegghio, scigghietti, scigghiuto. – 2) Pulire, liberare dalle parti estranee o nocive: Scegghie li ruoccoli. – Scegghie l’aulive.

SCELÀ:
V. Svaporare, perdere l’effervescenza (detto di bevanda gassata). Impers. Scèla, scelai, scelato.

SCELEBBRATO:
Agg. e sost. Debole di memoria, incosciente.

SCELECÀ:
V. Estirpare le erbacce e le piante nocive da un campo di grano. Scéleco, scelecai, scelecato.

SCéLLA:
Sost. Ala. Scella ‘e baccalà. – Etim.: da ascella, per deglutinazione dell’iniziale con funzione di articolo (‘A scella). Lat. “axilla”.

SCENNE:
V. Scendere. Scénno, scinnietti, scinnuto (sciso). – Prov.: Quanno scinni ra cavallo non sì cchiù nisciuno (Quando si perde il potere o si decade da una funzione importante nessuno ci considera più). – Scenne ra i cugghiuni r’Abbramo (Si dice di persona che si dà arie di nobiltà). – Scenne ‘o core int’e cazette (Perdersi d’animo). – Mo t‘o scinni! (è un furbacchione). – Scinni abbascio! (scendi giù). – No’ mme scenne (Non mi va giù). – Mm’ ‘o ssento re scenne (Ho un certo presentimento…).

SCEPPÀ:
V. Strappare, svellere, estirpare. Sceppo, sceppai. Quiro te sceppa i pacchiri ra int’ ‘e mmano.

SCEPPAMÒLE:
Sost. Dentista che non gode di grande considerazione.

SCEPPàTO:
Agg. Estirpato, divelto.

SCéSA:
Sost. Discesa. ‘O ciuccio r’o Marchese fuie ncopp’a scesa! (Fuggire nella discesa è poco faticoso e lo sanno fare tutti).

SCESCé:
sost. Pretesto, cavillo. – ì trovanno scescé.

SCHIAFFETTÓNE (Pl. SCHIAFFITTùNI):
Sost. Tipo di pasta grossa, simile ai rigatoni.

SCHIFILLÈTTO:
Agg. e sost. Schizzinoso.

SCHIMIà:
V. impers. Nevicare a fiocchi rari e sottili. Scheméa, schimiào, schimiato.
SCIABBECCÒNE: Sost. volg. Coito. Rapporto sessuale particolarmente gratificante.

SCIàBBOLA:
Sost. Sciabola. Prov.: I fòtiri combatteno e ‘e sciabbole stanno appese.

SCIABBULIONE:
Sost. raro. Persona disordinata che si comporta in modo sbracato e istintivo.

SCIACCHèNZA:
Sost. usato nella locuzione poco comune: “fa’ sciacchenza” (Fare amicizia, familiarizzare).

SCIACQUARIÀ (SCIACQUITTIÀ):
V. Sciacquare, pulire le stoviglie. Stare sempre a lavare. Sciacquaréo (sciacquettéo), sciacquariai (sciacquittiai), Sciacquariato (Sciacquittiato).

SCIACQUETTA:
Sost. Bevanda insapore. Persona incapace. Individuo ozioso che passa il tempo a bere e a mangiare.

SCIAIàTECA:
Sost. Sciatica.

SCIALÀ:
V. Godere, scialare. ‘O pover’omo sciala pe’ disgrazia. – Quanno ‘o pere cammina ‘o core sciala (Passeggiare fa bene al cuore).

SCIALACQUATO:
Agg. Annacquato, privo di vigore. Vino scialacquato.

SCIALAPOPOLO:
Loc. Senza risparmio, a volontà.

SCIALÒNE:
Sost. raro Gaudente, scialacquatore.

SCIAMARRO:
Sost. Piccone. Etim. da “ascia + marra” (scure + zappa).

SCIAMMÈRIA:
Sost. Giacca lunga e larga. Marsina. – 2) Volg. Rapporto sessuale. Etim.: dallo spagnolo: “Chamberga” (casacca).

SCIAMPAGNÒNE:
Sost. Persona che si gode la vita, che spende e spande. Gaudente.

SCIARABBALLO:
Sost. Calesse, carro con sedili di legno. Etim.: dal francese “char à bancs” (carro a banchi).

SCIARMÀ:
V. Disfare, rovinare. Sciarmo, sciarmai, sciarmato.

SCIARRA:
Sost. Litigio, diverbio. Inimicizia. Stà sciarra (non avere rapporti sociali). – “Sciarra a morte!” dicevano i bambini di una volta quando litigavano. Etim.: dallo spagnolo “charrata” (azione da villani).

SCIARRIÀ:
V. Bisticciare, litigare, Sciarréo, sciarriai, sciarriato. Etim.: dal latino “exerrâre” (dividersi, allontanarsi).

SCIASSA:
Sost. ant. Frac, vestito delle grandi occasioni. Etim.: dal francese “châsse”.


SCIATTÀ:
V. Svuotare, versare. Sciatto, sciattai. Sciattà ‘a votte.

Sciattàto:
Agg. Svuotato. Varrile sciattato.

SCICOLÀ:
V. Scivolare. Scìcolo, scicolai, scicolato.

SCICOLATA: Sost. Scivolata, caduta.

SCICOLATURO:
Sost. Scivolo, gioco per i bambini.

SCIGGHIÀ:
V. Scompigliare, mettere disordine. Scigghio, scigghiai.

Scigghiato: Agg. Scompigliato. Disordinato, scomposto.

SCIGGHIÒNE:
Agg. e sost. Persona che mette scompiglio, che crea confusione.

SCIGNA:
Sost. Scimmia. – 2) Arrabbiatura, stizza. Etim.: dal latino “sin?a”.

SCILLICAMPANA (SCINNICAMPANA):
Sost. Lucciola. “Scillicampana vieni a me ca rimani vengo a te e te porto na bella cosella: scinnicampana cammina pe’ terra”.

SCIOFFèRRE:
Sost. Autista. Tassista. Etim.: dal francese “Chauffer”.

SCIOGGHIE:
V. Sciogliere, slegare. Sciogghio, sciuogghietti, sciugghiuto (Sciuoto).

SCIOMENTà: V.
Incensare. Sciomènto, sciomentai, sciomentato.

SCIONNÀ:
V. Sfondare, rompere. Sciónno, scionnai.

àto: Agg. Rotto, sfondato. –
Tené ‘o culo scionnato (Avere una fortuna esagerata).

SCIORDA:
Sost. Diarrea, cacarella.

SCIOSCELLA:
Sost. Carruba. Co ‘e scioscelle e co i lupini se fanno li carrini (con i piccoli risparmi si costruiscono le grandi ricchezze). Etim.: dal latino “iuscellum”.

SCIOSCIÀ:
V. Soffiare. Scioscio, scosciai, sciosciato.

SCIOSCIARÙLO:
Sost. Lungo tubo di ferro cavo nel quale si soffiava per ravvivare il fuoco del camino.

SCIRUPPINA:
Sost. Malanno, colpo di freddo. – P’ascì scaruso co sto friddo me so’ pigghiata na brutta sciruppina.

SCISTARÙLO:
Sost. Lume a petrolio. Recipiente in cui si conservava il petrolio per illuminare.

SCISTO:
Sost. Petrolio. – 2) Bevanda di dubbia provenienza. Vino scadente. Etim.: dal latino “schistus” (roccia schistosa).

SCIUCCÀGGHIO:
Sost. Orecchino. Etim.: dallo spagnolo “chocallos” (pendagli d’oro).

SCIUCUTIÀ:
V. Rovistare, frugare alla ricerca di un oggetto. Sciocotéo, sciucutiai, sciucutiato.

SCIUMIENTO:
Sost. Inalazione di vapori medicinali.

SCIUMO:
Sost. Fiume. Sciumo surdo (gatta morta).

SCIUÒCCOLO:
Sost. Pendaglio. Fiocco di un berretto.

SCIUOTO:
Agg. Sciolto. – No cane scuoto (Liberato dalla catena).

SCIUPPILÀ:
V. Sturare. Sciuppìlo, sciuppilai, sciuppilato.

SCIÙRNIA:
Sost. raro e disusato: Tartaruga.

SCIUSCICARÓLA:
Sost. Indumento molto leggero.

SCIÙSCIO:
Sost. Soffio. ‘A vita è no sciuscio.

SCIUSCIOLO (Pl. SCIUSCIULI):
Sost. Truciolo di legno.

SCIUSCIULIÀ:
V. Dilapidare. Scioscioléo, sciusciuliai, sciusciuliato.

SCòCCA: Sost. Grossa panella di pane junno. – 2) Guancia rossa.

SCOCCHIÀ:
V. Separare, dividere. Scócchio, scocciai, scocchiato. “Scócchia qua!” dicevano i bambini sovrapponendo l’indice al medio in segno di giuramento e promessa solenne.

SCOCCHIOLÀ:
V. Sgusciare. Scòcchiolo, scocchiolai.
scocchiolato: Agg. Privato del guscio. – Nocella scocchiolata.

SCOCCIà:
V. Perdere i capelli, diventare calvo. Scòccio, scocciai.

SCOCCIATO:
Agg. e sost. Calvo.

SCOETÀ:
V. Disturbare. Inquietare. Scoèto, scoetai, scoetato.

SCOÈTO:
Agg. Inquieto. Irrequieto, vivace. Criaturo scoeto.

SCOFENÀ:
V. Rifl. Rimpinzarsi di cibo, mangiare a crepapelle. Me scófeno, me scofenai.

SCOFENÀTO:
Agg. Ingordo, insaziabile. Goloso.

SCÓGNA:
Sost. Trebbiatura. È tiempo re scógna.

SCOGNÀ:
V. Trebbiare. Scógno, scognai, scognato. – 2) Picchiare di santa ragione.

SCOLAMACCARUNI:
Sost. Colapasta.

SCOMMÀTTE:
V. Litigare a voce alta, discutere animatamente. Scommatto, scommattietti, scommattuto.

SCOMMOGGHIà:
V. (raro e desueto) Scoperchiare, portare alla luce. Scommògghio, scommogghiài, scommogghiàto. – Scuopri e scommògghia … (indagando pazientemente si scopre ogni cosa).

SCOMMÒNECA:
Sost. Scomunica, maledizione. Sfortuna.

SCOMMONECàTO:
Agg. e sost. Scomunicato, miscredente.

SCONOCCHIÀ:
V. Piegarsi sulle ginocchia, non reggersi in piedi. Me sconocchio, me sconocchiai, sconocchiato.

SCONZECÀ: V. Disturbare, infastidire. Scónzeco, sconzecai, sconzecato. Loc.: Sconzecà ‘o cane ca rorme.

SCOPAZZO:
Sost. Grossa spazzola. Straccio per pulire.

SCOPETTA:
Sost. Spazzola per le scarpe. Dim. SCUPITTìNO.

SCOPPÀ:
V. Esplodere, scoppiare. Scòppo, scoppài, scoppàto. – 2) Germogliare, fiorire. So’ scoppate ‘e rose.

SCOPPARÙLO:
Sost. Chicco di mais speciale messo a “scoppiare” in un tegame. Pop corn.

SCOPPETTA:
Sost. Fucile a una canna. Schioppo. Etim.: dallo spagnolo “escopeta”.

SCOPPETTÀTA:
Sost. Colpo di fucile. Loc.: È stata na scoppettata! (è stata una disgrazia fulminea e inaspettata). – L’uocchi so’ pèo re na scoppettata (L’occhiatura (v.) è peggio di una fucilata).

SCÒPPOLA:
Sost. Scappellotto. Trasì co ‘a scoppola (Essere assunto in seguito a una spinta, un’opportuna raccomandazione).

SCOPPOLÒNE:
Sost. Schiaffo, ceffone.

SCÒRCIA (M. Scuorcio):
Sost. Scorza, corteccia. Loc. ironica: Esse na bona scorcia (Essere un tipo equivoco e inaffidabile).

SCORCIÀ:
V. Privare della scorza. Scórcio, scorciai. – 2) Vedi SBERZÀ.

scorciato:
Agg. Ripulito, senza scorza.
ÓSE: V. Scucire. Scoso, scusietti, scusato.

SCOTOLÀ: V. Scuotere (spec. della tovaglia per farne cadere le briciole). Scòtolo, scotolai, scotolato. A ‘o scotolà re li sacchi se vere si è póvere o farina …

SCOVAZZIONE:
Sost. Desolazione, disastro. Situazione pietosa, con riferimento al momento in cui a Cristo furono tolti i chiodi e fu deposto dalla Croce. Rito del Venerdì Santo che si tiene nella Chiesa Madre di Montefalcione. La statua del Cristo viene schiodata dalla croce, adagiata sul lettino e portata in processione per le strade del paese.

SCRESCETà:
V. Diminuire di volume, non raggiungere la giusta lievitazione. – Pasta screscetata.

SCRIMA:
Sost. Linea sottile che divide i capelli del capo.

SCUMA:
Sost. Schiuma, bava.

SCUMARELLA:
Sost. Specie di mestolo piatto e bucherellato usato per togliere la schiuma.

SCUMMIGGHIÀ:
V. Scoprire. Scummigghio, scummigghiai.

àto: Agg. Scoperto, denudato.

SCUNFIRÀ:
V. rifl. Sentirsi stanchi e delusi, non avere voglia di fare qualcosa. Me scunfìro, me scunfirai, scunfirato.

SCUNFIRONE (SCUNFIRÙSO):
Agg. Abulico, pigro, indolente.

SCUOPPO:
Sost. Scoppio, rumore.

SCUORCIO:
Sost. Buccia. Scuorcio ‘e pummarola. – Est. Persona in cattive condizioni fisiche. È addeventato no scuorcio.

SCUÒRFENO:
Sost. Scorfano. – 2) Persona brutta e malandata.

SCUORNO:
Sost. Timidezza esagerata, pudore. Vergogna. ‘A fame non tene scuorno.

SCUOTOLO SCUOTOLO:
Loc. avv. Senza ottenere nessun risultato, a mani vuote.

SCUPIRTINA:
Sost. Distesa di terreno pianeggiante senza né case, né alberi.

SCUPPULIÀ:
V. Prendere a scappellotti, con una punta di affettuosità. Scoppoléo, scuppuliai, scuppuliato.

SCUPPULIàTA:
Sost. Sculacciata.

SCURÀ:
V. imp. Farsi scuro. Il calore delle tenebre della sera. Scurà, scurào, scurato. Stà scuranno (Si sta facendo notte). Pozza scurà ‘o munno! (Imprecazione detta in preda alla disperazione).

SCURÌA:
Sost. Oscurità, buio. Loc.: Ì trovanno scurìa e maletiempo (per fare meglio il proprio comodo).

SCURO:
Sost. Anta di finestra. Etim.: dal longobardo “skur” (Luogo coperto, riparo).

SCURRIATO:
Sost. Frusta per i cavalli da calesse. Aìmo cumbinata ‘a carrozza, cumbinamo puro ‘o scurriato … - ‘A ‘o cavallo re razza non serve ‘o scurriato (Alla persona seria e ligia al proprio dovere non servono richiami né incentivi).

SCUSCINÀTO:
Agg. e sost. Storpio, sciancato.

ùtA: Sost. Grave perdita economica. Rovescio di fortuna.

SCUTULIà:
V. Scotolare. Scotolèo, scutuliài, scutuliàto.

SDELLABBRÀ: V. Allargare, lacerare. Sdellàbbro, sdellabbrài, sdellabbràto.

SDIRRINÀ:
V. Sderenare, rompere le reni. Sfiancare. Sdirrìno, sdirrinai. Sdirrinato.

SDOLLECÀ:
V. Slogare. Sdòlleco, sdollecài, sdollecàto. – è caruto e s’è sdollecato l’uosso pizzillo.

SDRÀMMA:
Sost. Pezzettino, parte piccolissima.

SDRèOZO:
Agg. Strano, incomprensibile.

SECÀ:
V. Segare, tagliare. Séco, secài, secàto.

SÉCCETA:
Sost. Siccità. Quisto è anno re sécceta.

SECOLàRO:
Sost. Lasso di tempo corrispondente ad un secolo. Loc. Fà ‘o secolaro (Si dice di cosa che dura un lunghissimo periodo).

SECÓNNA:
Sost. Placenta.

SÈGGIA:
Sost. Sedia. Dim. SEGGIÓLELLA.

SEGGIÀRO:
Sost. Chi fabbrica e vende sedie.

SELVA DEI MAZZI:
Località di Montefalcione.

SEMèNTE (pl. SIMIèNTI):
Sost. Seme. – Semente re rano (Pastina da cucinare in brodo).

SENERCHIA:
Senerchia, comune irpino di origini medievali; appare menzionato per la prima volta in un documento del 1160. Etim.: da “sileris” (pianta diffusa nei luoghi ricchi di corsa d’acqua).

SÉNGA:
Sost. Fessura, spiraglio. Quanno no male adda vinì trase pe’ sott’ ‘a senga r’ ‘a porta (A Napoli si dice: si addà succere, succedarrà).

SENGÀ:
V. Fendere, lesionare. Séngo, séngai, sengato.

SÈNNECA:
Sost. Donna eccessivamente magra.

SEPORCRI:
Sost. ant. Piantine di grano germogliate al buio con le quali venivano addobbate le chiese il Venerdì Santo per commemorare la sepoltura di Cristo.

SÈRCHIA:
Sost. Piccola ma dolorosa lesione della pelle dovuta prevalentemente al freddo.

SERCHIATO:
Agg. Lesionato.

SERÉNA:
Sost. Pioggerellina fitta e passeggera.

SERÉNGA:
Sost. Siringa. Iniezione.

SÉREVA:
Sost. Selva, bosco.

SEREVETÈLLE:
Toponimo di Montefalcione.

SERÓNGE:
V. raro e desueto. Ungere, imbrattare. Seróngo, sirungietti, sirunto.

SETTIMO:
Sost. Suffragio funebre celebrato dopo sette giorni (oggi 3 o 4) il decesso. Fino ad allora i familiari del defunto non possono uscire di casa, né recarsi al lavoro).

SFACCIMMA:
Sost. Furbastro, sfrontato. Etim. dal latino “fascimen” (salsiccia) o dal francese “farcin” (persona sgradevole).

SFARDELLA:
Sost. Tassa, somma consistente da pagare. Etim.: dallo spagnolo “farda” (tributo).
SFASSÀ:
V. Sfasciare. Tagliare a pezzi il maiale, dopo qualche giorno dalla sua uccisione, e ricavarne prosciutti, spalle, capocolli, sopressate, lardo e salsicce. Sfasso, sfassai, sfassato.

SFASTIRIÀ:
V. rifl. Perdere la pazienza, stancarsi. Me sfastìrio, me sfastiriai.

Sfastiriàto: Agg. Annoiato, stanco, spazientito.

SFASTÌRIO:
Sost. Noia, fastidio. Seccatura.

SFERA:
Sost. Lancetta dell’orologio. – 2) Raggio: na sfera re sole.

SFESSA:
Sost. Ferita, taglio.

SFESSÀTO:
Agg. e sost. Fesso, stupido. – 2) Stanco, depresso.

SFEZZàTO:
Agg. Ubriaco, alcolizzato.

SFOCO:
Sost. Eruzione cutanea. – 2) Soddisfazione.

SFOLLECÀ:
V. impers. Lievitare, diventare soffice (Si dice spec. di dolci, di pane o focacce). Sfòlleca, sfollecào.

SFOLLECàTO:
Sost. Lievitato, soffice.

SFRECOLÀ:
V. Sbriciolare, fare briciole. Sfrécolo, sfrecolai, sfrecolato.

SFREDDÀ:
V. Diminuire di peso o di volume. Sfreddo, sfreddai, sfreddato.

SFRIDDO:
Sost. Perdita di peso. Parte deperibile di una merce.

SFRIVE:
V. Soffriggere. Sfrivo, sfrivietti, sfritto.

SFRUCULIÀ:
V. Sfottere, prendere in giro. Sfruculià ‘o pasticciotto (rompere le scatole). – Sfruculià ‘a mazza ‘e San Giuseppe. – Sfrocoléo, sfruculiai, sfruculiato. – Etim.: dal latino “fricare” (sminuzzare).

SGAGNOLÀ:
V. Estrarre i legumi dal loro baccello. Sgnagnolà i fasuli, i pisielli. Sgàgnolo, sgagnolài, sgagnolàto.

SGAGNOLARIELLI:
Sost. Vedi SPOLECARIELLI.

SGARRUPÀ:
V. Distruggere, abbattere un muro, una casa. Sgarrùpo, sgarrupài.

SGARRUPÀTO:
Agg. Fatiscente, che cade a pezzi. Etim.: dal latino “corruptare” (rompere una rupe).

SGUARRÀ:
V. Slargare, dilatare. Sguarro, sguarrai. Etim.: dallo spagnolo “desgarrar” (squarciare).

: Agg. Dilatato, allargato.

SGUESSA:
Sost. raro. Larga ferita, grosso taglio.

SGUINCIO (RE):
Loc. avv. Di sbieco, di traverso.

SI:
Cong. Se. Prov.: Si te fai pecora ‘o lupo te mangia. – Si ‘o culo tuo fosse no’ Monte ‘e Pietà me mpegnasse ‘o cazzo e strazzasse ‘a cartella.

SÌCCHIO:
Sost. Secchio. Accr. SICCHIONE. Grossa secchia di legno. Si rovesciava e vi si distendeva sopra il maiale per scannarlo. Loc.: Puozzi murì ncoppa ‘o sicchione!

SICCO:
Agg. Magro. Secco.

SIGGHIUZZO (SUGGHIUZZO, SIGNUZZO):
Sost. Singhiozzo.

SIMBÈ:
Avv. Almeno, per quanto.

SIMIENTI:
Sost. Semi di zucca tostati e salati che si mangiano per ammazzare il tempo (e perciò sono detti anche “spassatiempo”).

SINÀLE:
Sost. Grembiule da donna. Etim.: da “zinna” (seno).

SÌNNICO:
Sost. Sindaco. Prov.: Quanno ‘o Pataterno vo’ casticà no paese nce manna no farmacista cecato, no sinnico mariuolo e no preote pottaniere. Loc.: Fa’ ‘o ciuccio pe’ sinnico (mettere un imbecille ad un posto di responsabilità. Valorizzare un incapace). – È megghio a fa’ ‘o fessa ca esse sinnico.

SÌO:
Sost. Sego, grasso. Detto anche SIVO.

SIPPUORTICO:
Sost. Porticato. Vicolo corto circondato da abitazioni.

SìRICI:
Agg. num. Sedici.

SIRIGNANO:
Siringano, comune risalente all’età tardo-medievale; fu casale di Avella e nel 1313 fu donato da Riccardo Scillato all’Abbazia di Montevergine. Dal nome latino Serenius al quale è stato aggiunto il suffisso - anus da cui Serenianus.

SIRINIÀ:
V. impers. Piovigginare. Serenéa, siriniào.Fore serenea. – Stà sirinianno.

SIRINO:
Serino, centro irpino che presenta tracce di insediamenti urbani risalenti al Paleolitico. La prima attestazione storica della località compare in un documento del 1076 nel quale si fa cenno di un Castrum Sirini. Etim.: dal nome lat. Sirinius oppure da “serra” (Luogo pianeggiante e submontano).

SIRITÌZZO: Agg. Secco, stantio, raffermo. – Pane siritizzo.

SIRIVÌ:
V. Servire. Sirivisco, sirivietti. Sirivuto. Sirivì ‘a casa re no preote. – 2) Essere necessario. – Me sèreve no cocchiaro (mi serve un cucchiaio).

SIRIVITIELLO (SìRIVO):
Sost. Fungo porcino.

SIRIVIZZIO:
Sost. Servizio, faccenda. ‘O mugghio sirivizzio è quiro ca te fai co ‘e mmano toe (Chi fa da sé per tre).

SIRÙNTO:
Agg. Unto, sporco. Dal verbo seronge (sporcare).

SISCÀ:
V. Fischiare. Sisco, siscai, siscato.

SISCARIELLO (SISCHETTO):
Sost. Fischietto.

SISCO:
Sost. Fischio. Prov.: Pulcinella ‘e sischi ‘e pigghiava pe applausi. – Risse ‘o mierolo: -Ce capìmo a sischi! (Ci intendiamo senza bisogno di parole).

SITTIMANA:
Sost. Settimana.

SMAFARÀ (SMAZZà):
V. Avere una fortuna incredibile. Smàfero, smafarai, smafarato.

SMAZZàTO: Agg. Fortunato.

SMERZA (A LA):
Loc. avv. Al rovescio, al contrario. 2) Di malumore: S’è azato co’ lo culo a la smerza.

SMERZÀ:
V. Rovesciare, rivoltare (spec. di indumento). Smerzo, smerzai, smerzato.

SMEZZÀ:
V. Dimezzare. Travasare. Smezzo, smezzai.

Smezzàto:
Agg. Dimezzato. – No boccione smezzato.

SMIRDIÀ:
V. Svergognare, sputtanare. Smerdéo, smirdiai, smirdiato.

SOBBRÈTTA:
Sost. Neve bagnata col vino cotto e mangiata col cucchiaio come una granita.
SOCCÈRE: V. impers. Succedere, capitare, avvenire. Soccère, succirìo, succirùto (succieso).Quero ca non soccère rint’ ‘a cient’anni soccere int’ ‘a n’ora (In un’ora Dio lavora).

SOCRA (m. SUOCRO):
Sost. Suocera. SÒCREMA, SÒCRETA (Mia suocera, tua suocera). – Prov.: ‘A socra non è bona manco ‘e zuccaro.

SOGGIOVÀ:
V. Essere di giovamento. Giovare. 2) Rifl. Nutrirsi, alimentarsi. Me soggióvo, me soggiovài.

SÒLA:
Sost. Suola delle scarpe.

SOLÀ:
V. Suolare. Sòlo, solài, solàto. – Solà no paro re scarpuni.

SOLARìNO:
Sost. Tavola di legno per costruire il solaio.

SOLèTTA:
Sost. Suola di cuoio che s’inserisce all’interno della scarpa per farla meglio aderire al piede.

SOMMONTE:
Summonte. Comune irpino, menzionato per la prima volta in un documento del 769 nel quale è citato col nome “Transomonte”. Etim.: dal latino, “submontis” (ai piedi del monte) con riferimento alla sua posizione geografica ai piedi del Partendo.

SÒNOLA:
Sost. Tempie.

SOPÀLA:
Sost. Siepe, recinto erbaceo tra due territori confinanti.

SOPRÀ:
V. impers. Avanzare (detto spec. di cibo). Sópra, soprào. ‘O pane sópra e ‘a carne manca.

SOPRÀTO:
Agg. Avanzato. Menesta soprata.

SOPRESSÀTA:
Sost. Salume di carne suina. Etim.: dallo spagnolo “sobrasada”.

SORCHIÀ:
V. Sorbire, sorseggiare. Sórchio, sorchiai, sorchiato.

SÒRDI:
Sost. Soldi, denari. Prov.: Risse ‘a matre badessa: “Senza sordi non se canteno messe!” – Sordo sparagnato roe vote uaragnato. - Sordi senza stiento se ne vanno com’ ‘o viento.
SÒRE: Sost. Sorella. SÒREMA, SÒRETA, SÒREME, SÒRETE (mia sorella, tua sorella, le mie sorelle, le tue sorelle). Prov.: Quero ca te rice ‘o specchiale non t’o dice soreta carnale (Soltanto lo specchio ti dice la verità).

SÓRECE (pl. SÙRICI):
Sost. Sorcio, topo. I surici correno pe’ coppa ‘o taolato. – Fa’ ‘a morte re no sorece. – Chi è figghio ‘e iatta surici acchiappa. – Dim.: SURICILLO: Mannaggia suricillo e pezza nfossa (Locuzione eufemistica derivante dal dialetto napoletano).

SORECERÌNOLO (pl. SURICIRINULI):
Sost. Cavia. Porcellino d’India.

SORECUCÌNA:
Sost. Cugina. SOREMACUCìNA, SORETACUCìNA, SOREMECUCìNE, SORETECUCìNE (mia cugina, tua cugina, le mie cugine, le tue cugine).

SÒRO:
Avv. In modo tranquillo, con calma. Statti sòro! (Stai fermo!). SORO SORO (piano piano).

SOTTÀNO:
Sost. Locale sottostante l’abitazione. Cellaro (v.).

SPACCALÈONE:
Sost. Spaccalegna.

SPACCASTRÒMMOLA (A):
Loc. avv. A sproposito, a vanvera. Parlà a spaccastrommola.

SPACCAZZA:
Sost. Taglio, fessura, - Ant. volg. Vulva.

SPACCHISSO (f. SPACCHESSA):
Sost. agg. Spaccone, sbruffone di cui si dice che “spacca e mette a ‘o sole”.

SPACIENZIÀ:
V. Rifl. Perdere la pazienza. Spazientirsi. Me spacenzéo, me spacienziai, spacienziato.

SPACIENZIUSO:
Sost. agg. Che non ha pazienza.

SPALATRÓNE:
Sost. Palo di legno, attorno al quale si legano le viti.

SPÀLECE:
Sost. Asparago selvatico.

SPALICIÀ:
V. Passarsela male. Oziare. Spalacéo, spaliciai, spaliciato.

SPALLàTO:
Agg. Persona con le spalle incurvate o deformi.

SPANGÈLLA:
Sost. Costola. Osso di maiale al quale è ancora attaccata della carne. - Loc.: Caccià ‘e spangelle ra fore (Essere molto deperito).

SPANNE:
V. Spandere. Spanno, spannietti, spaso (spannùto).

SPANTECÀ:
V. Spasimare. Spànteco, spanteci, spantecato.

SPANTICHIÀ:
V. Ansimare, respirare a fatica, avere il fiatone. Spantechéo, spantichiai, spantichiato.

SPAO:
Sost. Spago.

SPAPARACCHIÀ:
V. rifl. Distendersi, rilassarsi. Me spaparacchio, me spaparacchiai.

SPAPARACCHIATO: Agg. Rilassato, disteso.

SPARAGNÀ:
V. Risparmiare, fare economie. Sparagno, sparagnai, sparagnato.

SPARAGNO:
Sost. Risparmio. Prov.: ‘O sparagno non è mai uaragno (chi vuol sempre risparmiare si trova con merce di pessima qualità).

SPARATRAPPO:
Sost. Cerotto per piccole ferite.

SPARPITIÀ:
V. Palpitare, spasimare. Sparpetéo, sparpitiai, sparpitiato.

SPARRA: Sost. Straccio da cucina. Me pare ‘a sparra r’ ‘o barbiere: ognuno và e s’annetta (Si dice di persona della quale tutti approfittano). – Me sento na sparra (Mi sento uno straccio). Cercine.

SPARTE:
V. Dividere, spartire. Fare le porzioni. Sparto, spartiteti, spartuto. Prov.: Sparti ricchezza e addiventa povertà. – Chi sparte ancappa ‘a megghio parte. – Loc.: Se sparteno ‘o suonno (Si dice di amici inseparabili).

SPARTOGGHIÒNE:
Sost. Disordinato. Persona superficiale che non conclude niente di buono.

SPARTùTO:
Agg. Diviso, separato. – Quiro s’è spartito co ‘a mogghiere.

SPASA:
Sost. Grande e ampio piatto da portata. Nel passato nelle case di povera gente si mangiava tutti in un solo largo piatto (“a spasa”) e, in qualche caso, anche senza posate. – Dim. SPASETTA.

SPASTANÀ:
V. raro. Separare le piantine da vivaio, attaccate tra loro. Spasteno, spastenai, spastanato.

SPASTORÀ:
V. Togliere la pastoria alle bestie. Rifl. Liberarsi da un legame, da un intralcio. Me spastóro, me spastorài, spastoràto.

SPAVETTO (pl. SPAVETTI):
Sost. Spaghetto. – Spavetti co l’alici (Piatto tradizionale della cena della Vigilia di Natale).

SPéNGE:
V. Spegnere. Spéngo, spingietti, spingiuto. 2) Sciogliere, liquefare. Ngiulina spénge ‘a nzogna. – Quanno se spénge ‘a neve se vereno i strunzi.

SPÈNNE:
V. Spendere. Spènno, spinnietti, spinnuto (spiso). Chi non spenne non appenne. – 2) Togliere, mettere giù qualcosa che sta appeso al soffitto o in un armadio.

SPèNTA:
Sost. Scioglimento.

SPÈNZERO:
Sost. Indumento leggero. Spolverino.

SPERANZUOLO:
Agg. e sost. Persona che vive alla giornata.

SPERCOSSÀ:
V. Trasalire. Sobbalzare dalla paura. Spercòsso, spercossài.

SPERCOSSÀTO:
Agg. Spaventato, sconvolto.

SPEROCCHIà:
V. Spidocchiare. Sperócchio, sperocchiài, sperocchiàto.

SPERONE:
Comune irpino di origini tardo-medievali; appartenne alla baronia di Avella di cui seguì le vicende storiche e amministrative fino al 1837. Etim.: dal latino medievale “sporonus” (sporgenza esterna di una fortificazione).

SPERPÈTUO:
Sost. Attesa straziante. Desolazione, squallore.

SPERTOSÀ:
V. Bucare, forare. Spertoso, spertosai. Spertosato.

SPESOLÀ:
V. Sollevare, innalzare. – 2) Rifl. Alzarsi momentaneamente dal letto (detto di un malato). Spésolo (me spésolo), spesoli (me spesolài).

SPESOLàTO: Agg. Alzato, sollevato.

SPETAZZÀ:
V. Fare a pezzi. Spetazzo, spetazzai.

: Agg. Distrutto, ridotto in mille pezzi.

SPICA:
Sost. Spiga di cereali. SPICA ZINGARELLA, Spiga di grano turco dal colore rosso. Quando si “scocciava” il mais si faceva a gara a chi ne trovava di più. – Loc.: Pare’ ‘o puorco co ‘a spica mmocca (Sembrare una persona imbacciata e ridicola).

SPICÀ:
V. Crescere, allungarsi fisicamente, svilupparsi. Spico, spicài, spicato. – 2) Mettere i fiori (di pianta). I ruoccoli so’ spicati.

SPICOLÀ:
V. Raccogliere quelle spighe di grano che sono fuggite dalla falce dei mietitori. Spicolo, spicolai, spicolato.

SPIECA:
Sost. Commento, spiegazione. Prov.: ‘A spieca è fatta pe’ i fessa (intelligenti pauca).

SPIERTO:
Agg. Sperduto, errante. Puozzi ì spierto.

SPILÀ:
V. Sturare, stappare. Spilo, spilai, spilato. Spilati ‘e recchie! (Stammi bene a sentire).

SPILABBUTTIGLIE:
Sost. Cavatappi.

SPILAPIPPE:
Sost. Persona magra, alta e piuttosto lenta.

SPINA:
Sost. Lisca di pesce. – Ssò pesce.

SPINÉTE:
Località di Montefalcione.

SPÌNGOLA:
Sost. Spilla (anche preziosa). – Spilla di sicurezza. – Loc.: Stà appontato co ‘a spìngola (Trovarsi in una situazione di estrema insicurezza).

SPINULILLO:
Sost. Antico cavatappi.

SPINùSO:
Agg. Spinoso. Persona dal carattere difficile.

SPIRITIÀ: V. Fare peti, scorreggiare. Speretéo, spiritiài, spiritiàto. A chi spiritéa non s’adda ì a guardà nculo. – Quanno ‘o culo speretéa ‘o mierico spalecèa (Scorreggiare era considerato un segno di buona salute).

SPISCIULIÀ:
V. impers. Gocciolare (spec. dei tetti, della grondaia). Spescioléa, spisciuliao, spisciuliato.Me spesciolea ‘o naso.

SPISSO:
Avv. Spesso, sovente.

SPISTÀ:
V. Calpestare, schiacciare. Spisto, spistai.
Spistàto: Agg. Schiacciato, calpestato.

SPITÀLE:
Sost. Ospedale.

SPITALETTO:
Ospedaletto di Alpinolo, centro abitato (Canale delle Fontanelle) sorto nel 1178 come casale dipendente dall’abbazia di Montevergine; fu chiamato Ospedaletto a partire dal 1463. Etim.: secondo il Finamore da un ospedale costruito dagli Avellinesi. La specificazione Alpinolo probabilmente fa riferimento al territorio montuoso.

SPIZZIÀLE:
Sost. Farmacista, speziale.

SPIZZULIÀ:
V. Mangiare lentamente e di malavoglia, a piccoli bocconi. Mangiucchiare spesso e fuori dai pasti. Spezzoléo, spizzuliai, spizzuliato.

SPÒGGHIA:
Sost. Spogghio (me spogghio), spogghiai (me spogghiai), spogghiato. Cartoccio, brattea della spiga di granoturco. Una volta con esse si riempivano i sacconi sui quali si dormiva.

SPOGGHIÀ:
V. Spogliare. Spogghio (me spogghio), spogghiai. Spogghiato. Prov.: Co guerra, terramoto e pesta chi se spogghia e chi se veste. – Loc.: Me spogghio ‘a sergente e me vesto ‘a caporale.

SPOLECÀ:
V. Spolpare un osso. Spoleco, spolecai. spolecato.

SPOLECARIELLI:
Sost. Fagioli freschi, detti anche CICCI, SGAGNOLARIELLI. – Spolecarielli co ‘a purmarola.

SPONTÀ:
V. Sbottonare, slacciare. Sponto (me sponto), spontai, spontato. Spontà li cauzuni. – 2) Nascere, spuntare.

SPONTECÀ:
V. Togliere la punta. Intaccare le castagne con un coltello prima di arrostirle. Spónteco, spontecai, spontecato.

SPONZÀ:
V. Inzuppare. Mettere a bagno il baccalà per dissalarlo e ammorbidirlo. (Mette a spunzo ‘o baccalà). – Tenere il bucato in ammollo. – Loc.: ‘A galletta ‘e Castiellammare non se sponza mai! (Il lupo perde il pelo ma non il vizio). – Spónzo, sponzai.

àto: Agg. Bagnato, inzuppato.

SPONZÓLA:
Sost. Spugnola, fungo mangereccio.

SPREMENTÀ:
V. Spasimare, soffrire. Stare in ansia. Spremento, sprementai, sprementato.

SPRIMIENTO:
Sost. Sofferenza, lamento.

SPRÙOCCOLO:
Sost. Lungo e sottile stecco di legno che s’infila nel prosciutto per giudicarne la qualità e il grado di maturazione. ‘O prisutto se canosce c’ ‘o spruoccolo. – 2) Ramoscello liscio e sottile. Quanno ‘a femmena vo’ filà, fila puro c’ ‘o spruoccolo (Quando c’è la volontà e le motivazioni giuste si fanno anche quelle cose che sembravano impossibili).

SPULLITRIÀ:
V. Scalciare e correre come un puledro. Spolletréo, spullitriai, spullitriato.

SPUNZIÀ:
V. Distribuire, regalare. Sponzéo, spunziai, spunziato.

SPUORCO: Agg. e sost. Lurido.

SPUTIGGHIA:
Sost. Saliva, sputo. – Attaccato co ‘a sputigghia.

SQUAGGHIÀ:
V. Liquefarsi, sciogliersi. Loc. Squagghià ‘o sango ncuorpo (per la paura). – 2) Scomparire, dileguarsi. Addò si squagghiato? (Che fine hai fatto?). Squagghio, squagghiai, squagghiato.

SQUAQUARACCHIÀ:
V. rifl. Distendersi comodamente, abbandonarsi su una sedia. Me squaquaracchio, me squaquaracchiai, squaquaracchiato.

SQUARCIÓNE:
Agg. e sost. poco usato. Millantatore, scialacquatore.

SSà(pl. SSé):
Agg. dim. Codesta. Rammi ssà ferzora.

SSÓ (Pl. SSì):
Agg. dim. Codesto. - Acchiappa ssó uaglione.

STÀ:
V. Stare. Stao (stongo), stietti, stato. Loc.: Stà sott’ ‘o cielo (Essere sottoposti alla volontà di Dio). – Quiro stà fatto a bino (è ubriaco). – Stónco ncroce (Mi trovo in una triste situazione). – Stà a pere ‘e piro (Stare ancora agli inizi). Stà ntririci (Stare sempre in prima fila). – Stà nquartato (Essere di cattivo umore, avere la luna per traverso). – Stà nterra co ‘e rrote (Trovarsi a corto di risorse). – Stà co ‘a scoppetta mmano (Stare sul chi va là). – Stà co dui pieri rint’ ‘a na scarpa (Trovarsi in una situazione imbarazzante). – Stai frisco! (Stai conciato per le feste!). – Stà sulo com’ ‘a no cane. – Stà co n’uocchio ca non bere a n’ato (Essere ubriaco). – Stà re casa (Abitare). - Statti bbona Maronna mia (è finito tutto, non c’è più niente da fare).

STACCIÒNE:
Sost. Palo di legno per recinzione.

STAGGHìERE:
Sost. Così era chiamato il primo contadino che dava inizio alla mietitura.

STàGGHIO:
Sost. Lavoro a cottimo.

STAGNÀ:
V. Fermare la fuoriuscita del sangue da una ferita. – 2) Riparare una pentola stendendo nel suo interno uno strato di stagno fuso. Stagno, stagnai, stagnato.

STAMMATìNA:
Avv. Questa mattina. Stammatina stongo a tre quarti (Sono nervoso, di cattivo umore).

STÀMMERO:
Sost. Zampa di volatile, di animale da cortile.

STAMPÀTA:
Sost. Calcio, pedata. - Na stampata re ciuccio.

STAMPITIÀ:
V. Scalciare, calpestare, prendere a calci. Stampetéo, stampitiai, stampitiato.
STANGIELLO: Sost. Mobile vecchio e di nessun valore. Sso stipo è addeventato no stangiello.

STARZE:
Località rurale di Montefalcione.

STATÉLA:
Sost. Bilancia con un solo piatto dotata di un lungo braccio graduato su cui scorreva un peso (romano). Stadera.

STAZZIONE:
Sost. Frazione di Montefalcione, nei pressi della stazione ferroviaria.

STÈLLA:
Sost. Pezzo di legno da ardere. Prov.: Si non fai tacchiri fai stèlle (Se non fai una cosa ne fai un’altra peggiore).

STENGÀ:
V. Tagliare, cogliere le spighe del granoturco con la falce. Sténgo, stangai, stengato.

STENGÓNE (STENGARIELLO):
Sost. Gambo del granoturco che rimane nel terreno dopo la “stengatura”.

STENNE:
V. Stendere. Stènno, stinnietti. Stinnuto (Stiso).

STENNECCHIÀ:
V. rifl. Distendersi, rilassarsi. Me stennecchio, me stennecchiai.– 2) Tendere, tirare. Stennecchià ‘e lenzola.

: Agg. Teso, stiracchiato.

STERNÀ:
V. raro Scomparire. Puozzi sternà! (Che tu possa scomparire nel nulla!) . Stèrno, sternai, sternato.

STIAÙCCO:
Sost. Tovaglia da cucina. Tovagliolo.

STIENTO:
Sost. Stento, sacrificio. – Loc. avv.: ‘A stiento (a stento, a malapena).

STILO:
Sost. Manico di legno. ‘O stilo r’ ‘a zappa.

STÌNGIO:
Agg. Avaro, tirchio.

STINTÌNO:
Sost. Intestino. Co ‘e stintina mbrazza (fare una cosa contro voglia).

STIPà:
Vedi ASTIPà.

STIPO:
Sost. Credenza, madia. – Na femmena senza pietto è com’a no stipo senza piatti.

STIZZA:
Sost. Goccia. – 2) Piccola quantità: Na stizza re pane. – Si pigghiano cchiù mosche co na stizza re mèle ca co na votte r’acito (con la dolcezza si ottengono grandi risultati).

STIZZà:
V. Infastidire, esasperare qualcuno. Stizzo, stizzai.

STIZZàTO:
Agg. Innervosito, esasperato.

STIZZICHIÀ:
V. impers. Piovigginare, gocciolare. Stezzechéa, stizzichiao, stizzichiato. – Quanno chiove e stezzechéa, ‘a mogghiere s’addecréa (Il marito può restare in casa con lei invece di recarsi a lavorare nei campi).

STO (Pl. STI, Fem. STA, STE):
Agg. dimostr. Questo, questi, questa, queste. Sto milo, sta seggia. - Ste parole non pòzzeno mai caré nterra! (Possa avverarsi quello che tu stai dicendo!).

STòCCO:
Sost. Merluzzo essiccato all’aria aperta. Stoccafisso. – Stocco a zuppa (In umido).

STOMMECÀ:
V. Stomacare, nauseare. Usato per lo più in senso riflessivo. Me stòmmeco, me stommecai, stommecato.

STÒMMECO:
Sost. Stomaco. Fa’ no stommeco re cane (nausearsi). – Appontà ‘o stommeco (Fare uno spuntino).

STOPPÀTOLA:
Sost. Impiastro per la cura delle distorsioni e delle slogature.

STOPPàZZO:
Sost. Straccio.

STOPPAZZÙSO:
Agg. Acerbo, aspro. Allappante.

STÒRDO:
Sost. e agg. Stolto, sciocco.

STORèNTE:
Sost. Studente, scolaro.

STÒRO:
Sost. Grande magazzino. Etim.: dall’anglo americano “store”.

STORZELLÀ:
V. Maciullare, fare a pezzi. Storzèllo, stornellai, storzellato.

STRAFOCà:
V. rifl. Strozzarsi. Me strafoco, me strafocai, strafocato.

STRAMACCHIO (RE): Loc. avv. Di nascosto, abusivamente, senza dare nell’occhio.

STRANGOLAPRIEUTI:
Sdrangolaprieuti. Sost. Strozzapreti. Tipo di pasta fatta in casa.
: Agg. e sost. Estraneo, sconosciuto.

STRàOLO:
Sost. raro e desueto. Grossa e larga pietra vulcanica trascinata da buoi o cavalli. Veniva un tempo usata per frantumare le spighe di grano sparse sull’aia.

STRÀPPA:
Sost. Striscia di cuoio usata una volta dal barbiere per affilare e pulire il rasoio.

STRAZZÀ:
V. Strappare, lacerare, fare a pezzi. Strazzo, strazzai, strazzato.

STRECOLÀ: V. Strofinare. Strécolo, strecolai, strecolato.
STRECOLATÙRO: Sost. Strizzatoio con scanalature orizzontali per “strecolare” e lavare i panni.

STRÉNGE:
V. Stringere. Stréngo, stringietti, stringiuto (strinto).

STRÉNTA:
Sost. Rovescio di pioggia (Na strenta r’acqua). – Na strenta re mano (Una stretta di mano).

STRÈOZO:
Agg. Strano, misterioso, incomprensibile. – Na parlata streoza (Un idioma astruso, incomprensibile).

STREPPA:
Agg. Sterile, infeconda. Femmena streppa, crapa streppa.

STREPPEGNA:
Sost. Stirpe, discendenza, schiatta, razza. – Loc.: Se n’adda perde ‘a streppegna!

STREPPÓNE:
Sost. Sterpo. – 2) Persona bassa di statura.

STRIBBITIÀ:
V. Strepitare, scalciare, dimenarsi con violenza. Strebbetéo, strebbitiai, stribbitiato.

STRINGITURO:
Sost. Torchio.

STRINTO:
Agg. Aderente, allacciato.

STRITTO:
Agg. e sost. Stretto. – 2) Sost. Via angusta e oscura. – Rint’ ‘a sto stritto s’adda camminà uno nculo a n’ato (In questo vicolo bisogna camminare in fila indiana).

STRÒLOCO:
Sost. Astrologo, mago. – 2) Persona saccente e noiosa.

STROMENTO:
Sost. Atto notarile. Rogito. – 2) Strumento, attrezzo. ‘A vocca è no bello stromento: sape accordà ‘o buono e ‘o malamente.

STRONGÓNE:
Sost. Lunga sega a due manici, usata da due persone, per abbattere gli alberi.
STRÒPPOLA: Sost. Chiacchiera insulsa. Stupidaggine.

STRÙFULO (pl. STRùFULI):
Sost. Dolce tradizionale consistente in una pallina di pasta dolce fritta e cosparsa di zucchero e confettini colorati. Etim.: dal longobardo “struff” (pezzetto).

STRÙMMOLO:
Sost. Trottola di legno con la punta di ferro, attorno alla quale si arrotolava uno spago (detto nzanagghia) per lanciarla e farla girare su se stessa. Negli anni ’50 era il gioco più diffuso tra i giovani montefalcionesi. Loc.: Ì a ghiocà ‘o strùmmolo (Essere inetto, incompetente). - Etim.: dal greco “strómbos” (trottola).

STRUNZO:
Sost. Stronzo, escremento. Prov.: ‘O strunzo roppo vint’anni ca era stato rint’a ‘o zucchero, feteva ancora. – Tené no strunzo appiso nculo (Avere molta fretta). – 2) Persona spregevole. Farabutto.

STRUPPIÀ:
V. Storpiare, conciare male una persona. Rifl.: Sfiancarsi, ridursi in condizioni fisiche penose. Stroppéo (me stroppéo), struppiài (me struppiài).

STRUPPIàTO:
Agg. e sost. Storpio, deforme. Detto anche STRUPPIO.

STRURE:
V. Consumare. Struro, strurietti, struruto. – ‘A cera se strure e ‘o muorto non s’atterra.

STUCCHIO (STOCCHIE):
Sost. Fusto cavo della pianta del grano, dopo la mietitura.

STUFFÀ:
V. rifl. Annoiarsi, stufarsi. Me stuffo, me stuffài, stuffato.‘O ppane re casa stuffa (Lo dicono i mariti stanchi delle loro mogli).

STUFFÙSO (f. STOFFOSA):
Agg. Smorfioso, altezzoso.

STUORTO:
Sost. Ingiustizia. Non me firo ‘e veré ‘o stuorto. – 2) Agg. Storto. ‘O fuoco acconza ‘o lignàmo stuorto. – Tutto ‘o stuorto s’ ‘o pporta l’accetta (Solo la morte risolve certi guai o sana certi difetti).
STUÒTICO: Agg. Stordito, stupido. Paré no pulicino stuotico (Sentirsi confuso e spaesato).

STUPITIÀ:
V. Atteggiarsi a stupido. Dire o fare cose senza senso. Stopetéo, stupitiai, stupitiato.

STÙPPOLO:
Sost. Pallottola di carta. Tappo di stoffa. Etim.: dal sostantivo stoppa.

STÚRCIO:
Sost. Sconcio, deturpazione. Sfregio, offesa.

STURDULì:
V. rifl. Rimbambirsi, diventare stupidi. Me stordoléo, me sturdulietti.

STURDULÙTO:
Sost. e agg. Rimbambito, stordito.

STURIÀ:
V. Studiare. Storéo, sturiai, sturiato. – ‘O mierico storéa e ‘o malato more.

STURNO:
Sturno, comune irpino; nel 1152 risulta feudo di Elia I Gesualdo alla cui famiglia fu sottoposto, con alterne vicende, fino al 1613. è stato un casale di Frigento e ne ha per lungo tempo seguito le vicende storiche e feudali. Etim.: dall’ornitonimo lat. “sturnus” (storno).

STUTÀ:
V. Spegnere. Stuto, stutai. Prov.: ‘A ruta ogni male stuta (I nostri antenati ritenevano la ruta una pianta officinale miracolosa). – Loc.: Ì a stutà ‘e cannele (Presentarsi a un invito con eccessivo ritardo). – Se fà stutà ‘a cannela mmano (Si fa mancare la terra sotto i piedi). Etim.: dal catal. “tudar” (distruggere).

: Agg. Spento.
– Trovà fuoco muorto e cannela stutata (Trovare una pessima accoglienza).

STUZZÀ:
V. Il nascere del pulcino dall’uovo. Stuzzo, stuzzai. - Est. Nascere in continuazione, moltiplicarsi.

STUZZATO:
Agg. Appena nato (spec. del pulcino).

SUCCUTIÀ:
V. desueto. Scacciare (spec. un animale, una presenza molesta). Si dice anche SOCCOTÀ (voce ancora più rara). Soccotéo, succutiai, succutiato.

SÙGGHIA:
Sost. Lesina. Ago da ciabattino.

SUGGIùVO:
Sost. Giovamento. – L’ova fresche so’ no suggiuvo pe chi stà malato.

SUONNO:
Sost. Sonno. - Quiro se more re suonno. 2) Sogno. – Quisto è no suonno, bello re mamma!

SUòNNOLO (SÒNNOLA):
Sost. Tempia.

SUONOLO (SòNOLA):
Sost. Tempia.

SUÒRIVO:
Sost. Albero del sorbo. Il frutto è detto SÒREVA.

SUÒRIVO:
Sorbo Serpico. Centro irpino la cui la prima menzione risale al 1146 (Castro Serpico), anno in cui risale sotto la signoria di Trogisio di Grotta subfeudatario di Elia Gesualdo. Etim.: dal latino sorbus (sorbo) e dall’antroponimo Serpicus.

SUOZZO:
Agg. Uguale, di pari dimensione. Prov.: ‘E deta r’ ‘a mano non so’ tutte sòzze (Ogni persona è diversa dall’altra).

SUPIERCHIO:
Agg. Sost. Troppo. ‘O ssupierchio rompe ‘o cupierchio (Il troppo storpia).
SUPIRBIÀ: V. Rimproverare con arroganza e superbia. Soperbéo, supirbiài, supirbiàto.

SUPPIGNO:
Sost. Soffitta, mansarda.

SURÀ:
V. Sudare. Suro, surai, surato. Loc. ir. : Te suri! (Ma che ti costa?).

SURÀTA:
Sost. Sudore. Azzuppà ‘a surata (Asciugare il sudore). – Aggio fatta na surata! (Ho fatto una fatica!).

SùRCHIO:
Sost. Sorso. Qualcuno dice anche SURZO.

SURCO:
Sost. Solco. Prov.: ‘O primo surco non è surco (Le cose che si fanno per la prima volta non riescono mai troppo bene). – Surco commogghia surco (Fare un debito per sanarne un altro). – A Santa Catarina ogni surco è na lavina (Il 25 nonembre spesso è un giorno piovoso). – Zappa re femmena e surco re vacca povera quera terra ca nce ancappa (Lo zappare della donna e l’arare della vacca sono lavori che lasciano molto a desiderare). – No surco commógghia ‘a n’ato e l’urdimo resta apierto.

SURDI:
Località, frazione di Montefalcione. Prov.: Chi passa pe’ li Surdi e non è iabbiato o è surdo o è cecato (Gli abitanti di questa frazione evidentemente non godevano nel passato di un’ottima reputazione).

SURDILLINO:
Sost. Fischio nell’orecchio. Richiamo per uccelli.

SURDO:
Sost. Sordo. Prov.: ‘O vero surdo è quiro ca non bole sente (Non esiste peggiore sordo di chi non vuole sentire).

SUSTA:
Sost. Selva, bosco. Castagneto. – ‘I a cogghie sirivi rint’ ‘a na susta (Andare in cerca di funghi porcini nel bosco).

SUSTÙSO:
Agg. Irascibile, permaloso, esigente. Etim.: dal latino “suscitâre” (eccitare).




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