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LETTERA R

R-S-T

R


RA:
Prep. Da. Me ritiro ra faticà. – Ndonio s’accogghie ra fore (Antonio ritorna dai campi). – Ra patrone addeventà garzone (Cadere in bassa fortuna).

RÀ:
V. Dare. Pres. ind: Io rao, tu rai, isso rà, nui ramo, vui rati, issi ranno. Pass. rem.: io rietti, tu risti, isso rìo, nui riemmo, vui ristivi, issi rierono. Part pass.: Rato. – Loc.: Non bo’ rà e non bo’ scortecà (Non vuole intendere nessuna ragione). – Rà parola (Dare promessa di matrimonio). – Rà n’uocchio (controllare). – Rà na mano (Dare un aiuto). - Si me rai na cortellata mpietto no’ ghiesce sango.Rà coraggio. – Prov.: Chi promette senza rà lassa figghie r’ammarità. - Salamone rìo tanta cunzigli a l’ati e po’ se portào ‘a mogghiere ncuollo. – Se rìo no pizzolo ncopp’ ‘a panza (Fu costretto ad accettare la situazione). – Chi non me vo’ rà ‘a mamma me resse ‘a figghia (Lo dice chi è disposto ad accontentarsi, a scendere ad un compromesso).

RACÀPO (RA CAPO):
Loc. avv. Daccapo, dall’inizio. – Accommenzà ra capo.

RACHETTA:
Sost. Patta dei pantaloni, detta anche CAZZÉRA. Loc.: Tené n’appuntamento ‘e rachetta (Avere un incontro amoroso). Prov.: ‘A rachetta non canosce rispetto (“I rispettosi non si cavarono mai le voglie”, scrive l’Aretino). – ‘A potenza ‘e l’omo è ‘a rachetta (Ogni uomo è fiero della sua virilità).

RACCOMMANNÀ:
V. Affidare, raccomandare. Raccommanno, raccommannai, raccommannato. Loc. Raccommannà ‘e pecore a ‘o lupo. Raccommannà ‘o caso a na iatta.

RACÒPPA (RA COPPA):
Avv. Da sopra. Quera se vo’ trovà sempe ra coppa (Vuole sempre avere l’ultima parola).

RAFFAIUOLO:
Sost. Dolce natalizio a forma di rombo, ricoperto di cioccolato.

RAFÒRE (RA FORE):
Avv. Da fuori. Dall’esterno.

RÀLLINO:
Sost. Chicco di grandine.

RALLO:
Sost. Seme del chicco d’uva.

RAMA:
Sost. Rame. Bollacca re rama (Pentola di rame).

RAMÀRO:
Sost. Chi fabbrica, aggiusta e vende oggetti di rame.

RAMÉGNA:
Sost. Gramigna. Prov.: ‘O sfizzio r’ ‘o ciuccio è ‘a ramegna (Ognuno ha le sue preferenze).

RAMMAGGIO:
Sost. Rovina, danno. Cunziglio re vurpi, rammaglio re ialline (Quando le volpi si riuniscono è per recare danno alle galline).

RANAUOTTOLO:
Sost. raro: Ranocchio. Prov.: ‘O ranauottolo ciange quanno fà bontiempo (perché non può crogiolarsi nel fango, sotto la pioggia).

RANCA:
Sost. Pugno, manciata. Na ranca re fasuli.

RANCASCIA:
Sost. Grancassa. Grosso tamburo.

RANCECÀ:
V. Graffiare (spec. del gatto). Scavare con le unghie. – Puozzi rancecà terra! Rànceco, rancecai. – 2) Languore di stomaco. Loc. Me ranceca ‘o stommeco.

: Agg. Graffiato.


RÀNCICO:
Sost. Graffio. Escoriazione. – No rancico re iatta.

RANCO:
Sost. Crampo, dolore improvviso e passeggero. – Tené ‘o ranco a na mano (Essere avaro).
RANFÌLE: Sost. Attrezzo usato nella cantina per tirare fuori le vinacce dai tini.

RANFìLLO:
Sost. ant. e raro. Zappa a due grossi denti.

RANNÀ:
V. rifl. Dannarsi, disperarsi. Me ranno, me rannai.

RannatO:
Agg. e sost. Dannato, maledetto. Puozzi murì rannato.

RANNAZZIONE:
Sost. Dannazione. Loc.: Sì ‘a rannazione re l’anima mia!

RANNO:
Sost. Danno. ‘A chioppeta re momàni ha fatto ranno (la pioggia di stamattina è stata dannosa per la campagna).

RANO:
Sost. Grano, frumento. Varietà: saraolla, bianchetto, carosella. – 2) Antica moneta dal valore di circa quattro centesimi. – 3) Unità di misura usata in oreficeria corrispondente a un quinto del carato.

RAPéSTA:
Sost. Rapa selvatica. – 2) Persona rozza e ignorante.

RÀPPOLO:
Sost. Grappolo. No rappolo r’uva.

RÀRECA:
Sost. Radice. Loc.: Tene ‘e rareche (Essere resistente, difficile da estirpare).

RARÌGNO:
Sost. Granoturco, mais. Etim.: da “rarìnnio” (Grano d’India).

RARìNTO (RA RINTO):
Avv. Da dentro.

RARO:
Sost. Scalino, gradino. – Ntroppecà ncopp’a no raro.

RASA:
Sost. Brace del focolare o del braciere.

RASCA:
Sost. Espettorazione, scaracchio. Sputo denso di muco. Tené na rasca ncanna. – Megghio pùina rint’a l’uocchi ca rasche a ‘o capezzale (Meglio sposare un giovane manesco e prepotente che un vecchio malato).
RASÉRA: Sost. Braciere per riscaldare gli ambienti.

RÀSOLA:
Sost. Raro. Striscia di terra scavata per far defluire l’eccesso di acqua piovana.

RASÓLA:
Sost. Spatola di ferro o di legno per pulire ‘o tompagno e ‘a fazzatora dalla farina e dai residui di pasta.

RASOLàTA:
Sost. Colpo di rasoio. Rasoiata.

RASÓTTA (RA SOTTA):
Avv. Da sotto.

RASSA:
Sost. Abbondanza. Loc.: Te lamienti re la rassa!. – Prov.: Quanno ‘a rassa è ghiuta a ‘o core o se tagghia o se more!

RASSECÀLE:
Sost. Semenzaio. Vivaio.

RASSO:
Agg. Grasso, abuso. Loc. ironica: Aìmo mangiato re rasso! (Abbiamo mangiato poco e male). – Cucina rassa testamiento sicco (Chi si dà alle spese pazze non lascia niente ai propri eredi).

RASTA:
Sost. Mattone rovente avvolto in un panno di lana che d’inverno si metteva nel letto per riscaldarlo: Me fazzo na rasta e me vao a corcà. - Etim.: dal greco “gástra” (coccio).

RASTIELLO:
Sost. Rastrello. Toponimo montefalcionese.

RASÙLO:
Sost. Rasoio.

RATIGGHIA:
Sost. Graticola, griglia.

RATìZZA:
Sost. Grata di vimini appesa al soffitto, sulla quale si mettono a stagionare le “pezzottole ‘e caso”.

RATTÀ:
V. Grattare. Grattugiare il formaggio (Rattà ‘o ccaso). Ratto, rattai, rattato. – Quiro se ratta ‘a panza (Sta sempre in ozio).
RATTACàSO: Sost. Grattugia per il formaggio.

RATTàTA:
Sost. Azione del grattarsi con le unghie per alleviare il prurito. – Fammi na rattata rinto a li rini (Grattami la schiena).

RATTATÈLLA:
Sost. Gesto apotropaico che, secondo la superstizione popolare, consiste nel grattarsi i testicoli o il sedere. Risse zì Menechella: “È sempre bona na rattatella!”

RATTÙSO:
Sost. e agg. Lascivo, libidinoso. Persona che allunga le mani con le donne. Vizioso.

RAZZATA (RAZZATO):
Sost. Quantità che si può prendere con le braccia. Bracciata. No razzato r’èreva.

RàZZIA:
Sost. Grazia, favore. – Troppa razzia, Sant’Antonio! (come disse quel contadino che dopo aver pregato il Santo perché gli facesse la grazia di riuscire a salire sull’asino, prese una rincorsa così forte da cadere rovinosamente dall’altra parte).

RAZZO:
Sost. Braccio. Prov.: Quero ca se pigghia c’ ‘o cazzo, non se pigghia co ‘o razzo (Ciò che si ottiene con un vantaggioso matrimonio non si ottiene col duro lavoro). – ‘O moneco tene no razzo luongo e n’ato curto (Lungo per prendere e corto per dare).

RE:
Prep. Di. ‘A casa re Peppo. – Na tiella re rama. - Vizzio re natura fino a la morte rura. – ‘A uapparia re Peppo Nasella ca accirio ‘a iatta int’ ‘a senga r’ ‘a porta. - Re notte parla chiano, re iuorno uarditi attorno. (Nella vite bisogna essere sempre prudenti e preparati a tutto).

RE CORE:
Loc. avv. Persona di buon cuore. (è no cristiano re core). Generoso, altruista.

RèBBITO:
Sost. Debito. Loc.: Ìo pe s’arricchì e fece rebbiti. – Na mogghiere brutta è peo ‘e no rebbito.

RÉBBOLE:
Agg. Debole, senza forze.

REBOLEZZE:
Sost. Collasso, svenimento. Debolezza. Me sento na debolezze re stommeco (Avverto un languore allo stomaco).

RECARÙTA:
Sost. Ricaduta. ‘A recaruta è peo r’ ‘a malatia.

RECCHIA:
Sost. Orecchia. Loc.: Ra sta recchia non ce sente (Finge di non sentire ciò che non gli aggrada). – Ammoscià ‘e recchie (Abbozzare). – Tirà ‘a recchia a Marco (Giocare a carte). – ‘O capitone senza recchie (L’organo sessuale maschile). – ‘A cosa cchiù fetente è ‘a recchia r’ ‘o confessore (perché ascolta tutte le peggiori sozzure commesse dagli esseri umani).

RECCHIONE (RICCHIONE):
Sost. Omessuale maschile. Etim.: dallo spagnolo “orejones”. Con questo nome i Conquistadores spagnoli chiamavano i nobili peruviani viziosi che si facevano allungare e forare le orecchie).

RÉCCIA:
Sost. Sassolino. Loc.: M’aggio levà na reccia ra rint’ ‘a scarpa (Mi devo vendicare di un torto subito).

RECESSETTE:
Agg. num. Diciassette.

RÉFOLE:
Sost. poco usato. Fucile. Etim.: dall’americano “rifle”.

REFÓNNE:
V. Integrare, aggiungere, rifondere. Refonno, rifunnietti, rifunnuto. Addò lievi e no’ refunni c’ ‘o tiempo se vere ‘o funno (A cavare e non mettere ogni gran monte scema).

REFÓSA:
Sost. Resto, conguaglio, aggiunta.

RÉGNA:
Sost. Covone. Fascio di grano mietuto.

RÉGNE:
V. Riempire, colmare. Régno, rignietti, rignuto.

RÉLLE:
Sost. Grillo. Prov.: Chi iabbèa i piccirilli fà ‘a morte re li rilli (Chi deride i deboli fa una brutta fine). – Sta’ comm’ ‘a no relle (Essere arzilli, in perfetta forma).

REMOLLà:
V. Intenerire, far diventare molle. Remollo, remollai, remollato.

RÉNA:
Sost. Sabbia.

RENÀRO:
Sost. Denaro. Prov.: Chi non tene renari tene sempe tuorto. – I renari ‘e nfinfirinfì se ne vanno pe’ nfinfirinfà (La roba di malo acquisto se la porte il vento). – Chi non conta renari non se sporca ‘e mano. – Renari e mogghiere hanna passà pe’ na sola mano. - Risse Pulicinella: “Pe’ mancanza ‘e renari m’aggio perzo ‘e megghio mangiate”.

RéNNA:
Sost. Crusca. Loc.: Tene’ ‘a renna ncapo (Essere stupido, poco accorto).

RÈNNETA:
Sost. Rendita. Campà ‘e renneta.

RENTE:
Sost. Dente. Prima ‘o rente e po’ ‘o parente (Bisogna pensare prima per sé o pei per gli altri). – A carne re lupo, rente re cane. – ‘E corna so’ com’i rienti: quanno sponteno fanno male ma po’ serveno pe’ mangià. – “Sdentato senza rienti vasa nculo a li pezzienti, sdentato senza mole vasa nculo a z’ì Nicola …” - Quando a un bambino cadeva un dente lo si buttava via dicendo: “Terra, terra, tèccoti ‘o brutto e portami ‘o bello …”.

RE RENZA:
Loc. avv. Di traverso.

RENZA RENZA:
Loc. avv. Di soppiatto, a stento.

REOLLE:
V. Ribollire, fermentare. Reollo, riullietti, riulluto. ‘O vino reolle rint’ ‘a tina. – Me reolle ‘a panza.

RÈOMA:
Sost. Dolore reumatico.

REQUIAMMETÈRNA:
Sost. Preghiera per i defunti. Requiem.

RESPERATO:
Agg. e sost. Disperato. – Chi campa re speranza resperato more.

RESPONNE: V. Rispondere. Responno, rispunnietti, rispuosto (rispunnuto). Loc.: Responne a l’asta (Fare la propria offerta di denaro per acquisire il privilegio di portare lungo tutta la processione di Sant’Antonio, la mazza con strisce di stoffa (“asta”) su cui i fedeli con uno spillo appuntano le banconote in segno di devozione). – 2) Disporre, apparecchiare. – Loc.: Responne a Sant’Antonio (Allestire la statua del Santo e prepararla alla venerazione dei fedeli). – Te chiamo a coppe e rispunti a bastoni (Non capisci mai quello che voglio da te). Chiamà a coppe e responne a bastuni.

RESPONZÒRIO:
Sost. Preghiera a Sant’Antonio da Padova.

RÉTENA:
Sost. Briglia.

RETOPÈRE:
Sost. Indugio. Usato solo nella loc.: “Fa’ ‘o retopere” (Indugiare, restare indietro per un calcolo, un motivo preciso).

REZZA:
Sost. Rete. – 2) Omento del maiale nel quale si avvoglono le Tommacelle (v.). – Se sta mangianno ‘a rezza r’ ‘o core (Si sta rodendo di rabbia).

RÉZZE:
Sost. Riccio, mammifero dal dorso ricoperto da aculei.

RIALÀ:
V. Regalare, donare. Riàlo, rialai, rialato. Prov.: Chi riala caro venne (Perché deve ricambiare con gli interessi).

RIàLO:
Sost. Regalo, dono. Prov.: ‘O rialo ‘e Francisco ‘a nepote: roppo trent’anni aprìo ‘a cascia e le rìo na noce!

RIàOLO (REMONIO):
Sost. Diavolo, demonio. Loc.: Tené ‘o riaolo ncuorpo. – Sì no riaolo ‘e terra! – Prov.: Quanno ‘o riaolo t’accarezza, vole l’anema (La gentilezza esagerata è sempre sospetta). – Parlanno r’ ‘o riaolo sponteno ‘e corna. – ‘O riaolo sape assai pecché è biecchio. – ‘A casa co doe porte ‘o riaolo s’a porta. – ‘O riaolo quanno non tene che fà se ratta ‘e corna. – ‘O riaolo quanno fà biecchio se fà moneco. – ‘A farina r’ ‘o riaolo finisce tutta a brenna. – ‘O riaolo tenge sempe ‘o pignato. – ‘O riaolo è paccio! (non si sa mai …) – Non chiamà ‘o riaolo ca ‘o tieni arreto ‘a porta. – Femmena cortolella riaolo pigghiatella! – Co ‘a fatica r’ ‘e feste ‘o riaolo se veste. – Pigghià ‘o riaolo p’ ‘e corna (Affrontare una situazione di petto). – ‘O riaolo addò non mette ‘a capo mette ‘a cora (Dove il diavolo non può entrare manda una vecchia, recita un proverbio toscano).

RIAVULILLO:
Sost. Peperoncino piccante lungo e rosso.

RIBBÒTTO:
Sost. Fucile da caccia a due canne. Doppietta.

RIBBUSCIATO:
Sost. e agg. Debosciato. Persona depressa e trasandata.

RICCHIUNI:
Sost. Orecchioni. Parotite.

RICCOPILÓNE:
Sost. Ricco Epulone, personaggio del Vangelo. Persona danarosa ed egoista.

RICE:
V: Dire. Pres. ind.: Io rico, tu rici, isso rice, nui ricìmo, vui ricìti, issi rìceno. Pass. Rem.: Io ricietti, tu ricisti, isso risse (ricìo), nui riciemmo, vui ricistivi, issi ricierono. Part. pass.: Ritto. - Te rico na bucia (Non lo so proprio, ti direi una bugia). E dì ca no … (Vuoi vedere che alla fine è proprio così?). Ai cani recenno … (Non lo auguro neppure ai cani). – Prov.: ‘A megghio parola è quera ca non se rice (Non bisogna mai dire una parola di troppo). – Risse Sant’Antuono: <Ncoppa ‘o fesso campa ‘o buono!> – Rimmi a chi sì figghio e te rico a chi arrisumigghi. – Ricìo ‘a serpe vicino a ‘o ove: <Me può acciaccà ma sempe cornuto sì!> – “Che se rice?” “E sarde se mangeno l’alici” …

RICIANNOVE:
Agg. num. Diciannove. – Me mancheno riciannove sordi pe accocchià na lira (Sono al verde). Una volta la lira era costituita da venti soldi.

RICIOTTO:
Agg. num. Diciotto.

RICOTTàRO:
Sost. Chi produce o vende ricotte. – 2) Lenone. Tené ‘o scrubbolo r’ ‘o ricottaro (Essere ipocrita, fingere di essersi pentito).

RICOTTO:
Sost. Decotto, tisana.

RIECI:
Agg. num. Dieci.

RIECIMILA:
Agg. num. Diecimila.

RIELLA:
Sost. Tavola di legno stretta e lunga.

RIESTO:
Sost. Resto, somma eccedente il costo di una merce. Prov.: A i signuri non se torna riesto. – Aìmo mangiato, aìmo vippito e nc’ è trasuto puro ‘o riesto.

RIFETTO:
Sost. Difetto. Roppo i cunfietti esceno i rifietti. - Sulo Dio è senza rifietti.

RIFUòGLIOLO (RIFUòLLOLO):
Sost. Vocabolo antico, completamente scomparso. Piccolo scompartimento segreto per conservarvi denaro o documenti importanti.

RIGGIÒLA:
Sost. Piastrella, mattonella. Etim.: dallo spagnolo antico.

RIGGIOLÀRO:
Sost. Chi vende o applica le piastrelle.

RIGNITÙRA:
Sost. Farcitura, imbottitura. – ‘A rignitura r’ ‘a fianchetta. – ‘A rignitura r’ ‘o cuccio (La farcitura del coniglio al sugo).

RIGNUOCCULI:
Toponimo montefalcionese.

RIMANASSÈRA:
Avv. Domani sera.

RIMÀNI:
Avv. Domani. Loc.: Rimani fà ghiuorno (Dmani è un altro giorno).

RIMANIMATÌNA:
Avv. Domattina.

RINI:
Sost. Lombi, schiena. Colonna vertebrale. – Scoppà rint’ ‘a i rini (avere il colpo della strega).

RINNOVÀLE:
Sost. Suffragio funebre celebrato a una data fissa dalla morte dell’estinto.

RINTO:
Avv. Dentro. Chiave ‘ncinto e Martino rinto. – Rint’a na ritta e na fatta (In men che non si dica). - Fà ‘o rint’ e fore (Temporeggiare, non sapersi decidere).

RINUCCHIO:
Sost. Ginocchio.

RIORDELLA:
Sost. Rivoltella, pistola.

RIRE:
V. Ridere. Riro, ririetti, riruto. Prov.: Chi rire ‘o virnirì ciange ‘a romeneca. – Chi rire senza pecché o è fessa o rire re te.

RIRITTO:
Sost. e agg. Diritto, abile, scaltro. Prov.: ‘O riritto more pe’ mmano r’ ‘o fessa.

RIRRUPÀ:
V. rifl. Diruparsi, precipitare in un dirupo. Me rirrùpo, me rirrupai.

: Agg. Dirupato, caduto in un fosso profondo.

RIRRÙPO:
Sost. Dirupo, rovina. Burrone. – Puozzi caré rint’a no rirrupo!

RISCÉBBOLE:
Sost. Discepolo, allievo. Apprendista.

RISCIGNùOLO:
Sost. Usignolo.

RISÍBBOLA:
Sost. Malattia esantematica. Erisipela.

RISTùCCIO:
Sost. Campo dopo la mietitura. Distesa di stoppie.
RITO (Pl. RÉTA): Sost. Dito. Loc.Tené ‘e déta longhe (Avere il vizio di rubare, essere cleptomane). – ACCIACCAPIRUCCHI (pollice); ALLECCAMORTàLE (indice); ‘O LUONGO (medio); ‘O SCIORE R’ANIELLO (anulare); MINIMINNìLLO (mignolo): Prov.: Chi tene ‘e mmano mpasta non mette ‘o rito nculo ‘a iallina (Si dice di chi non ha nessun interesse a che sia fatta luce su una certa questione).

RITTO:
Sost. Detto, proverbio. ‘O ritto antico non sbaglia mai. – 2) Motto, parola.

RIUMÀ: V. Ruminare (propr. della mucca). Riumo, riumai, riumato.

RIUNA (A LA): Loc. avv. Senza mangiare, a stomaco vuoto.

RIUNÀ:
V. Digiunare. Riuno, riunai, riunato.

RIÙNO: Sost. e agg. Digiuno. Cuorpo sazzio non crere a ‘o riuno.

RO:
Prep. art. Del. – ‘A córa ro ciuccio.

ROBBA (RROBBA):
Sost. Beni, proprietà. Viveri, roba. Prov.: Chi p’ ‘a rrobba ‘a brutta se pigghia, se crere re mete rano ma mete pagghia (Sposarsi solo per interesse alla lunga si rivela sempre un pessimo affare). - Chi coverna ‘a rrobba re l’ati non se corca mai riuno. – Robba re mangiatorio non se porta a confessorio (I peccati di gola sono ritenuti peccati veniali). - È megghio ca ‘a panza scatta ca ‘a rrobba se ietta. – ‘A rrobba bona è fatta pe’ chi ‘a capisce. – ‘A rrobba stà co chi ‘a sape tené. – ‘A rrobba non è re chi s’ ‘a stenta ma re chi se ne vere bene. – ‘A rrobba re l’usuraro s’ ‘a fotte ‘o sciampagnone. – ‘O cuorpo a la terra, l’anema a Dio e ‘a rrobba a chi tocca.

ROBBRECÀ:
V. Sotterrare, seppellire. Ròbbreco, robbrecai.

Robbrecato: Agg. Coperto di terra, sepolto. – Renaro robbrecato non fà guaragno.
ROCÀTO: Sost. Ducato, antica moneta. Prov.: Vale chiù no sfizzio ca ciento rocati.

ROCAZZIONE:
Sost. Educazione, creanza. – I giuvini re oi no’ teneno rocazzione.

ROCCABBASCERANA:
Roccabascerana, comune irpino del quale la prima notizia storica risale al 971. Etim.: da “Rocca” e “Guasserana”, termine longobardo di oscuro significato.

ROCCA SAN FELICE: Centro irpino situato nelle vicinanze della Valle d’Ansanto dove si trovava il tempio della dea Mefite. La località presenta un piccolo lago di acque sulfure in ebollizione con esalazioni malefiche. È stato feudo dei Gesualdo e dei Caracciolo. Etim.: da Rocca a cui fu aggiunto la dicitura “San Felice” dal nome dell’evangelizzatore di questi luoghi.

ROCCHIA: Sost. ant. Mucchio di alberi. Grosso cespuglio, macchia. Na rocchia re cerze. I fungi se troveno a rocchia e i fessa se troveno a cócchia.

ROCCOCÒ:
Sost. Ciambella dura a base di mandorle o nocciole, tipica delle festività di Natale.

ROCE:
Agg. Dolce: Pizza roce. Sost. Prodotto di pasticceria in genere. Quiro non è roce re sale (Non è un tipo malleabile e accondiscendente). –

ROCE ROCE:
Loc. avv. Dolcemente. – Scinnitimi roce roce si no ve caco tutta a croce! (Trattatemi con dolcezza altrimenti sono guai per tutti).

ROCIAZZO:
Agg. Dolciastro.

ROE (RUI):
Agg. num. Due.

RÓLLA: Sost. Recinto in cui vive il maiale.

RòLLO:
Sost. Rotolo.

ROMENECA:
Sost. Domenica. Puozzi murì re romeneca, accussì nun truovi nisciuno ca te porta! - Etim.: dal tardo latino “dominica (m) (diem)”: giorno del Signore.

RòNNA:
Sost. Donna.

RÒPPECA:
Loc. avv. Purché, almeno.

ROPPO:
Avv. Dopo. Prov.: Roppo arrobbato, a Santa Chiara mittiero ‘e porte re fierro! (Si dice di rimedio ormai inutile e tardivo). – Roppo a’ iocata so’ tutti prufissuri (Del senno di poi son piene le fosse). – Roppo Pasqua vienimi pésca! (Chi s’è visto s’è visto). – Roppo ‘a cinquantina no male ogni matina. – Roppo ‘a sagghiuta vene ‘a scesa (Dopo la gioventù viene purtroppo la vecchiaia). – Roppo Natale friddo e fame (Dopo Natale l’inferno si fa più rigido e, nei tempi passati, per la povera gente cominciava a diminuire anche il pane).

ROPPOCENàTO:
Avv. Dopo cena.

ROPPOMANGIATO:
Avv. Dopopranzo.

ROPPOMIEZZIUORNO:
Avv. Nel pomeriggio.

ROPPORIMANASSERA:
Avv. Dopodomani sera.

ROPPORIMàNI:
Avv. Dopodomani.

ROPPORIMANIMATINA:
Avv. Dopodomani mattina.

RORME (RURMì):
V. Dormire. Rormo, rurmietti, rurmuto. Loc.: Rorme a suonno chino (Dormire della grossa). – Chi rorme sulo allario se corca. – Chi cerca trova e chi rorme se sonna. – Ruormi capitò, ma ‘a Natale te sciti! (quando sarai ammazzato).

ROSAMARINO:
Sost. Rosmarino. Anche: ROSAMARINA. Etim.: dal latino “ros marînus” (rugiada marina) perché nasce presso la riva del mare.
ROSARIO: Sost. Un tempo il Rosario si recitava in tutte le case (spesso veniva cantato) e si concludeva con queste parole intonate in coro: “Sto Rosario c’avìmo cantato a la Maronna l’appresentàmo … l’appresentamo co grande amore, l’ha cantato lo peccatore …”. – Il Rosario il lunedì era recitato in suffragio dei defunti, il martedì in onore di Sant’Antonio, il mercoledì era dedicato alla Madonna del Carmine, il giovedì allo Spirito Santo, il venerdì a Gesù Cristo Crocifisso, il sabato alla Madonna Assunta, la domenica alla Santissima Trinità.

ROSECÀ:
V. Rosicchiare. Róseco, rosecài. – 2) Brontolare tra i denti.

ROSECARIELLO:
Agg. Croccante, duro.

: Agg. Rosicchiato.

ROSECATòRE:
Sost. e agg. Brontolone, criticatore. Maldicente.

RòTA:
Sost. Ruota. – 2) Dote nuziale. Prov.: ‘A bella senza rota trova cchiù nnamorati ca mariti.

ROTONDI:
Rotondi, centro irpino menzionato dal 1245; è stato feudo della casata dei De Rotondis che ha dato il nome al comune.

ROTÓNE:
Sost. Persona lenta, indecisa, che gira sempre attorno alle

RUA:
Sost. Doga della botte. – 2) Strada stretta. Vico.

RUCCHIELLO:
Sost. Piccolo cilindro di legno attorno al quale è arrotolato il filo di cotone per cucire. Un tempo, i bambini vi giocavano come oggi giocano con le automobiline.

RUCIENTO:
Agg. num. Duecento.

RUNCILLO:
Sost. Roncola. Pitaturo (v.).

RUNFIÀ:
V. Russare. Ronféo, runfiai, runfiato.
RUNZIà: V. Ronzare. Girare attorno a qualcuno per scopi poco nobili. Ronzéo, runziai.

RUOCCOLO:
Sost. Broccolo. Prov.: Ruoccolo è figghio a foglia (tale padre tale figlio). – Ruocculi, zuocculi e prerecaturi roppo Pasqua non so’ cchiù buoni.

RUOGNOLO (Pl. ROGNOLA):
Sost. Bernoccolo. T’aggia fà ‘a capo tutte rognole!

RUOSSO (f. RÒSSA):
Agg. Grande. ‘O pesce ruosso se mangia a quiro piccolo. - Int’ ‘a chiesia ròssa truovi sempe na seggia (Bisogna andare nei negozi più forniti). – 2) Sost. Persona potente e altolocata. ‘O ruosso tene sempe raggione.

RUOTO:
Sost. Recipiente di alluminio basso e rotondo per cuocere nel forno lasagne, melenzane, ecc. Teglia.

RUOTOLO:
Sost. Antica misura di peso di circa 920 gr. (Pl. RÒTOLA). Loc. ant.: Tre fico nove rotola e no cicoro no quintale! (si dice di cose esagerate, incredibili).

RUPPIOSORDO:
Sost. Antica moneta da 20 centesimi.

RURÀ:
V. Durare. Ruro, rurai, rurato. Rurà ra Natale a Santo Stefano (Durare pochissimo).

RURMUTA:
Sost. Dormita.

RUSCìNA:
Sost. ant. Pungitopo.

RUSIELLO:
Sost. Bocciòlo di rosa.

RUSSO (f. RÓSSA):
Agg. Rosso. Loc.: Ianco e russo (In buona salute). – Prov.: Aria rossa, terra nfossa (Quando il cielo è rosso, la pioggia è vicina).

RUTTO:
Agg. Rotto. Loc.: Rutto pe’ rutto (Si dice quando non si ha niente da perdere). – Prov.: ‘O rutto porta ‘o sano! (Secondo una favola popolare, il lupo stanco e ferito portò sulle spalle la volpe che, sanissima, si fingeva moribonda).

RUVIEZZO:
Sost. Pettirosso. Etim.: dal latino “rubicius”, rossiccio, dalla macchiolina rossa che porta sul petto.





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