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LETTERA N

L-M-N

N


N.:
Prep. In. Perde la i e si accorpa alla parola che segue (cielo, nfronte).

NA:
Art. ind. Una. Na saraca, na seggia, na cirasa.

NA BELLAQUéRA (NA BONAQUéRA):
Loc. avv. Un bel poco, una buona parte. Zìema mmi rìo na bellaquéra re pizzachiena.

NASILLO (Pl. NASELLA):
Sost. Narice.

NASPRO:
Sost. Impasto di zucchero e albume d’uovo con cui si rivestono le pignarelle e i taralli di Pasqua.

NATÀ:
V. Nuotare. Nàto, natai, natato. Quìro non sape natà.

N’ATOPPOCO:
Loc. avv. Un altro poco.

N’ATOTTANTO:
Loc. avv. Altrettanto. Molto meglio. Me sento n’atottanto.

NATRELLA:
Sost. Anatra.

NAZZECÀ (NAZZICHIà):
V. Cullare, dondolare. Nàzzecco (nazzechéo), nazzeccai (nazzichiài). Nazzeccato (nazzichiàto).

NAZZECATA (NAZZICHIATA):
Sost. Atto del cullare, dondolata. Rà na nazzecata a ‘o criaturo …

NCAGNÀ:
V. Impermalirsi, adombrarsi. Ncagno, ncagnai, ncagnato.

NCALLITÌ:
V. Rifl. Intiepidirsi. L’attenuarsi del freddo. Se ncallitisce, se ncallitìo, ncallituto. S’è ncallituta l’aria.

NCANCARÙTO:
Agg. Incancrenito, marcito.

NCANNA (NGANNA):
Avv. In gola. Loc.: ‘O tene ncanna (Lo tiene puntato). Loc.: Co na funa ncanna (Con un cappio alla gola, di controvoglia). – Tené ncanna (Desiderare intensamente qualcosa. - Odiare qualcuno). - Tengo ncanna na mangiata re fungi. – Te tengo ncanna ra quanno m’hé fatta quéra malazzione. – Portà appiso ncanna (Viziare, prediligere qualcuno).

NCANNA NCANNA:
Loc. avv. All’ultimo momento. Arrivà ncanna ncanna. (Arrivare appena in tempo).

NCANNACCÀ:
V. Rifl. Indossare collane e gioielli. Agghindarsi. Me ncannacco, me ncannaccai.

NCANNACCATO: Agg. Ingioiellato. Mogghiere ncannaccata, marito ncurniciato.

NCANNARÌ:
V. Rifl. Ingolosirsi, diventare avido. Me ncannarisco, me ncannarietti, ncannaruto.

NCAORÀ: V. Riscaldare. Ncàoro, ncaorai, ncaorato.

NCAPO: Avv. In testa. Etim.: dal latino “In capite”.

NCARRÀ (NGARRà):
V. Trasportare i covoni dal campo all’aia dove venivano accasazzati e poi trebbiati. 2) Trovare la soluzione, la strada giusta. Cogliere nel segno, riuscire. Ncarro, ncarrai, narrato. Aggio ncarrata ‘a via (Ho trovato il modo). – Etim.: dallo spagnolo “engarrar” (afferrare).

NCARRECÀ:
V. Preoccuparsi di un problema. Farsi carico. Ncàrreco (me ncarreco), ncarrecai (me ncarrecai), ncarrecato. - Non te ne ncarrecà. (Non ti preoccupare).

NCARTÀ:
V. Incartare. Ncarto, ncartai, ncartato. Ncartà no pacco. – Quanno penzo ‘a capo ‘e l’ati, ‘a mia m’a ncartasse … - 2) Nel gioco delle carte, trovarsi in una situazione sfavorevole che costringe a fare una giocata obbligata.

NCARULùTO:
Agg. Infestato dalle tarme.

NCASÀ:
V. Premere, calcare, spingere. Ncaso, ncasai. ncasato. Ncasà ‘a mano (Aumentare il prezzo. Approfittare di una situazione). Ncasà ‘o père. (Schiacciare l’acceleratore, andare più in fretta).

NCAZZÀ:
V. rifl. Arrabbiarsi, perdere le staffe. Me ncazzo, me ncazzai. – Te puozzi ncazzà pe na fesseria ré cafè?

NCAZZÀTO: Agg. Arrabbiato, furioso.

NCAZZùSO:
Agg. Irascibile, facile ad alterarsi.

NCECALÌ:
V. rifl. Accecarsi, consumarsi la vista. Me ncecalisco, me ncecalietti. - S’è ncecaluto ncopp’a li libbri (Si dice di chi si è rovinata la vista per leggere troppi libri. La locuzione è usata spesso in senso ironico).

NCECALÙTO:
Agg. Orbo, mezzo cieco.

NCERÀ:
V. Cuocere nella cenere. Ncéro, ncerài. Ncerà l’uovo (cuocere un uovo in modo che risulti cotto soltanto l’albume).

: Agg. Cotto nella cenere rovente. –
Uovo ncerato (Cotto in modo che il tuorlo risulta ancora fluido e l’albume rappreso).

NCERATA:
Sost. Tovaglia di plastica detta anche MPECIATA (v).

NCIENZO:
Sost. Incenso. È ncienzo pe’ li muorti (è una cosa che ormai non serve più a niente).

NCIGNÀ:
V. Iniziare. Ncigno, ncignai. Ncignà na votte, ncignà ‘o prisutto. – 2) Indossare un vestito per la prima volta. Etim.: dal tardo latino “encaeniàre” (inaugurare).

NCIGNàTO:
Agg. Iniziato, intaccato. – Panella ncignata.

NCINZIÀ:
V. Incensare, adulare. Ncenzéo, ncinziai. ncinziato. – 2) Andare in giro a perdere tempo: Vai sempe ncinzianno!

NCINZIERE:
Sost. Incensiere. Turibolo.

NCIUCìÀ:
V. Spettegolare. Complottare. Nciocéo, nciuciai, nciuciato.

NCIÙCIO: Sost. Intrigo, pettegolezzo.

NCIUCISSO (f. NCIUCESSA):
Sost. e agg. Persona pettegola e intrigante.

NCOCCIÀ:
V. Incaponirsi, intestardirsi. Ncoccio. Scocciai, ncocciato. – 2) Sorprendere qualcuno sul fatto.

NCOETÀ:
V. Far perdere la tranquillità, infastidire. – Rifl. Inquietarsi. Ncoèto (me ncoeto), ncoetai (me ncoetai).

NCOETATO: Agg. Infastidito, turbato.

NCOPERCHIÀ:
V. Coprire con un coperchio. Ncoperchio, ncoperchiai, ncoperchiato.

NCOPPA: Avv. Sopra. “Ncoppa no’ muro cogghiennomiluni: ienno e benenno miluni cogghienno”. - Mette ‘o munno sotta e ncoppa. – ì ncoppa e abbiscio (Andare su e giù). – 2) Intorno, vicino. Ncoppa a sessantina se lassa ‘a fessa e se pigghia ‘o vino. (Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e prendi il vino).

NCOPPA NCOPPA:
Loc. avv. In modo superficiale. Sulla sommità.

NCORDÀ:
V. L’irrigidirsi doloroso di un muscolo o di un nervo. Me s’è ncordata na coscia.

NCORDATO:
Agg. Contratto, irrigidito.

NCORPORÀ:
V. Tenersi dentro un dolore senza poterlo esternare. Ncòrporo, ncorporai, ncorporato.

NCÙNIA: Sost. Incudine. Prov.: Quanno si’ ncùnia statti e quanno si’ martiello vatti.

NCUOLLO:
Avv. In collo, sulle spalle. Portà ncuollo.

NCUORPO:
Avv. In corpo, dentro di sé. - Carne re puorco, nfoca e mena ncuorpo. (La carne di maiale va mangiata appena cotta).

NDORATO:
Agg. Dorato, color dell’oro. – Melogname ndorate e fritte (Larghe fette di melanzane infarinate, bagnate nell’uovo sbattuto e fritte nell’olio d’oliva).

NDREOLà:
V. Intorbidire, agitare. Ndréolo, ndreolai.

NDREOLàTO:
Agg. Intorbidito, opaco.

NDROMETTENTE:
Agg. e sost. Chi si intromette in cose che non lo riguardano. Invadente, intraprendente.

NDUVINÀ:
V. Indovinare. Nduvino, nduvinai, nduvinato. Nduvina nduvinagghia chi fa l’uovo rint’ ‘a pagghia?

NEPOTE:
Sost. Nipote. NIPÙTIMO, NIPÙTITO, NIPUTIMI, NIPUTITI, NEPOTEMA, NEPOTETA, NEPOTEME, NEPOTETE (mio nipote, tuo nipote, i miei nipiti, i tuoi nipoti, mia nipote, tua nipote, le mie nipoti, le tue nipoti). Prov.: Chi non cresce figghi, cresce niputi.

NÉPPOLA:
Sost. Pretesto, cavillo.

NEREVATùRA:
Sost. Sistema nervoso. – Tené ‘a nervatura (essere nervosi).

NEVÉRA:
Sost. Luogo dove una volta si conservava la neve. Est.: Camera, ambiente dove fa molto freddo.

NEVÓNE:
Sost. Nevicata eccezionale per intensità e durata. È passata alla storia la grande nevicata del 1956 quando nevicò quasi ininterrottamente per tutto il mese di febbraio.

NFACCI:
Avv. In faccia. Si sputi ncielo nfacci te vene. (Il male che facciamo, prima o poi ricade su di noi).

NFANFALÌ (NFRANFALì):
V. rifl. Rimambirsi, confondersi. Me nfanfalisco, me nfanfalietti.

NFANFALUTO (NFRANFALUTO):
Agg. Rimbambito, stordito.

NFàNZIA:
Sost. Somiglianza, fisionomia, espressione del volto che ricorda un’altra persona. Me rài na nfanzia a zieto. (Mi sembra che assomigli a tuo zio).

NFASSÀ:
V. Fasciare. Nfasso, nfassai. Nfassà ‘o criaturo.
àto: Agg. Fasciato. – Tengo no père nfassato.

NFESSANÌ: V. rifl. Rincretinirsi, diventare stupido. Me nfessanisco, me nfessanietti.

NFESSANùTO:
Agg. Rincretinito, rimbambito.

NFOCÀ:
V. Riscaldare. Nfoco, nfocai.
àto: Agg. Riscaldato. - Maccaruni nfocati.

NFÓNNE:
V. Bagnare. Nfonno (me nfonno), nfonnietti (me nfonnietti), nfunnùto (nfusso). Prov.: Chi pesce vo’ mangià ‘a cora s’adda nfonne. – Chi piscia contra ‘o viento ‘e cosce se nfonne.

NFORNATùRO:
Sost. Lunga pala di legno per infornare e sfornare il pane.

NFRACETÀ:
V. Marcire. Nfràceto (me nfraceto), nfracetai (me nfracetai). Loc.: Puozzi ‘nfracetà! (Che tu possa decomporti nella tomba).

NFRACETàTO: Agg. Marcito, consumato. –Spalatrone nfracetato.

NFROCCHIÀ:
V. Nascondere, nascondersi. Nfrocchio (me nfrocchio), nfrocchiai (me nfrocchiai), nfrocchiato.

NFRUNFULIÀ: V. Mormorare, brontolare. Nfronfoléo, nfrunfuliai, nfrunfuliato.

NFRUNFULIATORE:
Agg. e sost. Brontolone.

NFRUSTICHÌ:
V. Diventare diffidenti e selvatici (detto specialmente di animali domestici: ‘a iatta s’è nfrusticuta). Nfrustichisco (me nfrustichisco), nfrustichietti (me nfrustichietti).

Nfrusticùto: Agg. Inselvatichito.
: Avv. In fondo, in profondità. Sta’ nfunno a no lietto (Essere gravemente malati). – Zappa nfunno e putà a curto. (Il terreno va zappato in profondità e le viti vanno potate senza lasciare tralci troppo lunghi.

NFURTì:
V. Rendere piccante una pietanza. Nfurtisco, nfurtietti, nfurtùto. – Quiro s’è nfurtuto. (Ha mangiato qualcosa di molto piccante).

NFUSSO: Agg. Bagnato, umido.

NGAGNÀ:
V. Offendersi, mettere il broncio. Si dice soprattutto dei bambini. Ngagno, ngagnai, ngagnato.

NGAGNARÚLO:
Agg. Permaloso, facile ad offendersi.

NGALLÀ:
V. Dicesi del gallo quando feconda la gallina (riferito al gallo).

NGIARMÀ:
V. Ideare, darsi da fare. Ngiarmo, ngiarmai, ngiarmato.

NGIARMISSO:
Sost. e agg. Ingegnoso, intraprendente, pieno d’idee.

NGIARMO:
Sost. Pasticcio, imbroglio. Lavoro ingegnoso.

NGINAGGHIA:
Sost. Inguine.

NGINÀTO:
Sost. e agg. Curvo, uncinato, rattrappito. Pe’ le rèome cammina miezzo nginato. (A causa dei reumatismi non riesce più a camminare diritto).

NGIOMENTÀ:
V. Infastidire. Ngiomento, ngiomentai, ngiomentato.

NGOMMà: V. rifl. Incurvarsi, ingobbirsi. Me ngommo, me ngommai.

NGOMMàTO:
Agg. Curvo, ingobbito.

NGOZZà:
V. rifl. Applicarsi, dedicarsi a qualche attività. Avere una particolare attitudine. Me ngozza, me ngozzao, ngozzato. A te te ngozza sulamente re mangià e dorme. (A te piace soltanto mangiare e dormire).

NGRAOGGHIÀ:
V. Avvolgere, arrotolare. Ngraògghio (me ngraògghio), ngraògghiai (me ngraogghiai).

Ngraogghiato:
Agg. Arrotolato, avvolto.
À: V. Alzare la cresta, insuperbire. Inalterarsi. Ngrésto, ngrestai, ngrestato.

NGRèSTO:
Sost. Avanzo, rimasuglio di cibo.

NGRICCÀ:
V. rifl. Rizzarsi, impettirsi. Me ngricco, me ngriccai.

: Agg. Impettito, eretto.

À: V. rifl. Eccitarsi, arrabbiarsi. 2) Il rizzarsi dei capelli nell’uomo e del pelo negli animali.

NGRIFàTO:
Agg. Eccitato, arrabbiato. Con i capelli ritti o scomposti.

NGROGNÀ:
V. Offendersi, risentirsi. Ngrógno, ngrognai, ngrognato.

NGROGNARùLO:
Agg. Facile ad offendersi. Permaloso.

NGUACCHIÀ:
V. Sporcare, fare delle macchie. Nguacchio, nguacchiai.

Nguacchiato: Agg. Sporco, pieno di macchie. – Mesale nguacchiato.

NGUACCHIO:
Sost. Pasticcio, guaio. Macchia.

NGUIENTO:
Sost. Unguento. È nguiento p’ ‘a vàllera (è un rimedio inutile).

Nì:
Part. Pron. Né. Nì femmena e nì tela a luce re cannela.

NICHELLA:
Sost. Nichelino, antica moneta da 20 centesimi. Etim.: da “nichel” (il metallo da cui era costituito il soldino).

NIENTI:
Pron. Niente. Prov.: Nisciuno fà nienti pe’ senza nienti.

NIÈRIVO:
Sost. Nervo. Me so’ binuti i nierivi (Mi sono arrabbiato). Essere nervosi: Tené ‘a nerevatura.

NIMÌCCOLA (MIMÌCCOLA):
Sost. Lenticchia. Loc.: Mangià ‘e nimiccole co ‘a spingola. (Mangiare le lenticchie con l’ago. Fare una cosa con mezzi ridicoli o del tutto inadeguati).

NINNO (f. NENNA):
Sost. Bambino. Dim.: NINNILLO. Prov.: ‘A nanna se canta a chi è ninno. (Ci sono cose che si addicono soltanto a chi è bambino). Etim.: dallo spagnolo “Niño” (piccolo, bambino).

NìORO (f. NEORA):
Agg. Nero. Chiù neora r’a mezzanotte non po’ binì! – Si non è lupo sarà cane nioro.

NIPPULùSO:
Agg. Cavilloso, che non accetta di perdere.

NIRO:
Sost. Nido. Pl. NIRA o NIRI.

NISCIUNO (f. NISCIUNA):
Pron. Nessuno. Prov.: Nisciuno nasce mparato. – Nisciuno te rice: “Laviti ‘a facci accussì pari megghio re me!”.

NISCIUNÓRA (A):
Loc. avv. Molto tardi. S’è accuoto a nisciunora.

NIZZIÓNE:
Sost. Iniezione. Nizzione rint’ ‘e bbéne (Iniezione endovenosa). Nizzione ncopp’ ‘o culo (Iniezione intramuscolare). Si dice anche SERÉNGA.

NNANZIPARTE:
Sost. Parte dei beni che un testatore può, in via preliminare, assegnare a uno soltanto dei suoi eredi.

NNÓGGHIA:
Sost. Salsiccia fatta con interiora e carni di scarto del maiale. Etim.: dal francese “andouille” (salsiccia).

NO:
Art. indet. Un. - No sicchio, no ciuccio.

NO’ (NON):
Avv. di neg. Non. – No’ tengo renari.

NòA:
Sost. Novella, notizia. Prov.: Nisciuna noa, bona noa. (Nessuna nuova, buona nuova). ‘A mala nova ‘a porta ‘o viento; ‘a bbona s’a tratteneno i rienti.

NOCCA:
Sost. Nastro, fiocco. Sì’ no pepe co ‘a nocca! (Sei un cretino coi fiocchi). – I bambini che frequentavano la scuola elementare indossavano un colletto bianco di plastica al quale era applicato un fiocco di vario colore (rosso per la 1, rosa per la 2, giallo per la 3, celeste per la 4 e tricolore per la 5). - Etim.: dal longobardo “knokkel”.

NOCELLA:
Sost. Nocciola. – Nocelle nfornate.

NUCILLINA AMIRICANA:
Sost. Arachide.

NOCEROCUOLLO (Noce r’ ‘o cuollo):
Sost. Osso del collo. –Te puozzi rompe ‘a nocerocuollo.

NOMI –
Viene dato qui di seguito un elenco, assolutamente non esaustivo, di nomi montefalcionesi di persona dei quali si espone in modo molto sommario la loro etimologia e il loro significato.

ACRIPPINA: Agrippina. Da “Acr” (primo) e “pess” (piede). Nell’antichità questo nome veniva imposto ai bambini nati con parto podalico (con i piedi in avanti).

AITàNO: Gaetano. Dal lat. “Caietanus” nativo di Caieta (Gaeta). Dim.: Tanuccio, Tanucciello.

àNGILO: Angelo (f. Angela). – Dal greco “Anghelos” (messaggero). Dim.: Ngiulino, Ngiulillo, Ngiuliniello, Ngillo, Ngiullo, Angilina, Ngiulina, Ngiulinella, Ngingella, Ngiolella.

ANNIBBALE (ANNIBBOLE):
Annibbale. Di origine punica, significa “grazia di Baàhl”. Dim.: Buccio.

ABBRAMO: Abramo. Di origine ebraiche, significa “padre eccelso” oppure, secondo altri studiosi di onomastica, “padre di una moltitudine di genti”. Dim.: Bramuccio, Bramucciello.

: Anna. Dall’ebraico
“Hannâh”, significa “Dio ha avuto misericordia”. Dim.: Annita, Nannina, Nanninella, Cannuccia.
: Alberto. Di origine germanica da, “ala” (tutto) e “berta” (illustre).

ARBIRINTA:
Alberinda. Derivato di Alberta.

ARCàNGILO:
Arcangelo. Dal greco “Archânghelos” (capo degli angeli).

ARMINIO:
Erminio, dal nome tedesco Armin.

ARMIRINTA:
Almerinda. Variante di Almerina.

ARNESTO:
Ernesto. Di origine tedesche, dal significato controverso.

ARRìCO:
Enrico. Origine germaniche. Significato: “potente nella sua terra”. Diminutivo: Rico, Richetto, Ricuccio.
: Elvira. Di origine iberiche, risale al periodo della dominazione visigota. La forma originaria era Gelvira. Significato: “Allegra e cordiale” oppure “amica della lancia”.

ARZENIO:
Arsenio. Di origine greca (Arsénios ), significa “maschio, virile”.

ASSUNDA: Assunta. Da Maria, assunta in cielo, in anima e corpo, secondo il dogma cattolico. Dim.: Assuntina, Assuntella, Tina.

ATORFO:
Adolfo. Dal germanico “Atha” (nobiltà di stirpe) e “wulfa” (lupo). Significato: nobile lupo.

ATRIANO:
Adriano. Dal cognomen latino, Hadrianus; deriva dalla città di Hadria e significa colui che proviene da Hadria.

AUCUSTO:
Augusto. Dall’agg. lat. “augustus” (sacro) oppure dal sost. “augur” (Indovino).

AUSTINO:
Agostino. Dal latino “Augustinus” derivato di Augustus.

BINIRITTO:
Benedetto. Dal lat. “Benedictus”, part. pass. di “benedicere” (dire bene, elogiare).

BINìTO:
Benito. Di origine spagnola, corrisponde all’italiano Benedetto del quale è un ipocoristico castigliano.

CARLO:
Carlo. Nome germanico significante uomo di condizione libera. Dim.: Carlino, Carletto, Carluccio.

CARMELE:
Carmela. Nome legato al culto della Beata Vergine del monte Carmelo sito al confine tra la Samaria e la Galilea. Dim.: Carmilina.

CARMENELLA:
Dim. di Carmen, forma spagnola di Carmela.

CARMINE:
Carmine. Nome connesso al culto di Santa Maria del Carmine. Dim.: Carminuccio, Minuccio, Nuccio, Nuccitiello, UccIello.

CATARINA: Caterina. Di origine bizantina, da “Hekaterine”, voce connessa sia alla voce della dea degli inferi Hekate (Ecate) sia ad Hékatos, epiteto di Febo Apollo. Dim.: Catirinella, Rina, Rinuccia.

CELESTA:
Celeste. Dall’agg. lat. “Caelestis” (abitante del cielo).

CIACINDO:
Giacinto. Dal nome greco Hyakinthos, il bellissimo giovane amato da Apollo dal quale fu involontariamente ucciso. – Dim. Ciacintiello, Ciacintuzzo.

CILARDO:
Gerardo. Di origine germanica composto da “gaira” (lancia) e “hardhu” (forte). Significato: valoroso con la lancia. Diminutivo: Cilardino, Cilardina.

CONZOLATA:
Consolata. Il nome attesta la devozione per Maria Santissima della Consolata. Diminutivo: Conzolatella, Conzolatina, Tina.

CORRATO:
Corrado. Dall’antico tedesco Chuorrat; formato da “kori” (coraggioso) e “rçdha”(ha veduto). Il significato è dunque quello di coraggioso e saggio consigliere.

CRESCENZIO:
Crescenzo. Dal nome lat. “crescens” part. pres. del verbo “crescere” col significato augurale “che cresca bene, che diventi grande e generoso”.

CONGETTA:
Concetta. Da un attributo della Madonna concepita (concetta) senza il peccato originale. Dim. Cungittina.
: Colombina, dim. di COLOMBA. Dal nome latino di età imperiale “Columba”. La Colomba, nel periodo paleocristiano, era un simbolo dello Spirito Santo.

CUNZIGLIA:
Consiglia. Il nome è legato alla devozione per Maria Santissima del Buon Consiglio, patrona del comune di Candida.

DAVIRìNO:
Dim. di DAVID, dall’ebraico (amato da Dio).

DIECO:
Diego. Nome di origine spagnola derivante, attraverso la forma desueta Diaco, dal nome latino Didacus (Dìdaco).

FAUSTO:
Fausto. Dall’agg. lat. “Faustus” (felice, propizio, prospero).

FILICE:
Felice. Dal nome augurale latino Felix (felice, lieto). Derivati: Filiciano,Filicetto, FiliciNo.

FILOMENA:
Filomena. Risalente al nome greco “Philoménes” formato da “phìlos” (amico) e “ménein” (rimanere); il significato è “colei che resta amica”. Dim.: Mèna.

FIRDINANTO:
Ferdinando. Di origine germanica, da “frithu”(pace) e “nanths” (coraggioso) con un significato che potrebbe essere “coraggioso nell’amministrare la pace”. Dim: Nannuccio.

FITIRICO (FILLIRICO):
Federico. Dal nome germanico composto da “frithu” (pace) e “rikja” (potente, ricco); il significato corrisponde a “potente nella pace”. Dim.: Ricuccio.
: Alfonso. Dallo spagnolo Alonso che deriva, a sua volta, da un nome germanico introdotto nel V secolo dai conquistatori visigoti, denominato a partire dal IX sec. nella forma Aldefonsus il cui significato sembra essere (prode in battaglia). Dimin.: Funzino, Funzina, Affunzina.
: Francesco. Deriva dall’agg. “frankisk” passato poi alla forma tardo latina “franciscus” significante “francese”. – Derivati e diminutivi: Francischiello, Ciccillo, Cicco, Ciccone.
: Franco. Il nome deriva dal germanico “franka” (condizione di uomo libero). – Dim.: Franchino, Franchitiello.
: Florinda, derivato da Flora, nome della divinità romana della Primavera.

FULIPPO:
Filippo. Dal greco “philippos” (amante dei cavalli). Deriv.: Fulippone, Pippo.

GENOEFFA:
Genoveffa. L’origine del nome è discussa e piuttosto incerta, il significato è comunque quello di “donna di nobile stirpe”.

GIACCHINO:
Gioacchino. Deriva dal nome ebraico Yôhâqîm (Dio solleva, mette sulla via della salvezza).

GIOANNI (f. GIOANNA):
Giovanni, dall’ebraico Yôhânân (Dio ha avuto misericordia). Deriv. e dim.: Gianni, Giannino, Gianna, Giovannino.

GIOSO:
Da Generoso o da Giuseppe (v.)

GIRO (f. GIRA):
Ciro (femm. Cira da cui Girella) e Giróla. Diminutivi: Giruzzo, GIRELLa, GIRÓLA. Dal greco Kyros, adattamento del persiano antico Kurush (di significato sconosciuto).

GISUMMINA:
Gelsomina. Nome augurale derivato da Gelsomino (Gisummino), il fiore bianco di origine asiatica, interamente profumato.

GIURRIACO:
Ciriaco, dal greco Kiriakos (Che appartiene a Dio). Il significato è “dedicato al Signore” ed è l’equivalente del latino “Dominicus” (Domenico).

GIUSEPPE (f. GIUSIPPINA): GIUSEPPE,
dall’ebraico “Yiôsçph”(Dio accresca, Dio aggiunga). Diminutivi: PEPPO, PIPPINO, PIPPINIELLO, PEPPARIELLO, PINO, PINUCCIO, GIPPINO, GIOSO, GIUSIPPINA, PIPPINA, PIPPINELLA, PINA, PINUCCIA, GIPPINA, GIUSINA.

GNAZZIO:
Ignazio, da “Egnatius”, di origine etrusca, trasformatosi successivamente in “Ignatius”, per accostamento al termine latino “ignis” (fuoco). Dim. di GNAZZIUCCIO, GNAZZIUCCIA.

GUìTO:
Guido, di origine germanica, da “widu”, (bosco, foresta). Dim.: GUITUCCIO.

ISTIRINA:
Esterina, ipocoristico di Ester; nome ebraico derivante dall’assiro-babilonese “Ishtar” (dea).

ITALìNO:
Dim. di Italo (italiano, appartenente all’Italia).

ITTIRUCCIO:
Dim. di Ettore, dal greco “Héktôr” (reggitore del popolo).

LISANDRO: Alessandro, dal greco Alexandros, di etimo e significato incerto.

LISèO:
Aferetico di Elisèo, nome ebraico costituito da El (Dio) e Ish (salvare). Potrebbe significare “Dio ha salvato oppure Dio è salvezza”.

LUIGGIO (f. LUISA):
Luigi, variante di Ludovico (Luddowig), deriva la forma attuale dal francese “Louis”; l’adattamento italiano portò alla caduta della - S e alla giunta della sillaba finale – G (Louigi). Diminutivi: Luiggino, Giggi, GIGGINO, GIGGETTO, GINO, LUIGGINA, GINA, LUISINA, LUISELLA.

MAFARDA:
Mafalda, dal franco-provenzale “Mahalt”, diminutivo di MAFARDINA.

MANLIOTTO:
da MANLIO, dal nome latino MANILIUS.

MARGARITA:
Margherita, dal latino “margarita” (perla).

MARIA:
Maria, è il nome più diffuso nel nostro paese insieme a PEPPO (Giuseppe) e a NDONIO (Antonio). Risale all’ebraico “Maryam” e “Myriam”. Questo nome ha dato origine a numerosi ipocorostici, composti e varianti: MARIUCCIA, MARIUCCIELLA, MARIETTA, MARIELLA, MARETELLA, MARIUZZA, MARUZZA, MARUZZELLA, MARIULINA, MARIANA (MARIANO), MARIANNINA, MARIANDONIA, MARIARAZZIA, MARIAROSARIA, MARIATERESA, MARIASSUNTA, MARIANGELA.

MARIO:
Mario, dall’etrusco “Maru” (titolo di sacerdote o di magistrato), e poi dal latino MARIUS.

MIDDIO:
Emiddio, nome di origine ignota. Dim.: MIDDIUCCIO.

MUSTINO (MUTISTINO):
MODESTINO, dim. di MODESTO. Dal lat. Modestus (mite, moderato).

NDONIO:
ANTONIO. è il nome maschile più comune a Montefalcione grazie soprattutto alla grande devozione popolare verso il Santo Patrono Antonio da Padova. Di origine etrusca e di significato oscuro; nel periodo rinascimentale lo si volle fare arbitrariamente derivare dal greco “Anthos” (fiore). Alterati: NDUNUCCIO, NDONDONE, TOTONNO, TUTUNNIELLO, TONNO, TUNINO, NDONETTA, NDONETTELLA, NDETTA, NDETTELLA.

NDRéA: Aferetico di Andrea, dal greco “Andreas” (maschio), guerriero.

NDREOLÀ:
V. Intorbidire. Ndréolo, ndreolai.

ndreolato:
Agg. Torbido, opaco.

NUNZIA (m. NUNZIO):
Da Nunziata (ANNUNZIATA), ricorda l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria. Dim.: NUNZIATINA.

OGLIERMO:
Guglielmo. Dall’antico nome personale germanico Wuillihelm composto da “Wilja” (volontà) e “helma” (protezione, difesa). Significato: “volontà che protegge”. Dim. UGLIRMìNO.

òRGA:
Olga. Adattamento di HELGA, forma femminile del nome scandinavo OLEG (santo). Importato in Russia dai Vichinghi.

ÓRZOLA:
Orsola. Dal latino “hursus” (orso), da cui il nome proprio ORSO. Dim.: ORZOLELLA.

PASQUALE:
PASQUALE. Dall’agg. lat. “paschalis” (nato nel giorno di Pasqua, che attiene alla Pasqua). Dim.: PASQUALINO, PASQUALINA, PASCHINO.

PILLIRìNO:
PELLEGRINO, dal latino “Peregrinus” (viaggiatore).

RAFAèLE:
RAFFAELE. Nome teoforico risalente all’ebraico Repha’ l (Dio ha guarito). Diminutivi: RAFAILUCCIO, FILUCCIO, FILUCCIELLO, UCCIELLO, FILUCCIA, FILUCCELLA, UCCELLA.

RAZZIA:
GRAZIA, dall’ agg. lat. gratus (gradito, piacevole). Diminutivi: RAZZIELLA, RAZZIUCCIA, RAZZIUCCELLA.

RéNO:
Dim. aferetico di NAZZARèNO. Nome etnico derivante dalla città di Nazareth. Gesù era detto il Nazzareno.

RILETTA:
DILETTA, nome affettivo imposto a persona molto amata.

ROSA:
ROSA. Sorto in Italia nell’alto Medio Evo, è uno dei tanti nomi formati da fiori (Ortensia, Viola, Dalia, Gelsomina). Diminutivi: ROSETTA, RUSINA, RUSINELLA.

RUMINICO:
DOMENICO, dal patronimico Dominicus (che appartiene al Signore). Derivati: MINGO, MINICUCCIO, MICANDONIO (Domenicantonio).

SAPATIELLO:
Ipocoristico di Sabato, derivato dall’ebraico shabbât (riposo). Dim.: SAPATINO, SAPATINA.

SARAVATòRE:
SALVATORE, nome ispirato a Gesù Cristo, il Salvatore per antonomasia. Deriv.: SATÓRE, TÓRE.

SAVìNO:
SABINO, dal latino Sabinus (appartenente al popolo dei Sabini).

SCIORE:
FIORE, nome derivante dal sostantivo latino “flos floris”. Dim.: SCIURILLO.

SIRVIO:
SILVIO, da silva (selva), “colui che vive nei boschi”. Dim.: SIRVIUCCIO.

TERESA:
TERESA, di origine incerta. La prima donna in Italia ad avere questo nome pare che sia stata la moglie di S. Paolino da Nola, chiamata “TARASIA” (nativa di Thera, l’attuale Santorini nelle isole Cicladi). Dim.: Tirisina, TIRISINELLA.

TUARDO:
EDOARDO, nome di origine anglosassone composto da “ead” (proprietà) e “weard” (custode). Significato: colui che vigila sui propri beni. Dim.: TUARDINO.

UCO:
UGO, nome germanico Hugo, dal significato incerto. Dim.: UCHETTO. è raro il femminile UCA, da cui deriva l’ipocoristico UCARINA.

VICIENZO (f. VECENZA):
VINCENZO, dal part. pres. di vincere: “vincent, vincentis” con l’aggiunta del suffisso – ius. Significato: colui che è destinato a vincere. Dim.: VICINZINO.

ZARAFINA:
SERAFINA, dall’ebraico sâraf (ardere, bruciare).

ZUFIA:
SOFIA, dal greco sophia (sapienza).

NOMMOCREREVA (NOMMOCRENZAVA):
Loc. Non l’avrei creduto; non me lo sarei aspettato.

NÒNNETA, NÒNNITO, NÒNNETE, NÒNNITI:
Tua nonna, tuo nonno, le tue nonne, i tuoi nonni.

NÒRA:
Sost. Nuora. NÒREMA, NÒRETA, NÒREME, NÒRETE (mia nuora, tua nuora, le mie nuore, le tue nuore).


NTACCA:
Sost. Piccolo taglio. – Volg. Vulva.

NTACCÀ:
V. Tagliare, intaccare. Ntacco, ntaccai, ntaccato.

NTACCULÙTO:
Agg. Secco, duro come una “taccola” (v.).

NTECCHIA:
Sost. Un pochino, una piccola quantità. Pezzetto di qualcosa. – Na ntecchia re caso.

NTÈNNE:
V. Intendere, ubbidire. Ntènno, ntinnietti, ntinnuto. Prov.: Chi no’ ntenne a mamma e patre arriva addo’ non sape.

NTÉNOLE:
Agg. Attento, che sta in ascolto. – è no criaturo nténole (è un bambino sveglio, vispo). – Loc. Sta’ nténole (Stare sul chi va là).

NTÉSA:
Sost. Lunga sorsata. – Sciattà ‘o bicchieri con a sola ntesa.

NTINàGGHIA:
Sost. Tenaglia. T’hanna tirà na parola co ‘a ntinagghia! (Si dice a chi è particolarmente taciturno).

NTISICÙTO:
Agg. Intirizzito dal freddo. – 2) Malaticcio.

NTOLETTÀ:
V. rifl. Agghindarsi, truccarsi. Me ntoletto, me ntolettai, ntolettato.

NTÒNTERO: Sost. raro: Tonto, stupido.

NTORZÀ:
V. Riempire, colmare, gonfiare. Ntórzo, ntorzai, ntorzato.

NTORZANCùLO:
Sost. Individuo scaltro e inaffidabile. Dispettoso.

NTOSSECÀ:
V. Avvelenare. Ntòsseco, ntossecai.

: Agg. Avvelenato.

NTOSTÀ:
V. Indurire. Ntòsto, tostai, ntostato. Pane ntostato (pane raffermo). – “Mitti acqua e mitti farina … ronna Maria ntòstelo tu”. - Chi ntosta questa régne questa (Chi indurisce la faccia riempie la pancia).

NTRAFILATO:
Agg. Mescolato, variegato. Nei salumi alternanza di parti grasse e parti magre. – Virriggina trafilata.

NTRATTIENI:
Sost. Intrattenimento. Rà ‘o ntrattieni (conversare, chiacchierare del più e del meno).

NTRECCOLèRA:
Sost. e agg. Donna intrigante e pettegola. Si dice anche NTRECCHIESSA.

NTRECCHIESSA:
Sost. Donna che s’intromette nei fatti degli altri, intrigante e invadente. Si dice anche NTRECCOLERA.

NTREZZÀ:
V. Intrecciare, alternare. Ntrezzo, ntrezzai, ntrezzato.

NTRIGNO: Agg. Spesso, robusto, voluminoso.

NTRINGULIÀ:
V. Agitare, scuotere, cullare. Ntrengoléo, ntringuliai, ntringuliato. – 2) Adulare, fare complimenti interessati a qualcuno.

NTRIRICI:
Loc. avv. In mezzo, al centro dell’attenzione. In prima fila. – Quìro stà sempe ntririci.

NTROCCANì:
V. rifl. Rattrappirsi, diventare rigidi e intorpiditi. Me ntroccanisco, me ntroccanietti.

NTROCCANùTO:
Agg. Intorpidito, rattrappito. Me sento i pieri ntroccanuti.

NTRòCCHIA:
Sost. Donna equivoca, astuta e inaffidabile. Figghio re ntrocchia (figlio di buona donna). Etim.: secondo il De Falco, da “rocchia”, (combriccola, accozzaglia).

NTROMMÀ:
V. Picchiare, percuotere. Ntrommo, ntrommai, ntrommato.

NTROPPECÀ:
V. Inciampare, incespicare. Ntròppeco, ntroppecai, ntroppecato. Prov.: Chi ntroppeca e non care fa no passo annanzi. Etim.: dallo spagn. – “trompicar”.

NTROPPECùSO (f. NTROPPECÓSA):
Agg. Scivoloso, pieno di ostacoli. - Chiano mierolo c’ ‘a via è ntroppecosa.

NTRUFÀ:
V. rifl. Offendersi, arrabbiarsi. Me ntrufo, me ntrufai. – 2) Gonfiarsi (detto di legname per eccessiva umidità).

NTRUFàTO:
Agg. Gonfio di rabbia e di risentimento.

NTRUPPICUSO:
Agg. Dissestato, difficoltoso, pieno di ostacoli. Via ntroppecosa. – 2) Persona dal carattere difficile.

NTUPPÀ (NTUZZÀ):
V. Urtare, intoppare. Arrecare fastidio. Ntuppo (ntuzzo), ntuppai (ntuzzai), ntuppato (ntuzzato).‘A ‘o male chiavatore nduppano i pili. (Chi non ha voglia di fare una determinata cosa trova le giustificazioni più assurde). Etim.: dal latino parlato trusâre”(urtare).

NTUPPAMIENTO:
Sost. Intoppo, ostacolo. Ogni ntuppamiento è giovamiento. (Non sempre il male viene per nuocere).

NTUPPATA (NTUZZATA):
Sost. Urto, colpo.

NTUPPO:
Sost. Intoppo, ostacolo. Difficoltà. È asciuto no ntuppo (è sopraggiunto un contrattempo, un imprevisto).

NTUSSICUSO:
V. Velenoso. Persona permalosa e cavillosa.

NUMMERO (Pl. NùMMIRI):
Sost. Numero. Roe, rui, ddui (2) – Tréne (3) – Quatto (4) – Cinco (5) – Rieci (10) – Unnici (11) – Rurici (12) – Tririci (13) – Quattuordici (14) – Quinnici (15) – Sirici (16) – Recessette (17) – Riciotto (18) – Riciannove (19) – Vinti (20) – Vintuno (21) – Vintirui (22) – Vintitrene (23) – Vintiquatto (24) – Vinticinco (25) … - Ciento (100) – Ruciento (200) – Cincuciento (500) – Cincumila (5000).

NUOSTO:
Agg. pron. Nostro, che ci appartiene. – Rint’ ‘o nuosto (nella nostra proprietà).

NÙRICO:
Sost. Nodo. Ogni nurico vene a ‘o pèttene. (Tutti i nodi vengono al pettine).

NURICÙSO
: Agg. Nodoso, storto. Est.: Poco malleabile, cavilloso.

NUSCO:
Sost. Muschio. Una volta i ragazzi lo raccoglievano dal tronco degli alberi per costruire il presepe.

NUSCO:
NUSCO. Centro irpino di origine longobarda, menzionato per la prima volta nel 1093 in un documento detto Testamento di Sant’Amato. Etim.: dalla voce dialettale nusco (muschio, lichene).

NÚZZOLO:
Sost. Nocciolo. Tené no nuzzolo ncanna.

NZAGNÀ:
V. Salassare, cavare il sangue a scopo terapeutico. Nzagno, nzagnai, nzagnato.

NZALANÌ: V. rifl. Rimbambirsi, stordirsi. Me nzalanisco, me nzalanietti. Secondo un’antica credenza, ci si “insalaniva” (cioè si diventava insani e dementi). Quando si subiva il cattivo influsso della luna.

NZALANÙTO:
Agg. e sost. Demente, istupidito.

NZALÀTA:
Sost. Insalata. Est. Mescolanza di cose diverse.

NZANGOLENTà:
V. Insanguinare, sporcare di sangue. Nzangolento, nzagolentai.

NZANGOLENTATO: Agg. Sporco di sangue.

NZAPONATÓRE:
Sost. Individuo superficiale e incapace che fa le cose alla carlona.

NZAUMàTO:
Sost. e agg. Incapace, stupido. Persona poco sveglia.

NZÈMMERO:
Sost. Gergo. Un monaco aveva rubato una gallina e la portava nascosta sotto il mantello. Un suo confratello, avendo notato che s’intravedevano le zampe della bestia, gli disse cantando: “Cala la cotta, ròmine, ca se vereno li stàmpiri …” E l’altro gli rispose sempre cantando: “Faciti buono ca parlati ‘o nzèmmero: ‘o popolo è ngènnero (ingenuo) e no’ comprenne!”.

NZENGÀ:
V. Insegnare, indicare. Nzéngo, nzengai, nzengato.

NZENGÀLE:
Sost. Segnale, indicazione.

NZEPPOLÀ:
V. Friggere dei pezzetti di baccalà avvolti nella pastella. Pietanza di rito della Vigilia di Natale. Nzeppolo, nzeppolai, nzeppolato.

NZERRÀ: V. Serrare, rinchiudere. Nzerro, nzerrai. Quanno Dio nzerra na porta, apre no portone.
: Agg. Chiuso, serrato. – Porta nzerrata.

NZERTÀ (NZETÀ):
V. Fare un innesto. Nzerto, nzertai, nzertato.Nzertà no milo. Etim.: dallo spagn. “ensartar”.

NZèRTA:
Sost. Filza, treccia. Na nzerta r’agghi, na nzerta re riaulilli.

NZIERTO:
Sost. Innesto. Virgulto inserito su un’altra pianta per migliorare o variare la qualità del frutto. A San Biase ogni nzierto trase.

NZINO:
Avv. In seno, in grembo. Puozzi stà nzino a l’angili! Etim.: dal latino “In sinu”.

NZIPITIÀ:
V. Fare lo stupido, dire cose senza senso. Nzepetéo, nzipitiai.

NZIPPÀ:
V. Infilare, incuneare. Nzippo, nzippai, nzippato. Nzìppiti ‘a lengua nculo (Non parlare!). – Addò s’arriva se nzippa ‘o palo! (Si fa quello che si può). – Nzippà ‘o tacchero int’a no pirtuso. (Compiacersi per il comportamento positivo, del tutto inaspettato, di qualcuno).

NZIPPàTO:
Agg. Infilato. - 2) Deluso, senza parole. – Qiro è rimanuto zippato.

NZìRIA:
Sost. Capriccio, voglia. Desiderio di qualche cosa.

NZISTO:
Agg. Vispo, sveglio, di intelligenza pronta e vivace.

NZIVÀ:
V. Ungere, sporcare di grasso. Nzivo, nzivai.
àto: Agg. Unto, sporco. – Tiano nzivato.

NZIVùSO (f. NZIVOSA): Agg. e sost. Persona trasandata e poco pulita.

NZOCCHERÈ:
Loc. avv. Non so bene che cosa. Qualunque cosa.

NZÓGNA:
Sost. Sugna, grasso di maiale. Una volta veniva conservato nella vescica dell’animale ed era usato come condimento quotidiano. Spangielli, tommacelle, sausicchie rint’ ‘a nzogna. - Quanno se sente ‘a zampogna è tiempo re fà ‘a nzogna. (Quando si avvicinano le feste di Natale alcuni contadini già iniziano ad ammazzare il maiale).

NZORÀ:
V. Prendere moglie, sposarsi. Me nzoro, me nzorai. - Quanno te nzuri se trova sanato (Si diceva ai bambini quando piangevano per un piccolo graffio). Prov.: – Chi nasce è bello, chi se nzora è buono, chi more è santo. - In passato, chi si sposava incaricava un parente o un amico fidato di non far avvicinare nessuno, durante la cerimonia nuziale, alla fonte dell’acqua benedetta per impedire delle fatture che avrebbero reso impotente lo sposo. – A mezzanotte se nzorào Catiello (Si dice di chi fa una cosa fuori tempo e senza rispettare le regole). – Etim.: dal tardo latino “(in)uxorâre”

NZORàTO:
Agg. Sposato, ammogliato. – ‘O prim’anno nzoràto malato o carcerato.

NZORCÀ:
V. Camminare a testa bassa, tirare avanti. Nzórco, nzorcai, nzorcato.

NZUA NZUA:
Loc. avv. Lentamente. Murì nzua nzua.

NZUCCÀ
: V. Umiliare, mortificare. Nzucco, nzuccai, nzuccato. – 2) Bloccarsi di qualcosa in gola: M’è nzuccato ‘o veccóne nganna.

NZUCCùSO: Agg. 1) Pignolo, puntiglioso. – 2) Difficile da inghiottire.

NZUGGHIÀ
: V. Cucire con la lesina (sugghia). Nzugghio, nzugghiai, nzugghiato.

NZURDÀ:
V. Insultare, offendere, molestare. Nzurdo, nzurdai, nzurdato. Prov.: No’ nzurdà i cani ca ròrmeno. (Quieta non movere…).

NZURFÀ:
V. Cospargere le viti di zolfo col mantice. – 2) Eccitare gli animi. Aizzare. Nzurfo, nzurfai, nzurfato.

NZURFATùRO:
Sost. Attrezzo domestico completamente scomparso. Serviva per spruzzare un potente (e pericoloso) insetticida: il D.D.T. contro le pulci che infestavano i letti.

NZURFùSO:
Agg. e sost. Individuo irascibile, polemico e bisbetico.






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