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LETTERA M

L-M-N

M


‘M:
Prep. In. Davanti alle parole che iniziano per b, p, n, la preposizione si tramuta in m e si accorpa alla parola che segue (in petto = mpietto – In braccio = mbrazza – in mano = mmano).

MACCARONàRO:
Sost. Chi fabbrica o vende maccheroni. – 2) Persona ghiotta di pastasciutta.

MACCARÓNE:
Sost. Credulone, sempliciotto.

MACCARùNI:
Sost. Pasta alimentare di grano duro. Maccaruni c’ ‘o latto.: piatto tradizionale del giorno dell’Ascensione a base di tagliatelle casarecce (làene) cotte nel latte e condite con zucchero e scorza di limone. In questo giorno i contadini non vendevano il latte ma lo regalavano ai parenti e agli amici che non possedevano una mucca affinché potessero cucinare questa pietanza di rito. Maccaruni ‘e zita, “maccheroni della sposa”, detti così perché un tempo venivano mangiati nel banchetto nuziale che si teneva nella casa dello sposo. Prov.: E chiacchiere vanno a ‘o viento e i maccaruni régneno ‘a panza. – Quanno songo sicuri sicuri se ne fùeno i maccaruni ‘a rinto ‘o piatto. (A questo mondo non si può essere sicuri di nulla). Loc.: Mmità a carne e maccaruni (invitare a nozze). Etim.: dal latino “maccus”.

MACCATùRO:
Sost. Fazzoletto per pulirsi il naso. – 2) Pezzo di stoffa quadrato, generalmente di color nero, usato come copricapo dalle donne anziane di una volta. – Prov.: Chi è parente r’ ‘a coppola va p’ ‘a casa e ntroppeca; chi è parente r’ ‘o maccaturo va p’ ‘a casa e stà sicuro. (I parenti del marito sono meno graditi di quelli della moglie). – È muorto quiro ca venneva i maccaturi e non ce sciosciàmo chiù ‘o naso? (La vita continua e nessuno è insostituibile).Etim.: dal catalano “Mocador”, oppure dal lat. “Muccus” (moccio). Etim.: dallo spagnolo “mocador”.

MACCHIONE:
Sost. Toponimo montefalcionese.

MAÉSE:
Sost. Maggese, terreno tenuto temporaneamente a riposo. Maggiatico. Etim.: dal mese di maggio.

MÀFERO:
Sost. Tappo della botte. – 2) Ano.

MAGGHIÈ:
Inter. È meglio, va bene così. Ben ti sta!

MàGGHIO:
Sost. Maglio. Martello di legno grosso e pesante. Mazzuolo. Loc.: Si’ na capo re magghio (hai la testa dura). Etim.: dal latino mall?us (martello).

MAGGHIùLO (MAGLIùLO):
Sost. Spighe di grano sparse sull’aia per essere trebbiate con gli auilli (v.).

MAIàNO:
Sost. Mago, stregone, guaritore.

MALADDIRIZZO:
Sost. Situazione critica. Malaparata.

MALAMENTE:
Agg. Cattivo, nocivo. – 2) Sost. Persona malvagia. – Chi è malamente rice male ‘e tutti quanta.

MALAPASQUA:
Sost. Sciagura, disgrazia. ‘A Malapasqua ca te vatte! (Che ti possa cogliere una disgrazia, una cattiva Pasqua).

MALATìA:
Sost. Malattia. – Malatìa re femmena e zuppichià re cane oi rutti e dimani sani. – ‘A malatìa mia a tengo rint’ ‘a sacca. (è detto da chi si trova sempre a corto di denaro).

MALAÙRIO:
Sost. Cattivo augurio, malaugurio. Era considerato segno di cattivo augurio versare l’olio, rompere uno specchio, orinare rivolti verso la luna, rovesciare il sale, incontrare un gatto nero, dormire con la finestra aperta, sognare un prete …

MALAZZIONE:
Sost. Cattiva azione. Offesa.

MALEFATICATòRE:
Sost. Ozioso, cattivo lavoratore. Prov.: A ‘o malefaticatore ogni zappata è no relore.

MALELéNGUA:
Sost. Persona maldicente e pettegola. Diffamatore.

MALEPAIATòRE:
Agg. e sost. Cattivo pagatore. Moroso, insolvente.

MALEPARàTA:
Sost. Situazione rischiosa e imbarazzante.

MALEPASSO:
Sost. Strada dissestata, angusta e poco sicura. Luogo pericoloso e malfamato che incute paura.

MALEPATùTO:
Sost. e agg. Malaticcio, sofferente, che ha sopportato enormi privazioni.

MALEPENZàNTE:
Agg. e sost. Sospettoso, diffidente. Maligno.

MALÈREVA:
Sost. Erbaccia. – 2) Persona cattiva. ‘A malereva non secca mai (la cattiveria non muore mai).

MALESIRIVìZZIO:
Sost. Monelleria, marachella.

MALIRìCE:
V. Maledire. Malirìco, maliriciètti.
: Agg. Maledetto.

MALIRIZZIòNE: Sost. Maledizione, imprecazione. Anatema. Puozzi ì casa casa (a chiedere l’elemosina). – Te pozzeno scannà ncoppa ‘o sicchione! (come il maiale). - Puozzi crepà. – Non puozzi tornà a càseta! (Che tu possa morire lontano dalla tua famiglia). – Te pozza caré ‘a casa ncuollo. – Puozzi cresce tanto ca non può trasì rint’a nisciuna porta! – Puozzi murì re sàpeto, re subito e senza preote! – Puozzi murì acciso! - Te pòzzeno mbenne! - Te pòzzeno sparà mmiezz’ ‘e cosce! - Te pozza caré a cogghia! – Puozzi murì cacanno! – Te puozzi addorme na vota pe’ sempe! – Puozzi squagghià come ‘a neve re marzo! – Non puozzi trovà no lietto pe’ dorme! – ‘O Pataterno te pozza stutà ‘o sole! - Puozzi avé no figghio struppiato! – Puozzi avé ‘a sciorta ‘e Maria Abbrenna! (Maria di Brienne, moglie di Ladislao di Durazzo, fu molto infelice e sfortunata). – Te puozzi sazzià re terra ‘e camposanto! (Si dice a persona avida e molto attaccata ai beni terreni). – Te pòzzeno mangià li cani! – Mannaggia quera morte ca non te vere! (Sia maledetta la morte che non si decide a portarti via). – Puozzi ascì co li pieri annanzi! (Che tu possa morire. I defunti venivano portati fuori dalla loro camera con i piedi rivolti verso la porta). – Puozzi passà p’ ‘a Pratola! (Anticamente gli abitanti di questo paese godevano fama di persone inaffidabili e pericolose. Inoltre i condannati a scontare la loro pena nel famigerato carcere di Montefusco dovevano passare per questo paese ). – Te puozzi rompe ‘a noce r’ ‘o cuollo! – Puozzi rancecà terra! – Puozzi murì senza Sacramenti! – Te pozzeno trovà stiso crammatina! – Puozzi fa’ ‘e mmano com’a i pieri! – Mannaggia chi te sona ‘e campane a muorto! – Te pozza ascì pe’ l’uocchi. – Non te puozzi mai accogghie! – Te pozza seccà la lengua! – Puozzi cacà fili re fierro! – Puozzi cacà p’ ‘a vocca! – Puozzi piscià sango! – Puozzi campà cient’anni senza mai ì re cuorpo!

MALÒMO:
Sost. Uomo malvagio, poco raccomandabile.

MALUOCCHIO:
Sost. Malocchio, iettatura.

MAMMàNA:
Sost. Ostetrica, levatrice. In passato, in paese la “mammana” era una figura che godeva di grande considerazione perché si partoriva nelle abitazioni private mentre oggi non esiste donna che non partorisca in ospedale e pertanto non c’è bambino che risulti nato a Montefalcione.

MAMMANONNA:
Sost. Ava. Est.: Madre che partorisce in età non più giovanissima (epiteto scherzoso).

MAMMARÙLO:
Sost. Chi è legato morbosamente alla madre. Mammone.

MÀMMETA:
Sost. Tua madre. Loc.: Parla come t’ha fatto mammeta! – È megghio ca mammeta t’accire ca ‘o sole re marzo te coce! (Secondo un’antica credenza, esporsi al sole di marzo arrecava un gravissimo danno alla salute).

MAMÒZIO:
Sost. Cretino, allocco. Persona goffa e rozza.

MANCANZA:
Sost. Fase lunare. Periodo di tempo che intercorre tra il plenilunio e il novilunio. I contadini ammazzavano il maiale sempre in periodo di mancanza e il vino, per diventare spumante o per conservarsi bene, deve essere imbottigliato alla mancanza di marzo.

MANCÌMA:
Sost. Mangime. Alimento per gli animali.

MANCINETTO:
Sost. Bambino che scrive con la mano sinistra.

MANÉSE (A):
Loc. avv. A portata di mano.

MANGEDDÙORMI:
Sost. ant. Fannullone, ozioso.

MANGIATÓRA:
Sost. Mangiatoia. Tené ‘a mangiatora vascia. (Vivere nell’abbondanza).

MANIÀ:
V. Palpare, maneggiare. Trafficare, amministrare. Manéo, maniai, maniato. – Chi manéa ‘a rrobba ‘e lati non resta mai riuno.

MANIàTA:
Sost. Palpata, toccata. – 2) Gruppo di persone ambigue e poco raccomandabili. – Na maniata re fitienti.

MANICAOZATESE:
Sost. Abitante di Manocalzati.

MANICAOZàTI:
Sost. Manocalzati, paese distante circa 7 km da Montefalcione. Molto nota è la festa patronale (S. Marco Evangelista) del 25 aprile. Etim.: prob. da “Male calvati” (poco spogli, e quindi rigogliosi, con riferimento agli alberi e alla vegetazione circostanti).

MANNÀ:
V. Mandare. Manno, mannai, mannato. - Chi vole va e chi non bòle manna. – Manna ‘o criaturo pe’ accattà no chilo re tozzolabancone. (Liberarsi con un pretesto qualsiasi di una persona inopportuna).

MANNàGGIA:
Inter. Malanno abbia (malann’aggia). Imprecazione che, seguita da un nome sacro, è considerata una bestemmia. Per questo motivo la parola, spesso, è accompagnata da un vocabolo che non ha un preciso significato (Santo Nienti, Santo Mittabbeve, ecc.) oppure da: riaolo, remonio, nimico, inferno, miseria. – Loc.: Mannaggia chi te portao a lo vattiaturo! – Mannaggia chi t’è bivo. – Mannaggia ‘a capo toia! – Etim.: dal lat. “Male habeat!”.

MANNARÌNOLO:
Sost. ant. Mandarino.

MANTA:
Sost. Pesante coperta imbottita di lana, usata d’inverno nelle gelide case di un tempo prive di riscaldamento.

MÀNTECE:
Sost. Mantice, attrezzo usato dai contadini “pe’ nzurfà ‘e biti” (cospargere le viti di polvere di zolfo per evitare malattie e parassiti.

MANTICIÀ:
V. Lavorare con il mantice. – 2) Respirare con affanno. Brontolare. Mantecéo, manticiai, manticiato.

MANTISINIELLO: Sost. Ruffiano, adulatore. Individuo senza carattere né dignità.

MANTISìNO:
Sost. Grembiule (spec. delle cameriere).

MANTRILLO:
Sost. Recinto di legno in cui dorme il maiale.

MÀOTA:
Sost. Malta. Impasto di sabbia e calce per costruire.

MAOTÓNE:
Sost. Mattone. – 2) Persona noiosa e pesante - Patre Maotóne (si dice di chi è pigro e amante delle comodità).

MAPPATA:
Sost. Tovaglia annodata per le nocche contenente cibi e vivande. Fagotto. Dim.: MAPPATELLA.

MAPPÌNA:
Sost. Straccio vecchio. Oggetto di nessun valore.

MAPPUCIÀ:
V. Spiegazzare, maltrattare, trattare come una mappina. Mappocéo, mappuciai.

Mappuciato:
Agg. Maltrattato, spiegazzato.
ÀNGOLO: Sost. Ragno. Loc.: Vottà ‘o maràngolo (tendere una trappola, rubare).

MARAVEGGHIA:
Sost. Meraviglia. – Che maravegghia! (Quale sorpresa!).

MARCòFFIO:
Sost. Individuo goffo e pittoresco. – 2) Volto umano che, secondo la credenza popolare, era raffigurato nella faccia della luna piena.

MARENàRO:
Sost. Marinaio. ‘O buono marenaro a l’onna se vere.

MARèNNA:
Sost. Merenda. Pasto leggero, per lo più di pane e companatico, che si consuma nel pomeriggio tra il pranzo e la cena. Un tempo veniva offerto ai braccianti prima della conclusione della giornata lavorativa.

MARINIELLI:
Sost. Località montefalcionese.

MARÌTIMO, MARÌTITO:
Sost. Mio marito, tuo marito. – Tardi se fà e maritimo non s’atterra. (Il tempo passa e i problemi non si risolvono).

MARIUOLìGGIO:
Sost. Ruberia, disonestà. Re mariuoliggio e pottaniggio è chiena ‘a facci r’ ‘a terra.

MARIUòLO:
Sost. Ladro. Mariuoli e carbinieri (gioco di ragazzi: guardie e ladri). – Si ‘o Pataterno non perdona a mariuoli e a pottane mparaviso ce pote appenne ‘e purmarole! - Ncopp’ ‘a sto munno, si lievi pottane, fessa e mariuoli, non ce resta cchiù nisciuno. – Chi è mariuolo se sente sempe arrobbato. (Teme infatti che tutti siano ladri come lui).Dim.: MARIUONCIELLO: Ladruncolo, detto spec. di ragazzo, anche in tono scherzoso.

MARIVìZZO:
Sost. Tordo. – Prov.: A Sant’Andrea (30 novembre) ‘a quagghia e ‘o marivizzo vene. – Etim.: dal lat. “malviceus” color malva. Di questo colore, infatti, sono picchiettate le uova di quest’uccello.
MÀRMERO: Sost. ant. Marmo. Etim.: dal greco “marmacos”.

MARMETTA:
Sost. Mattonella, piastrella.

MARMORàRO:
Sost. Chi vende o lavora il marmo.

MàRMORE:
Località di Montefalcione.

MARO:
Sost. ant: Infelice, disgraziato. Prov.: Maro chi more e paraviso non vere, ca a chi resta quà Dio provére. – Maro a chi stà soggetto. – Maro a chi care e va cercanno aiuto. – “Maro me ca non ce vero!” (diceva un finto cieco scegliendo dal piatto di portata i pezzi di carne migliori); “Maro me ca vero e crepo!” (rispondeva il suo compagno di tavolo che restava a bocca asciutta). Etim.: Male a me.

MARòNNA:
Sost. Madonna, la Madre di Dio. – Maronna r’ ‘o Càrmene. – Maronna r’ ‘a Saletta. (Vergine apparsa a due ragazzi a La Salette, in Francia, nel 1846). – Te fazzo chiamà ‘a Maronna r’ ‘e gramegne! (Ti faccio vedere i sorci verdi!).

MARRASÌCA:
Sost. Creatura mostruosa e fantastica che secondo antiche leggende, abitava nel fondo dei pozzi e delle pischère (v.). “Non t’abbicinà ‘a ‘o puzzo ca’ esce ‘a marrasica!” si diceva ai bambini per tenerli lontani da un luogo pericoloso).

MARRÙCA:
Sost. Chiocciola. Tené ‘a capo com’a no cisto ‘e marruche. (Essere cornuti). Dim.: MARRUCHELLA.

MARTAGLIATI:
Sost. Maccheroni simili a delle grosse e larghe penne.

MARTIELLO:
Sost. Martello. - Etim.: dal tardo latino “martellu(m)”.

MARTIRÌ:
Sost. Martedì. Etim.: giorno dedicato a Marte.

MARZANO:
Sost. Marzano di Nola, comune irpino menzionato per la prima volta nel 1324. Etim.: dal nome latino “marcianus”.
MARZàTICO: Agg. Del mese di marzo. Prov.: Pasqua marzatica o murìa o famàteca (Secondo i nostri avi, quando Pasqua cadeva nel mese di marzo era apportatrice di epidemie e di carestie).

MARZO:
Sost. Il vocabolo è inserito perché ha dato origine a numerosi proverbi paesani: Si marzo ngrogna te fà caré l’ogna. – Si marzo non marzéa, abbrile male penza. – Si marzo ngrifa te fà levà ‘a cammisa. – Si non buò tené ‘a votte sciattàta a marzo he’ fa’ na bona putata. – Marzo cugghiuniao puro a la mamma. – Quanno a marzo trona l’annata sarrà bona. – Quanno marzo ‘o bole fà puro i puorci fa’ mbruscinà. – ‘A neve re marzo non fa’ male ma quera r’abbrile te leva pane e vino. – Marzo i buoni ‘e zocotèa e i zucutiati s’ ‘e carréa! – Marzo è paccio. – Puozzi squagghià com’ ‘a neve ‘e marzo!

MARZùLLO:
Sost. Piccola fascia che, per una superstizione ormai dimenticata, si metteva attorno al polso per proteggersi dal sole di marzo.

MASCATùRA:
Sost. Serratura, chiavistello.

MASCÌNA:
Sost. Vecchio grammofono a manovella.

MASCO (MASCHETTO):
Sost. Arnese rudimentale costituito da due pezzi di ferro tenuti insieme da uno spago. Il pezzo più grande era provvisto da un buco al centro in cui si metteva della polvere esplosiva (potassa) e si faceva scorrere l’altro pezzo a modo di pistone (chiovetto). Con un colpo violento contro un muro si otteneva un botto più o meno fragoroso. Era usato dai ragazzi durante le festività natalizie.

MASCOLèGNA:
Sost. e agg. Donna rude, dai tratti virili.

MàSCOLO:
Sost. agg. Maschio. Loc.: Sto vino è mascolo! (è forte, corposo). – ‘E parole so’ femmene e i fatti so’ mascoli. – Co’ l’aiuto r’ ‘o buono vicino facìo ‘o mascolo Carulina. (Quando si possiedono i mezzi adeguati tutto può diventare possibile).

MASONàRO:
Sost. Pollaio al chiuso in cui le galline trascorrono la notte. Etim.: dal lat. “Mansio” (abitazione) o dal francese “maison” (casa).

MASSARÌA:
Sost. Casa rurale con podere annesso. Masseria. Cane ‘e massaria (che abbaia solo da lontano). – Prov.: Vale chiù na facci tosta re na massaria.

MASSARIàRO:
Sost. Abitante della masseria. Così era denominato con malcelato disprezzo chi abitava in campagna. – Est.: Persona rozza e poco socievole.

MASTIRàSCIO:
Sost. Maestro d’ascia. Falegname.

MAST’ ‘E FESTA:
Sost. Membro di un Comitato per la realizzazione di una festa patronale.

MASTO:
Sost. Artigiano, proprietario di bottega che teneva giovani apprendisti (riscibbuli). – 2) Muratore scelto e provetto. Prov.: ‘O masto è masto ma ‘o patrone è capomasto. – ‘O megghio masto è quiro ca porta i sordi ‘a casa. – Nisciuno se po’ fa masto. – Non mparà masto a chi non è figghio re masto.

MASTRILLO (MASTRIELLO):
Sost. Gabbia, trappola per catturare i topi. Prov.: Chi se fà masto care int’ ‘o mastriello. (Anche i maestri commettono errori). Etim.: dal tardo latino “mastric?la”.

MATARàZZO:
Sost. Materasso.

MATìNA:
Sost. Mattino. Loc.: Re prima matina (Di buon mattino). – Ogni matina se fà sera (Tutto passa, tutto arriva alla sua fine).

MATRÉA:
Sost. Matrigna (la mia, la tua matrigna). Puozzi sta’ nnanzi a na matréa.

MATREEMA:
Sost.: la mia matrigna.

MATREETA:
Sost. La tua matrigna.

MATRèLLA:
Sost. Madia, contenitore di legno per il pane.

MATRIÀLE:
Agg. Rozzo, manesco.

MÀTTOLO:
Sost. Mazzetto di spighe raccolte spigolando.

MATUTìNO:
Sost. Suono di campana all’alba. Mattutino.

MAZZIÀ:
V. Bastonare, picchiare. Mazzéo, mazziai, mazziato.

MAZZIATA:
Sost. Bastonatura, detta anche paliata. Accr.: MAZZIATONE.

MAZZICARIELLO:
Sost. Lippa. Gioco dei bambini ormai completamente scomparso. Si effettuava colpendo a volo con una mazza, un pezzetto di legno: vinceva chi faceva il lancio più lungo.

MAZZO:
Sost. volg. Culo, deretano. Tené ‘o mazzo (Essere molto fortunato). Etim.: Secondo il Dascoli, dal latino “mat?a” (intestino).

MAZZÒLA:
Sost. Mazzuolo. Martello usato dagli scalpellini.

MAZZOMAURIELLO (MARZOMAURIELLO):
Sost. Specie di gnomo o di folletto che, secondo antiche fantasie, girava per la casa senza essere visto. Dormiva nelle stalle, faceva amicizia con le bestie; se si affezionava alla famiglia che l’ospitava, faceva in modo che questa si arricchisse in breve tempo. In compenso, non pretendeva che un paio di scarpe nuove quando aveva consumato quelle che calzava. Era vestito di rosso con un grosso cappuccio appuntito e quando si riteneva offeso faceva terribili dispetti. Etim.: dallo spagnolo “matamoros”.

MBACCIO:
Sost. Oggetto vecchio di nessun valore. Al pl. MBACCI: Mobilia scalcagnata da quattro soldi.

MBICÀ:
V. Sporcare. Mbico, mbicai.
MBICATO: Agg. Usato, sporcato.

MBIZZICÀ: V. Incollare, appiccicare. Mbizzico, mbizzicai. – 2) Indugiare, attardarsi: Addò sì mbizzicato? – Prov.: I sordi mbizzicheno puro mmano a i Santi. (Il denaro esercita un fascino al quale nessuno sa resistere).

MBIZZICàTO:
Agg. e sost. Inappetente. Che mangia poco e di malavoglia.

MBòSTA:
Sost. Spuntino. Tramezzino.

MBRELLàRO:
Sost. Ombrellaio. ‘A sciorta r’ ‘o mbrellaro è quanno chiove fino fino.

MBRèLLO:
Sost. Ombrello. Prov.: Quanno èsceno ‘e lesse novelle, acconziti ‘e scarpe e accattiti ‘o mbrello. – ‘O fessa ca tene ‘o mbrello, quanno chiove, ‘o porta mzerrato. – ‘O mbrello è com’a cierti amici: quanno vene a chiove non ‘e truovi mai. – Loc.: Si na capo re mbrello!. - Dim.: MBRELLINO. È no mbrellino ‘e seta! (È un cicisbeo).

MBRIACÀ:
V. Ubriacare, ubriacarsi. Me mbriaco, me mbriacài, mbriacato. Prov.: Quanno uno s’adda mbriacà è megghio ca se mbriaca c’ ‘o vino buono.

MBRIACHìA:
Sost. Ubriachezza.

MBRIACO:
Sost. agg. Ubriaco. Accr. MBRIACONE.

MBRILLUCCÀ:
V. rifl. Ingioiellarsi, vestirsi in modo raffinato e molto appariscente. Me mbrillucco, me mbrilluccai, mbrilluccato.

MBROGGHIÀ:
V. Imbrogliare, raggirare. Mbrogghio, mbrogghi. – 2) Mescolare. - Rifl. Confondersi.

MBROGGHIATO:
Agg. Imbrogliato. Mescolato. Guastato: ‘0 tiempo s’è mbrogghiato.

MBROGGHIÓNE: Sost. Truffatore, baro. Imbroglione.

MBROSÀ:
V. Truffare, raggirare. Mbròso, mbrosai, mbrosato.

MBROSATÓRE:
Sost. Ingannatore, truffatore.

MBROSATùRA:
Sost. Inganno, truffa, raggiro.

MBRUCIGGHIO:
Sost. Disordine, confusione. Sporcizia.

MBRUOGGHIO:
Sost. Imbroglio, inganno, beffa. – ‘A vita è tutta no mbruogghio.

MBRUSCINÀ:
V. Sporcare qualcosa strofinandola oppure rotolandola per terra. Mbruscìno, mbruscinài. Etim.: dal latino parlato: “proscinare” (prostrarsi a terra baciandola in atto di ossequio).

MBRUSCINàTO:
Agg. Sporcato, macchiato.

MEGGHIO:
Avv. Meglio. Prov.: Megghio sulo ca mal’accompagnato. – Megghio l’uovo oi re ‘a iallina rimani. – Megghio no mal’accordo re na caosa vénta. – ‘A megghio parola è quera ca non se rice. – È megghio esse curnuto ca fessa. (L’imbecille si fa conoscere dovunque va, mentre chi è becco è conosciuto come tale soltanto nel suo ambiente).

MÈLE:
Sost. Miele. Prov.: Facci re mèle, core re fèle. (L’apparenza inganna). ‘O mmèle non è fatto p’ ‘i ciucci. (Le cose belle non sono apprezzate da tutti).

MÈLECA:
Sost. Saggina. Pianta con cui si costruivano le scope.

MELOGNANA:
Sost. Melanzana. Melognana chiena (con carne tritata o tonno sott’olio, uova e mollica di pane). Melognana nturtiera, a fungitielli, ndorata e fritta. – 2) Livido, macchia bluastra sulla pelle. Etim.: dall’arabo “badingiân”.

MELONÀRO:
Sost. Venditore di meloni.

MELONESSA:
Sost. Grossa anguria di forma oblunga.

MENÀ:
V. Buttare. Menà i maccaruni - Loc.: È l’aria ca’ ‘o mena! (È colpa dell’atmosfera, del clima che si è creato.

MENAMÓ:
Loc. avv. Lascia stare … non esagerare.

MENESTA:
Sost. Verdura cotta, spesso impastata con la focaccia (pizza) di granoturco. Menesta co ‘a pizza. – Menesta asciatizza (con verdure che nascono spontaneamente nei campi a “cotezze”).Menesta co ‘a pignàta (condita con cotica, pezzente e “spangiello re puorco” stufati “int’o pignatiello). Prov.: O te mangi sta menesta o te vutti p’ ‘a finesta …

MENESTRARO:
Sost. Verduraio, erbivendolo. A Montefalcione, gli avellinesi erano detti “menestrari”.

MENNA: Sost Mammella. Loc.: Zucà ancora ‘a menna. (Essere ancora bambini, non avere nessuna esperienza). – Criaturo re menna (poppante). – Levà ‘a menna (svezzare il bambino). – Etim.: dal latino parlato “minna”.

MÈNOLA:
Sost. Confetto. Dim.: MINULILLO. Etim.: da mandorla.

MENTÓNE:
Sost. Mucchio. Cumulo di paglia, fieno, ecc. Etim.: dallo spagnolo “monton” (mucchio).

MÈOZA:
Sost. Milza. Etim.: dal catalano “mélza” (milza).

MÈRCO:
Sost. Cicatrice. Sfregio.

MERCOGGHIANO:
Sost. Mercogliano, comune irpino di origini antichissime risalenti all’età imperiale romana. Nel 1192 risultano signori del luogo Torgisio e Goffredo di Montefalcione. Etim.: dal lat. “Mercurianum”, trasformato foneticamente in Mercogliano.

MERCORELLA: Sost. Erba per animali, dalle proprietà lassative.

MERDÀRO:
Sost. Persona ripugnante, gretta e meschina. In tempi lontani, chi andava in giro a raccogliere escrementi umani da destinare alla concimazione dei campi.

MESÀLE:
Sost. Tovaglia che si stende sulla tavola. Etim.: da “mensale”, relativo alla mensa.

MÈTA:
Sost. Grosso e alto mucchio di paglia costruito attorno a un palo infisso nel terreno.

MÈTE:
V. Mietere. Meto, mitietti, mituto. Zinghiri a mète (Persone completamente inadatte a svolgere un determinato compito).

METèNNA:
Sost. Mietitura. È tiempo re metenna.

MéTTE:
V. Mettere, apparecchiare: Mette ‘a tavola (Apparecchiare la mensa). – Metto, mittietti, mittuto. - Mette carne a coce. (Aizzare). – Mette ‘mponta a no palo! (Esporre qualcuno al pubblico ludibrio). – Mette na bona parola. – Mette ‘a mano ncoppa ‘o fuoco. (Avere una fiducia illimitata). – Mette ‘e mmano nnanzi. (Tentare di prevenire gli eventi). – Mette ‘a lengua int’ ‘o pulito (Parlare in modo ricercato e difficile). – Prov.: Mittiti co chi è megghio ‘e te e fanci ‘e spese.

MEZZETTO:
Sost. Contenitore di legno per il grano. – 2) Unità di misura di capacità per cereali o legumi (20-25 kg). – 1 mezzetto era composto da 12 misure; 2 mezzetti costituivano “no tùmmolo” (1 tomolo) e 3 tomoli erano 1 sacco.

MICÀTO:
Agg. e pron. Qualche altro. (F. MICàTA. Pl. m. micàti. Pl. f. micate.

MICIA (Dim. MICELLA):
Sost. Gatta. “Micia, micella … frusta, frustella addò si stata?” “A lo mercato …” “Frusta a la casa!”

MICìLLO:
Sost. Gattino appena nato. – Femm. MICELLA.

MICÌRIO:
Sost. Omicidio, delitto.

MIERCURÌ:
Sost. Mercoledì. Paré miercurì mmiezzo ‘a sittimana. (Si dice di persona invadente e inopportuna). Etim.: da “Mercurii die(m)”, giorno di Mercurio.

MIèRICO:
Sost. Medico. Prov.: ‘O mierico giovene regne ‘o camposanto. – Addò trase ‘o sole no’ trase ‘o mierico. – ‘O barbieri adda esse giovene e ‘o mierico adda esse viecchio. (Il barbiere deve avere vista acuta e mano ferma; il medico deve essere dotato di esperienza). – ‘A morte non se mette paura r’ ‘o mierico. (Quando è arrivata la propria ora è inutile la presenza del medico) – Masto Francisco rint’ ‘a na votata ‘e mente addeventào no mierico accellente. (Si dice ironicamente di chi, da un giorno all’altro, diventa competente ed esperto in un determinato campo).

MIEROLO (f. MèROLA):
Sost. Merlo. Sisca mierolo, ca vierno vene! (Per tutti viene il giorno della resa dei conti). – Si’ pèo re no mierolo re macchia.

MIGGHIAZZO:
Sost. Specialità gastronomica simile alla polenta. Etim.: da “miliaceus” (perché un tempo era fatto con farina di miglio).

MIGGHIURÌA:
Sost. Miglioramento. ‘A migghiuria r’ ‘a morte. (Si dice di miglioramento ingannevole che non prelude a niente di buono).
ìto: sost. Melito irpino, comune in provincia di Avellino. Appartenne ai conti di Ariano e successivamente alla famiglia Gesualdo. Etim.: dal fitonimo latino “malus” (mela).

MILO:
Sost. Melo (albero). Frutto (Pl. MÉLA). È caruto ‘o puorco ncoppa ‘e mela. – Astipati ‘o milo pe’ quanno sienti sete. (La vendetta è un piatto che si mangia freddo). – Milo annurco.

MINNìCOLO:
Sost. Ombelico. Piscià acqua santa p’ ‘o minnìcolo. (Godere fama di possedere virtù e poteri eccezionali).

MIRABBELLA:
Sost. Mirabella Eclano, centro irpino risalente all’età eneolitica (terzo millennio a.C.). Il primo nucleo abitativo fu Aeclanum sito nel territorio dell’odierno Passo di Mirabella; ai tempi dell’imperatore Adriano fu colonia romana col nome di Aelia Augusta Aeclanum. Intorno alla metà del XIV sec. assunse il nome di Mirabella al quale venne aggiunto nel 1862 l’appellativo di Eclano. Etim.: dal verbo lat. “mirare” e dal sost. “bellum”, forse perché la località fu testimone di frequenti e feroci battaglie.

MISERERE:
Sost. Strana e misteriosa malattia che si manifestava in forma acuta e faceva in passato numerose vittime specialmente tra i bambini. Molti ritengono che si trattava di appendicite o di peritonite.

MISURA:
Sost. Recipiente di legno della capacità di 1 Kg. – 2) Unità di superficie agraria equivalente a 138 m.

MISURATURO:
Sost. Rudimentale sedile di pietra nei pressi del Santuario di Montevergine sul quale i pellegrini montefalcionesi solevano sedersi per riprendere fiato durante la scalata della montagna. Secondo la credenza popolare, chi non si riusciva a sedere nella cavità del sasso, aveva peccati tanto gravi che non poteva sperare perdono dalla Madonna.

MISURIELLO:
Sost. Piccolo contenitore per la misura di liquidi o aridi.

MIZZIUORNO:
Sost. Mezzogiorno.

MMANO:
Avv. In mano, ai tempi. Prov.: Mmano a Musolino ogni casa no mulino.

MMARITÀ:
V. Sposarsi (Rifl.) - Dare in matrimonio. Prov.: Chi non fraveca e non s’ammarita nienti sape re la vita. – Chi nasce bella nasce mmaritata. (Variante: chi è bella no’ mmore zitella).

MMERECÀ:
V. Medicare. Mmèreco, mmerecài, mmerecato.

MMERESEMÀ:
V. Immedesimarsi, mettersi nei panni di un altro. Rifl. raro: Me mmerèsemo, me mmeresemai.

MMERETÀ:
V. Meritare. Mmereto (me mmereto), mmeretai (me mmeretai). Chi non azzètta no’ mmereta … Loc.: Quiro s’ ‘o mmereta.

MMESCAFRANGESCA:
Sost. Miscuglio, accozzaglia di cose eterogenee. Etim.: dal franc. “melanges” (minutaglie).

MMIEZZO:
Avv. In mezzo, al centro. – Mmiezzo a no vottavotta.

MMÌRIA:
Sost. Invidia. Prov.: Si ‘a mmiria fosse freve tutto ‘o munno stesse malato. (“So chisti tutti i sentimenti umani: / ‘a mmiria, l’egoismo, a falsità.”, ANTONIO DE CURTIS, Sarchiapone e Ludovico). – Accire cchiù ‘a mmiria re na scoppettata.

MMIRICINA:
Sost. Medicina. Loc.: Te ne puozzi accattà mmiricine! – ‘A megghio mmiricina: pìnuli re cucina e sciruppo re cantina. (Uova fresche e vino d’annata erano considerati dei toccasana per tutti i malanni).

MMIRIUSO:
Agg. Invidioso.

MMITÀ:
V. Invitare. Mmito, mmitai. mmitato. Addò non si mmitato non ce ì ca so’ mazzate.

MMUFÀ:
V. Mettere acqua nei tini e nelle botti, al tempo della vendemmia, per far chiudere o restringere qalche minuscola fessura tra le doghe. Mmufo, mmufài, mmufato.

MMUTÀ: V. rifl. Cambiarsi di biancheria. Me mmuto, me mmutai.

MMUTÀTA:
Sost. Biancheria intima pulita indossata al posto di quella sporca. In tempi lontani, caratterizzati da miseria e ignoranza, ci si cambiava piuttosto raramente.

MMUTTÀ:
V. Travasare il vino dai tini alle botti. Mmutto, mmuttai, mmuttato.

MÒ:
Avv. Adesso, ora. – 2) Inter. Dammi … su …

MOFALANNO:
Loc. avv. Un anno fa. L’anno scorso.

MOGGHIERE:
Sost. Moglie. MOGGHIEREMA (mia moglie). MOGGHIERETA (tua moglie). Prov.: ‘A mogghiere è miezzo pane. – ‘A mogghiere è confessore ‘e notte. – Na mogghiere brutta è pèo ‘e no rebbito. – ‘A mogghiere r’ ‘o mariuolo non sempe sciala e rire. – ‘A mogghiere ‘e l’ati è sempre cchiù bona. (L’erba del vicino è sempre più verde. – La gallina del vicino pare un’oca). – Uno se sparagna ‘a mogghiere rint’ ‘o lietto e l’ati s’a fòtteno arreto ‘e sòpale. (Si dice di chi fa grossi sacrifici dei quali poi qualche altro gode i frutti). Etim.: dal lat. “mulier” (donna).

MOLA:
Sost. Molare. Prov.: Relóre ‘e mola relóre ‘e core. (Il mal di denti è tremendo). Ruota di pietra per affilare le lame di vari attrezzi. Etim.: dallo spagnolo “muela” (macina).

MOMÀNI:
Avv. Stamattina.

MÒNECA:
Sost. Suora. Monaca. Prov.: Moneca ‘e casa riaolo ca’ esce e trase, moneca ‘e convento riaolo ogni momento. – ‘A moneca re Casale muscio no’ le piaceva e tuosto le faceva male. (Si dice di chi è incontentabile). – Risse ‘a moneca re Sant’Anna: “Ra coppa i panni non fà danno”; rispunnìo ‘a moneca ‘e Santa Rosa: “Ra sotta i panni fà quaccosa”. – ‘A moneca re Sant’Austino mittìo doe capo ncoppa no cuscino. – ‘O miracolo ‘e suor Agnesa: era moneca e pisciava! (Si dice quando si vuol far passare per un fatto miracoloso quello che è perfettamente logico e naturale). – ‘E perete r’ ‘e moneche addorano ‘e ncienzo. (Le volgarità di chi è ricco e potente non danno mai fastidio).

MòNECO:
Sost. Monaco, frate. Prov.: ‘O moneco tene no razzo luongo e n’ato curto. (Lungo quando deve avere e corto quando deve dare). – ‘O moneco sciala e ‘o convento paia. – Addo’ stà ‘o moneco Vubbisco non ce manca mai ‘o pane frisco. (La frequentazione delle persone influenti arreca sempre qualche concreto beneficio).

MONGE:
V. Mungere. Móngo, mungietti, mungiuto.

MONGÈO:
Sost. Sporcizia, disordine. – Ssà cammera è no mongeo!

MONNÀ:
V. Sbucciare, sgusciare. Pulire. Mónno, monnai. Monnà i salici. – Monnà ‘e patane. – Volé ‘o cocco monnato e buono. (Volere la pappa bella e pronta).
àto: Agg. Sbucciato, pulito.

MONNEZZàRO: Sost. Immondezzaio. Discarica.

MONNEZZE:
Sost. Immondizia. ì a ghiettà ‘a monnezze.

MONTAPIERTO:
Sost. Montaperto, frazione di Montemiletto. Il 20 settembre vi si celebra la festa di sant’Eustachio (sant’Aostàsio).

MONTAUTO:
Sost. Montaguto, comune irpino sito su un alto sperone roccioso da cui il nome “mons acutus” .

MONTECARVO:
Sost. Montecalvo, comune della provincia dia Avellino; nel 1862 ha aggiunto al nome l’aggettivo irpino. Etim.: da “mons calvus” per la scarsa vegetazione del territorio.

MONTEFAOCIONE:
Sost. Comune irpino a 523 m. s.l.m. distante 13 km da Avellino. Secondo Carla Mercato, il nome deriva da Monte + Falx (falce) oppure da filex (felce). Secondo altri ha origine da Mons Falconis (Monte del falcone) oppure dalla famiglia normanna dei Montfaucon. Prima di assumere l’attuale denominazione, il toponimo ha subito diverse modificazioni: MONS FULSONIS, MONTEFALSòNE, MONTEFAZòNE, MONTEFAUCIONE, MONTEFALCIONE. Le prime notizie storiche risalgono al 1120 anno in cui le truppe di Giordano, conte di Ariano si accamparono nel castello del centro abitato. Nel 1150 ne divenne feudatario il normanno Targisio di Montfaucon alla cui dinastia appartenne, con alterne vicende, fino a Lucrezia Montefalcione che nel 1528 lo trasmise come dote, al marito Giovanni Antonio Poderico. Nel 1601 Montefalcione fu acquistato dai Conti Tocco di Montemiletto ai quali rimase fino al 1806. Il Patrono è Sant’Antonio di Padova in onore del quale, a partire dal 1688, nell’ultima domenica di agosto si tengono solenni festeggiamenti che si concludono con una famosa gara di fuochi artificiali.

MONTEFAOCIONESE (Pl. MUNTIFAUCIUNISI):
Sost. Abitante di Montefalcione.

MONTEFORTE:
Sost. Monteforte, comune irpino sito sulle pendici del monte Pizzone. Etim.: da “mons fortis” (luogo di difesa posto in alto).

MONTEFRETENE:
Sost. Montefredane, comune irpino sviluppatosi intorno a una fortezza longobarda. Le prime notizie storiche risalgono al secolo XII. Etim.: il toponimo è un composto di “Monte” e di un antroponimo di origine germanica “fridane”.

MONTEFUSCO (MONTEFUSCOLO):
Sost. Montefusco, comune irpino sorto in epoca longobarda come Castrum militare. Ospitò illustri personaggi del medioevo come i pontefici Callisto I e Onorio II e il re normanno Ruggero II. Nel 1251 fu feudo di Manfredi di Svevia. Etim.: dal latino “mons fuscus” (monte oscuro, tetro).

MONTELLA:
Sost. Montella, comune fondato dai longobardi; in un documento di Arechi II del 762 è riportata la prima attestazione del toponimo. Etim.: derivato di monte col suffisso diminutivo – ella.

MONTEMARANO: Sost. Montemarano, comune irpino distrutto dai saraceni e saccheggiato nel 1138 da Ruggero II Il Normanno; fu sede vescovile dal 1084 al 1818. Etim.: da “mons marianus” (monte mariano).

MONTOVÀ: V. Nominare, fare il nome di qualcuno. Montóvo, montovài, mentovato.

MONTEVERDE:
Sost. Monteverde, comune irpino in cui la presenza umana è attestata già dall’età del ferro. Etim.: dal lat. “mons viridis”, forse a causa della ricca vegetazione del territorio.
inferiore: Sost. Comune di origine longobarda, fece parte del Gastaldato di Mercato San Severino. Etim.: dal latino
“mons torus” (rocca di difesa).

MONTORO SUPERIORE:
Sost. Fino al 1829 è stato unito al comune limitrofo Montoro Inferiore feudale e amministrativo. Etim.: probabilmente dal latino mons aureus o mons torus.

MONTOVERGENE:
Sost. Montevergine, località famosa per il Santuario fondato nel 1124 da S. Guglielmo da Vercelli e dedicato alla Vergine (detta anche dai fedeli Mamma Schiavona). È stato una meta costante di pellegrinaggio da parte dei Montefalcionesi che un tempo vi si recavano a piedi partendo di notte.

MONZÙ:
Sost. ant. Cuoco, cuciniere. Etim.: dal francese “Monsieur”. Nei tempi andati era così denominato il cuoco della famiglia Capone.

MORRA:
Sost. Branco, gruppo di animali. Puorco ‘e fore morra (Individuo solitario, poco socievole).

MORRA:
Sost. Morra, centro irpino in cui la presenza umana risale al secolo VIII a. C. Detto Morra irpina fino al 1937 , ha poi assunto la denominazione Morra De Sanctis dal grande letterato Francesco De Sanctis che qui ebbe i natali nel 1817. Etim.: da “morro”, voce di origine preromana significante mucchio di sassi.

MORTÀLE:
Sost. Mortaio da cucina. ‘O mortale puzza sempe r’agghio.

MORZETTA:
Sost. Tenaglia, pinza.

MOSCHIANO:
Sost. Comune irpino, feudo dei Del Balzo, degli Orsini, dei San Severino, dei Pignatelli, e dei Lancillotti. Etim.: dall’antroponimo latino “musculus” più il suffisso aggettivale “anus”.

MOSCIARÌA:
Sost. Lentezza, abulia. Debolezza.

MOSÉRA:
Avv. Questa sera. Moséra fà frischetto. (Questa sera fa piuttosto fresco).

MOSSA:
Sost. Movimento, gesto: Sape fa sulo ‘a mossa, ma non paia mai. – 2) Attacco epilettico: Aieri li vinìo na’ mossa …

MOSTAZZI:
Sost. Baffi, mustacchi. – Femmina co i mostazzi, femmena co i cazzi.

MOSTAZZùTO:
Agg. Chi ha i baffi piuttosto folti. – 2) Soprannome.

MOZZECÀ:
V: Mordere. Mozzeco, mozzerai, mozzecato. Prov.: ‘O cane mozzeca ‘o strazzato. – ‘A vipera ca mozzecào a mogghierema murìo ‘e tuossico. – ‘A mosca mozzeca ‘o cavallo sicco. (Il cane morde lo stracciato). Loc.: Parlà mozzecato (Parlare tra i denti, facendo velate allusioni).

MOZZECATARO:
Agg. Detto di cane che morde. – Est. Maldicente.

MOZZONE:
Sost. Mozzicone di sigaretta, di candela. – 2) Persona di bassa statura. – Pl. MUZZUNI: Spaghetti spezzati (muzzuni ‘mbroro ).

MPAPOCCHIÀ:
V. Confondere, ingannare. Mpapocchio (Me mpapocchio), mpapocchiai (me mpapocchiai). Mpapocchia re chiàcchiere.

Mpapocchiato
: Agg. Confuso.

MPARÀ: V. Rifl. Imparare, apprendere. Mparo (Me mparo), mparai (Me mparai), mparato. Prov.: ‘A vecchia re cient’anni non voleva murì pecché se voleva mparà ancora. (Nella vita non si finisce mai di apprendere). – 2) Insegnare. Mmparà ‘a rocazzione a li figghi. (Insegnare l’educazione ai figli).

MPASTÀ:
V. Impastare. Mpasto, mpastai, mpastato. Prov.: Chi mpasta assai fà ‘o pane buono.

MPASTOCCHIÀ:
V. Impastocchiare, inventare bugie o pretesti. Mpastocchio, mpastocchiai. Mpastocchiato.

MPECHÈRA:
Agg. e sost. Donna intrigante e pettegola.

MPECIàTA:
Sost. Tovaglia plastificata e impermeabile.

MPÈNNE:
V. Impiccare, appendere. Mpènno, mpinnietti, mpiso (mpinnuto). È na bella iornata e nisciuno se penne. (Detto attribuito a un leggendario boia di Salerno che si annoiava a stare inoperoso).

MPEPàTA:
Sost. Antico piatto a base di melenzane tagliate a strisce, cotte nell’aceto e condite con olio, aglio e menta. – 2) Scherz. Strusciata di barba sul viso di un bambino.

MPERTOSÀ:
V. Nascondere in qualche buco (pirtuso). Mmpertoso (me mpertoso), mpertosai (me mpertosai). Quiro criaturo se mpertosa pe’ tutte parte. (Quel bambino si va nascondendo dappertutto).

MPERTOSàTO:
Agg. Nascosto in qualche buco (pirtuso).

MPÉTTOLA:
Loc. avv. In camicia, discinto.

MPICCIARIELLO:
Sost. Fiammifero. Est.: Ragazzo molto vivace. Persona irascibile.

MPìCCIO:
Sost. Impiccio, noia, seccatura.

MPICCIùSO:
Agg. e sost. Litigioso, cavilloso.

MPIETTO:
Avv. In petto, addosso, a carico. Mette mpietto: Intestare un bene, una proprietà. - Tata mittìo ‘a casa mpietto a mme. (oppure a pietto mio).

MPIGNA:
Sost. Specie di tomaia per scarpe, rigida e dura. Faccia re mpigna (faccia tosta, persona sfrontata e impudente).

MPISO:
Sost. e agg. Impiccato, appeso. MMaro a chi porta ‘a cammisa re lo mpiso! (Guai a chi gode di una brutta nomea).

MPONNE:
V. Caricarsi un peso sulle spalle (gli uomini) o sulla testa (le donne) per trasportarlo. Rifl. Me mponno, me mpunnietti, mpunnuto. Quann’era giovene se mponneva ‘o munno ncuollo. – ‘E femmene se ‘mpunniero ‘o cisto pe’ ghì a ‘o mercato. – Se mpunnìo ‘a regna ncapo.

MPONTA:
Avv. In punta, in alto. Sulla cima.

MPONTÀ:
V. Incontrare: Aggio mpontato a fràtito (Ho incontrato tuo fratello). – Mpónto, montai, mpontato. – 2) Fermarsi, impuntarsi: ‘O ciuccio se mpontao ncopp’ ‘a sagghiuta.

MPOSTÀ:
V. Rifl. Mettersi in prima fila, farsi notare. Me mposto, me mpostai. – 2) Esporre con fermezza le proprie ragioni: Nce l’aggio mpostata!

MPOSTATO:
Agg. Fermo, diritto, in primo piano. Stai sempe mpostato.

MPRÈNA:
V. Ingravidare. Mpreno, mprenai, mprenato. Loc.: Chi mprena co’ te non figghia mai (Si dice di persona dalla quale non ci si può mai aspettare niente di buono).

MPRENà:
V. Mpreno, mprenai, mprenato.

MPRéSA: Sost. Impresa, lavoro. È cchiù ‘a spesa c’ ‘a mpresa. (Il gioco non vale la candela). 2) Macchia di grasso.

MPRESTÀ:
V. Prestare. Mpresto, mprestai, mprestato. Prov.: Si ‘o mprestà fosse na cosa bona ognuno mprestasse ‘a mogghiere. – Chi mpresta ‘o culo nce resta. (Molto raramente si restituisce ciò che si è avuto in prestito).

MUGNANO:
Sost. Mugnano del Cardinale, comune irpino, feudo dell’Abbazia di Montevergine. La prima notizia storica risale al 1313. è entrato a far parte della provincia di Avellino con Reggio Decreto del 1863. Il cardinale della denominazione è probabilmente Giovanni d’Aragona.

MUGNATIELLI:
Sost. Interiora di agnellino lattante cucinate al sugo oppure arrostite sulla brace. - Fusilli e mugnatielli (piatto tipico di Montefalcione e paesi limitrofi).

MUNNO:
Sost. Mondo. Loc.: Ra che munno è munno. (Da quando esiste il mondo, da sempre). ‘O munno è cchiù viecchio ‘e mamma e tata. – Si ‘o munno caresse ‘o mantenessero ‘e corna. – ‘O munno è na palla ca zomba e c’abballa - Accussì va ‘o munno: chi nata e chi va affunno. – Munno è stato, munno è e munno sarrà (Nihil sub sole novum. Niente è nuovo sotto il sole, dice la Bibbia).

MUNTIMOLETTA:
Sost. Montemiletto, comune confinante con Montefalcione. Antico Castrum longobardo, le prime notizie storiche risalgono al 1101. Tuttavia già nel Paleolitico medio sono attestate alcune presenze umane. Etim.: dal latino “Mons MILITUM” (monte dei soldati); attestato, attraverso i secoli, anche come MONTI MILETI, MONTE MILETO, MONTE MILECTO. Secondo alcuni, invece, è da collegare alla voce latina “MALUS” (melo).

MUNTIMOLETTESE (Pl. MUNTIMULITTISI):
Sost. e agg. Abitante di Montemiletto. I muntimulittisi so’ votacoppole.

MUOLLO:
Agg. e sost. Molle, tenero. Prov.: ‘O muollo rompe ‘o tuosto (l’acqua scava la pietra. Gutta cavat lapidem, OVIDIO, Epistole ex Ponto).

MUÒPPITO:
Agg. Mosso, spostato.

MUORTO:
Sost. Defunto, estinto. Ncopp’ ‘o morto se canta ‘o Miserere. - ì a fa’ ‘a visita a ‘o muorto. – P’ ‘o muorto tanno tanno, p’ ‘a sgravata puro n’anno (Le visite di condoglianze vanno fatte subito). – Agg. No’ cane muorto. – Muorto re suonno, muorto re fame.

MURÌ:
V. Morire. Moro, muriétti, morto. Prov.: A murì e a paià nce stà sempe tiempo.

MURIVILLO:
Sost. Morbillo.

MURZILLO:
Sost. Pezzetto di cibo. Boccone. No’ murzillo re carne.

MUSCHILLO:
Sost. Moscerino. – 2) Est.: Persona esile, piccola.

MUSCICHIÀ:
V. Indugiare, prendersela comoda. Mangucchiare senza appetito. Moscechéo, muscichiai.

MUSCIMATTEO:
Sost. Sornione, finto tonto. Gatta morta.

MUSCIO:
Agg. Floscio, privo di vigore. Esse muscio ‘e chiamata e curto ‘e bacchetta (essere impotente). A marito muscio mena pepe assai. - Quanno l’omo è muscio ‘a femmena patisce.

MUSSARÓLA:
Sost. Museruola.

MUSSO:
Sost. Muso, bocca. Chi accire ‘o puorco se ónge ‘o musso.

MUSSùTO:
Agg. sost. Persona dal muso prominente. – 2) Smorfioso.

MUSTO:
Sost. Mosto. Prov.: Pe’ San Martino ogni musto è bino.

MUTEGNA (A LA):
Loc. avv. Al modo dei muti. In silenzio.

MUTO:
Sost. Imbuto. – Nce vo’ ‘o muto pe’ regne ‘a dammiggiana.

MMùZZICO: Sost. Morso, boccone. – Mangià no muzzico (Mangiare qualcosa in tutta fretta).

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