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LETTERA L

L-M-N

l


LABBÀSCIO:
Avv. Laggiù. So’ ghiuto labbascio.

LACEDONIA:
Sost. Macedonia, comune irpino di origine altomedievale, sede vescovile dall’XI sec.

LACERTA:
Sost. Lucertola. Me pare na lacerta spasa a ‘o sole (Si dice di persona molto vecchia che sta seduta a prendere il sole).

LÀENA:
Sost. Pasta sottile spianata in forma rotonda col matterello dalla quale si ricavano tagliolini, lasagne, tagliatelle, ecc, - Tirà ‘a laena (Spianare la pasta, fare la sfoglia).

LAENATùRO:
Sost. Matterello.

LÀENE:
Sost. Tagliatelle fatte in casa. Legano molto bene con i ceci e i fagioli (làene e ciciri, làene e fasuli).

LAGNIà:
V. Prudere, avvertire una sensazione fastidiosa all’epidermide. Lagnea, lagniào. Me lagnea ncopp’ a na mano.

LAMA:
Sost. Terreno franoso. Avvallamento.

LAMBRIANA:
Sost. Riflesso dei raggi del sole, proveniente da uno specchio, su oggetti e persone. Gibigianna. Loc.: Corre appriesso ‘a lambriana (Correre dietro a cose vane e illusorie). Etim.: dal latino “umbra”.

LAMMIERE:
Sost. Lungo attrezzo di legno che si aggancia al soffitto. Serve a sostenere il maiale appena ammazzato per pulirlo con acqua bollente e poi dividerlo in due metà (mezzine).

LAMPIÀ:
V. Lampeggiare (detto spec. del fulmine). Impers. Lampéa, lampiào, lampiato. Quanno lampéa scampa, quanno trona chiove.

LANGèLLA:
Sost. Anfora di terra cotta, alta e capiente, nella quale si mettevano a “curare” nell’aceto i peperoni rossi e rotondi (papàene). Nella langella si conservavano anche le sopressate e le forme (pezzottole) di formaggio stagionato.

LANNOCHIBBèNE:
Avv. L’anno che verrà, l’anno prossimo.

LANO:
Sost. Prolasso rettale. Te pozza ascì ‘o lano!

LAPIO:
Sost. Antico centro longobardo confinante con Montefalcione, accoglie un notevole castello dei filangieri trasformato in palazzo nel XVI sec. Etim.: dal latino “lapideus” (pietroso, sassoso).

LAPPAZZO:
Sost. Pianta erbacea dalle foglie molto grandi. Acetosella. Etim.: dal lat.: “lapathium”.

LÀPPESE:
Sost. Lapis. Matita per disegnare.

LARDIà:
v. lardellare. Lardèo, lardiài, lardiato. 2) Bastonare di santa ragione.

LARDIàta:
Sost. Bastonatura. Pestata.

LÀRIO:
Agg. Largo. Prov.: Scarpa laria e mogghiere brutta fanno na bona riuscita. – Sost. Chiazzullo, piazzetta. – Tu sì abituato a parlà int’ ‘o làrio. – ‘E criature pazzeano mmiezz’ ‘o làrio.

LASCO:
Agg. Allentato. Lasco re rini. (Persona che orina spesso). – Loc. avv.: Lasco lasco. (Leggero, poco consistente). – Lasco re mano (Prodigo, spendaccione).

LASSÀ:
V. Lasciare, abbandonare. Lasso, lassai. lassato.Lasselo stà! (Lascialo perdere). – Lasselo cresce! (Formula augurale rivolta a un bambino). – Lassa fa’ a Dio! (Sia fatta la volontà di Dio). – S’è lassato re posa … (Ha scorreggiato). – Prov.: Chi lassa ‘a via vecchia pe’ la nova, sape quero ca lassa, ma non sape quero ca trova.

LASTRA:
Sost. Vetro della finestra.

LASTRÀRO:
Sost. Vetraio. A casa r’ ‘o lastraro ‘e lastre rotte.

LATRASÉRA:
Avv. L’altra sera.

LATTÀRO:
Sost. Lattaio.

LATTO:
Sost. Latte. Secondo un’antica credenza, quando una puerpera “perdeva il latte”, per riacquistarlo doveva recarsi a mangiare in sette case. Volé ‘o latto r’ ‘a formica. (Volere una cosa che inesistente o impossibile da trovare). – ‘O vino è ‘o latto r’ i viecchi.

LATTÓNE:
Sost. Vitello lattante.

LAURO:
Sost. Lauro, comune della provincia di Avellino; presenta tracce di un acquedotto romano. Feudo della famiglia Langellotti. Etim.: dal fitonimo latino “laurum” (alloro).

LAVANNàRA:
Sost. Lavandaia. - ‘A bona lavannara trova sempe na preta. (Quando c’è la buona volontà si fa tutto).

LAVATÌO:
Sost. Clistere. – Loc.: Pe’ no male re mola, lavatìo nculo! (Adottare un rimedio completamente sbagliato). – O na bella cacata o no bello lavatìo. (A mali estremi, estremi rimedi).

LAVIÀNO:
Sost. Chi fa complimenti e smancerie per ottenere il suo scopo. Adulatore, ruffiano.

LAVINàRO:
Sost. Frana. Canale di scolo.

LAVÌO:
Sost. Moina, smanceria. Gentilezza falsa e interessata.

LAZZARèTTO:
Casolare di Montefalcione ubicato in contrada Foresta. Demolito nel 1960, era così denominato perché, nei secoli passati, fu il ricovero degli appestati e dei malati contagiosi.

LèCCO:
Sost. Eco. Caricatura, imitazione. – 2) Burla.

LÉMMETE:
Sost. Balza, scarpata. – 2) Limite, confine.

LEMÒSENA:
Sost. Elemosina. Opera di carità.

LENGUA:
Sost. Lingua. Prov.: Lengua muta è male servuta. – Chi tene lengua va ‘n Zardegna. – Tené ‘a lengua longa. (Essere maldicenti). – ‘A lengua non tene uosso e rompe ‘o spircuosso. - A chi troppo parla se secca ‘a lengua. (Si dice quando si fanno solo chiacchiere senza concludere mai nulla).

LENGUARùTA:
Agg. e sost. Persona linguacciuta. Donna ciarliera.

LENTE:
Sost. Lenti, occhiali. – Si non ce viri, mittiti ‘e llente.

LENTÌA:
Sost. Lentezza. Abulia, debolezza.

LÉNZA:
Sost. Striscia di terreno oppure di stoffa.

LÈOCE:
Sost. Stupido, credulone. – Accr.: LEOCIÓNE.

LÈONA (Pl. LÈONE):
Sost. Legna per riscaldarsi. Legname.

LÉSSA:
Sost. Castagna sbucciata e bollita. Prov.: Criature ‘e llesse, giuvinotti ‘a fessa e viecchi ‘a messa. (Ogni età ha i suoi passatempi preferiti).

LEVÀ
: V. Andare in amore, in calore (È detto esclusivamente di animale). – 2) Smettere. Levà mano (Interrompere un lavoro).

LIBBRO:
Sost. Libro. ‘O libbro re quaranta pàcene (Il mazzo delle carte da gioco). – Chiurimo ‘o libbro (Facciamola finita). Non parliamone più. – Si’ no libbro aperto. (Si dice di chi non nasconde nessun segreto).

LICCHÌNO:
Sost. Adulatore, servo. Lacché.

LICCUCCIèRE:
Sost. Persona golosa. Leccapiatti.

LIèGGIO (f. LÈGGIA):
Agg. Leggero. Prov.: A parlà è arte leggia. (Parlare è facile, operare bene è difficile). – ‘A sera s’adda ì lièggi. (Non bisogna mangiare molto).

LIENTO:
Agg. Lento. – 2) Stantìo, ammuffito. – Sso vino sape re liento. (Codesto vino sa di muffa).

LIETTO:
Sost. Letto. Prov.: Quanno ‘o lietto è stritto córchiti mmiezzo. – L’amore r’ ‘o lietto fà scordà quero r’ ‘o pietto. (L’amore coniugale fa spesso dimenticare quello filiale). – ‘O lietto se chiama rosa: chi non ce rorme, s’arreposa.

LIGNA:
Sost. Striscia di terreno coltivato. – Etim. dal lat.: “linea”.

LIGNÀMO:
Sost. Legname. ‘O lignamo verde se po’ chieià. (I difetti di chi è ancora bambino possono essere facilmente corretti). – Ra’ quisto lignamo se fanno queste stròmmola. (Ogni botte dà il vino che ha).

LINZÙLO
(Pl. LENZÓLA) :Sost. Lenzuolo. Prov.: Chi se stenne cchiù re quant’è luongo lo linzulo fà beré prima li pieri e po’ lo culo.

LIONI:
Sost. Lioni, comune irpino menzionato per la prima volta in un atto di donazione dell’883 col quale Sicardo, principe longobardo, concedeva alla baronessa di santa Sofia un territorio denominato “Leoni”. Etim.: dall’antroponimo lat. “Leo”.

LISANTRO: Nome proprio Alessandro.

LISCIABBùSSO:
Sost. Aspro e feroce rimprovero. Bastonatura, paliata (v.). – Avé no’ lisciabbusso! – Etim. dal gioco del tressette. Lisciare (strisciare la carta sul tavolo) e bussare (picchiare sul tavolo con le nocche delle dita per chiedere al compagno la carta di cui si ha bisogno (‘a bona).

LITTRICISTA:
Sost. Elettricista.

LISSÌA:
Sost. Soluzione con acqua, cenere e sapone con la quale anticamente le donne si lavavano i capelli. Con la lissìa si faceva anche il bucato.

LIZZèTTA:
Sost. Ricetta medica. Prov.: Questa è ‘a lizzetta e ca Dio t’a manna bona. (Si dice anche: Questa è ‘a zita e se chiama Sabbella). - ‘A lizzetta ‘e Passauai: penzà poco e parlà assai.

LLAMPONTA, LLANCOPPA:
Avv. Lassù.

LLÒCO:
Avv. Costì, in codesto luogo. – Prov.: Llòco te vogghio zuoppo, a sta sagghiuta! ( “Hic Rhodus, hic salta”).

LLOCOBBàSCIO:
Loc. avv. Giù da voi.

LLOCOADDERèTO:
Loc. avv. Dietro da voi.

LLOCONCOPPA:
Loc. avv. Su da voi.

LLOCOSSòTTA: Loc. avv. Sotto da voi.

LOCCO: Sost. Sciocco, insipiente. Ingenuo. Prov.: Chi ‘a femmena vo’ bene e è no locco se ne va nfunno peggio r’ ‘o tabbacco. - Loc. avv.: Locco locco, (Piano piano), con tutta comodità.

LOCÉSE (A):
Loc. avv. Alla luce del giorno; in luogo ben illuminato.

LOLLÀRO:
Sost. Abitante della frazione Lolli.

LOLLI:
Sost. Frazione di Montefalcione.

LÒNDRO:
Sost. Grossa pozzanghera. Pantano. Luogo sporco e limaccioso. Etim.: dal latino “l?tum” (fango).

LÓTA:
Sost. Piccolo corpo estraneo; granello di polvere. Minuscola pagliuzza. Traccia di sporco. Fanghiglia: Acqua santa e terra santa puro lota fanno. Etim.: dal lat. “l?tum” (fango).

LòTENO
: Sost. Cachi. Loteno stoppazzuso.

LUIGGIO:
Nome proprio Luigi.

LUNNIRÌ:
Sost. Lunedì. Etim.: da “lunae dies”, giorno sacro alla luna.

LUOCOSANO:
Sost. Luogosano, comune irpino feudo dei capace, dei Tomacelli, dei filangieri e dei Gesualdo. Etim.: dal lat. “Locus sanus, luogo salubre”.

LUòGLIO:
Sost. Loglio. Zizzania.

LUòNGO (f. LòNGA):
Agg. e sost. Lungo. - ‘A corta è bbona p’ ‘o marito; ‘a longa è bbona pe’ cogghie ‘e fico. – Loc.: Tanto sì luongo e tanto sì fesso!. – Dim.: LONGARIELLO: ‘O Pataterno è longariello ma non è scordariello. – A luongo: loc. avv.: Ra’ funa a luongo. (Dare tempo al tempo).

LUPOMENÀRO:
Sost. Licantropo, lupo mannaro. Secondo un’antica credenza, chi nasceva alla mezzanotte di Natale, durante le notti di luna piena, si trasformava in lupo. Etim.: dal lat. “lupi homines” (uomini lupi), dal greco “lykàntrôpoi”




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