Indovinello "Popolare"

‘O figghio re Pili Pilossa non tene nì carne, nì pili e nì ossa ma la mamma tene carne, penne e ossa.
(L’uovo)


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giovanni contrada1

 

 

Nuovo Comitato Festa S.Antonio

Il giorno 9 Aprile è stata inaugurata la nuova sede del Comitato Festa S.Antonio - S.Lucia - S. Feliciano, composto da:

Presedente Don Paolo Luciano

Componenti:

Pagliuca Consolata

Contino Carmela

Buono Amleto

Ciampa Tino

D'Alelio Bruno

Musto Giuseppe

Miglialo Marco

De Cicco Antonio

Pagliuca Michele

Pagliuca Mario

Palladino Angelo

Pagliuca Mario

Pepe Antonio

Petruzziello Fernando

Vita Giuseppe

 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 21 Aprile 2017 17:18)

 

Donnachiara e Riccardo Cotarella, insieme per raccontare l’Irpinia del vino

Donnachiara e Riccardo Cotarella, insieme per raccontare l’Irpinia del vino

donna chiara

Un grande territorio, l’Irpinia, da tempo entrato nel gotha delle aree vitivinicole più apprezzate dai winelover di tutto il mondo. Una cantina importante, Donnachiara, che da anni ottiene importanti riconoscimenti internazionali con le proprie etichette. Un enologo, Riccardo Cotarella, che fa parte della ristretta cerchia di winemaker il cui nome, da solo, costituisce un endorsement.

Un vero e proprio tris d’assi che, nel corso dell’attuale edizione di Vinitaly, ha intrattenuto stampa e operatori di settore nel corso di un incontro, moderato da Luciano Pignataro, autentico cantore della crescita enologica del Sud Italia, che si è svolto presso l’Area Irpinia del Padiglione Campania.

«La scelta di affidarci a un enologo di grande esperienza e talento come Riccardo Cotarella – ha spiegato Ilaria Petitto che, con la mamma Chiara, guida la cantina di Montefalcione – rientra nella nostra volontà di puntare sempre più all’eccellenza, sfruttando al meglio le enormi potenzialità di un terroir, quello irpino, in grado di esprimere vini unici e inimitabili».

Del resto sin dai suoi esordi 10 anni orsono Donnachiara, che prende il nome da Chiara Mazzarelli Petitto, donna del vino ante litteram, ha intrapreso un percorso dove tutela dell’ambiente, cura del paesaggio e ricerca della qualità rappresentano le basi della filosofia aziendale. Basti pensare che, nel corso dell’incontro veronese, sono stati degustate tra le altre 2 etichette fresche di prestigiosi riconoscimenti internazionali: l’Irpinia Aglianico DOC 2013, addirittura 6° vino al mondo sotto i 50 dollari per il celeberrimo James Suckling e il Taurasi di Umberto 2012 che ha ottenuto dalla rivista Decanter il premio come “Best Red of Southern Italy”.

«Stiamo certamente parlando di un’azienda importante e dinamica – ha dichiarato Riccardo Cotarella – una realtà che si pone obiettivi significativi per il raggiungimento dei quali non farò mancare il mio contributo».

 

D’Agostino presenta la proposta di legge per l’imbottigliamento nella zona di produzione

Vini Dop e Igp, D’Agostino presenta la proposta di legge per l’imbottigliamento nella zona di produzione

d'agostino

Il deputato di Scelta Civica, Angelo D’Agostino, ha presentato una proposta di legge finalizzata a limitare la possibilità di derogare all’obbligo di imbottigliamento dei vini Dop e Igp nelle zona delimitate dai disciplinari di produzione. Circostanza, questa, che secondo il parlamentare irpino “spesso determina un calo della qualità dei vini e una violazione delle altre regole di produzione indicate nei disciplinari”.

“La immissione sul mercato di vini pregiati a prezzi eccessivamente bassi – spiega D’Agostino – può essere giustificata solo se si sacrifica la qualità del prodotto. E’ evidente che ciò penalizza fortemente quelle aziende che, invece, investono sulla qualità dei propri vini e, tra l’altro, imbottigliano nelle zone di produzione. I nostri Dop e Igp – aggiunge poi il Parlamentare - sono diffusamente riconosciuti come vini di grande pregio proprio in ragione delle ingenti somme investite dalle cantine per migliorarne le qualità. Non sempre queste qualità sono garantite da chi, invece, imbottiglia altrove e vende il vino a prezzi di gran lunga inferiori a quelli fissati dalle cantine che hanno sede nel territorio di produzione indicato dai disciplinari.”

"In occasione dell’inaugurazione del Padiglione Campania, al Vinitaly, il Presidente De Luca - prosegue D’Agostino - ha espressamente chiesto ai produttori di insistere nella ricerca dell’eccellenza per rendere i nostri vini ancora più competitivi sul mercato internazionale. E’ il presupposto per incrementare l’esportazione in USA e in Europa e per conquistare altri mercati, in particolare quello asiatico. Con questa mia presente proposta di legge – chiude il deputato - si impone l’imbottigliamento nella zona di produzione delle uve, così come delimitate dai disciplinari: si tratterebbe di un ulteriore passo in avanti verso quella qualità da tutti tanto auspicata.”

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 12 Aprile 2017 17:24)

 

TRATTATO DI RELIGIOSITA’ POPOLARE RIGUARDANTE M0NTEFALCIONE

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Riceviamo e pubblichiamo da Giuseppe Martignetti


 

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TRATTATO DI RELIGIOSITA’ POPOLARE RIGUARDANTE M0NTEFALCIONE

 

           ( Primo Convegno sulla festa di S. Antonio a Montefalcione- 24 Agosto 2014 )

 

(partecipante Giuseppe Martignetti )

 

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libroxxxUn amico di vecchia data, quando ha saputo che ero stato invitato a partecipare a questo convegno, in senso di sfottò mi ha detto: Ecco lo storico di Montefalcione; la male” lengua” del paese! Se per storico s’intende raccontare ai giovani qualcosa vissuta in prima persona o per sentito dire, sono ben lieto di essere sfottuto. Se per male lingua si intende dire in faccia la verità ebbene accetto e con orgoglio anche questo.

 

Confesso che a questo invito avrei preferito quello di zappare nell’orto del monastero o tagliare l’erba nei giardini pubblici , però quando viene chiesto qualcosa per Sant’Antonio nessuno può o deve rifiutare.

 

Se ricerchiamo tra le poche fonti disponibili di storia locale , notiamo, a secondo delle epoche , il crescere e il venir meno di fede e devozione verso determinati Santi.

 

Facendo riferimento ai toponimi si presuppone che in un’epoca lontanissima, nell’omonima contrada si venerasse S. Fele, diminutivo dell’arcangelo S.Raffaele, “ Faele” e trasformato nel corso dei secoli in Fele. Poco distante c’è Toppolo S.Felice

 

Lo stesso vale per S. Felicita, una delle contrade abitate tra le più antiche di Montefalcione, messa a ferro e fuoco dai castellani di Tufo, distante circa ottocento metri, in linea d’aria dal castello di Montefalcione, da tempo sparita dalla toponomastica del comune.( Si trovava nei pressi dell’attuale campo sportivo).

 

Di certo si venerava S. Pietro ed in tempi remoti esisteva una chiesa a lui dedicata.                     

 

Alla contrada S. Pietro- Villani, agli inizi del 1900 furono rinvenute le fondamenta ed alcuni resti di un pavimento , tra un mucchio di pietre venne fuori il batacchio di una campana.

 

Ricercando tra fonti storiche certe, quale registri di battezzo o di morte, oppure da qualche vecchio atto notarile si legge che un tizio dona ad un nipote un appezzamento di terreno sito alla contrada S.Giuseppe ed uno più piccolo per dimensione posto alla contrada S.Andrea di Montefalcione.

 

Un’altra contrada si chiama Croce, anche il toponimo di questa, fa riferimento ad un simbolo religioso. Oppure la vecchissima contrada S. Marina in riferimento alla Santa vergine e martire.

 

La stessa cosa vale per la contrada S. Marco, da dove proviene un reperto in pietra , a bassorilievo raffigurante l’immagine di un uomo con la barba, che la buona gente credé fosse S. Marco, il reperto raffigurava il Santo oppure faceva parte di una delle tante tombe della necropoli atripaldese e raffigurava forse un patrizio romano ?  

 

Il toponimo dato alla via S. Antonio Abate, senza alcuna ombra di dubbio, ci ricorda che in quel sito esisteva una chiesa intitolata al santo protettore degli animali e che all’epoca veniva venerato

 

dai contadini del paese. (Testimoniano quanto innanzi detto alcuni scritti attestanti che nella chiesa madre esiste un calice d’argento appartenuto a detta chiesa).

 

Quanto predetto sta a dimostrare come l’indole degli abitanti di questo paese sia stata da sempre propensa e predisposta alla fede verso i Santi, verso la Madonna, verso Dio. Nei tempi passati,essendo la maggior parte della popolazione analfabeta, c’era bisogno di sussidi visivi affinché il senso della vista potesse trasmettere alla mente ed al cuore della gente quanto non letto o studiato.

 

Nel 1700 a Montefalcione vennero acquistati i Misteri, statue in carta pesta eseguiti da noti artisti

 

Ultimo aggiornamento (Sabato 03 Dicembre 2016 15:58)

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CASA VACANZA CAPITELLO (SA) scritto il 22 Aprile 2017, 18.20 da Administrator in articoli per la prima pagina
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TRATTATO DI RELIGIOSITA’ POPOLARE RIGUARDANTE M0NTEFALCIONE scritto il 03 Dicembre 2016, 15.35 da Administrator in articoli per la prima pagina
TRATTATO  DI  RELIGIOSITA’ POPOLARE RIGUARDANTE  M0NTEFALCIONE
Pag.2   napoletani raffiguranti la passione e morte di Gesù Cristo, divise in gruppi di personaggi mostravano le diversi fasi dell’evento a cominciare dal bacio di Giuda, all’ultima cena, alla crocifissione , al pianto della Madonna e della Maddalena alla resurrezione.( 24 tavole con 77 personaggi).   Tutta la scena veniva mestamente rappresentata, esposta o portata in processione....
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