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LETTERA DEI MONTEFALCIONESI A SANT'ANTONIO DA PADOVA

LETTERA DEI MONTEFALCIONESI A SANT'ANTONIO DA PADOVA

di fausto Baldassarre

Caro Sant'Antonio.

noi montefalcionesi dalla collina., qui dalla terra, per te transito. passaggio: ti scriviamo.

Queste nostre povere parole, non sono la Tua Parola! Le nostre scritte sulla terra, fatte di umile inchiostro, scorrono su fragile e bianca carta, che può essere sbiadita, distrutta. come tutte le cose di quaggiù. ma queste parole sgorgano dal cuore. le abbiamo ereditate dai nostri avi e così le consegniamo alle future generazioni.

Tu. Sant'Antonio, ci hai sempre protetto. Il disastro terremotate del 6 giugno 1688 fu vera ecatombe di iittime e Montefalcione sfuggì alla cieca falcidia del flagello. Fu la Tira vicinanza, la Tua intercessione verso Dio a sxcorrerci, come anche in altre circostanze, che vedevano il nostro paese ferito da malattie, epidemie, quali: il colera del 1837, del 1854, del 1884 . il Lupus spagnola del 1919 e ancora altri eventi sismici del 23 luglio 1930 e l'ultimo del 23 novembre 1980. La festa per noi è gratitudine, riconoscenza, rinnovo di antico e solenne Patto. 75 sentiamo Nostro Patrono. Padre. Fratello, Sposo, Amico: Diletto dell'Anima. Tu Sei il Gore di questa città dal quale attingiamo Esistenza, Vita, Speranza.

Tu continua a porre sempre la mano sul nostro capo, a te Sant'Antonio da secoli ci siamo affezionati, affezionati a quel Volto che in processione guarda e benedice le nostre case. Le finestre sono accese dalla Tua Luce.

Non far mancar mai, alla mensa del povero, il pane: anche quello dell'anima, come hai sempre provveduto in tutte le carestie: in quella terribile del 1764 a Montefalcione. Infatti i nostri compaesani hanno sempre cantato: -Sant'Antonio tendeva la mano a chi dava un poco di grano». Ecco perché durante la festa. in segno di gratitudine il contadino. dopo il raccolto, vestito da bionde spighe di grano veniva in Chiesa alla festa Tua. Sant'Antonio non far mancare mai dunque la Protezione. Eri santo al soldato in guerra, che nel suo petto portava la Tua immagine, la Tua figura nel cuore: eri in trincea. con lui quando attraversava il campo nemico, tagliava il filo spinato. A Te, solo a Te. chiedeva di non morire per rivedere figli. moglie, familiari. Tu, instancabile camminatore, hai accompagnato. nel lungo viaggio delle navi, l'emigrante, che solcava l'Oceano. Tu eri insieme ai ricordi. agli odori e ai profumi della terra.: ti portavano nelle Americhe e in tutti i luoghi rinnovavano la Tua festa. l'ti eri nelle nere miniere del Belgio. con il minatore scendevi nelle viscere della terra, sempre accanto, anche nelle fredde baracche.

Vedi. Sant'Antonio. la nostra storia dove Tu splendi è tutta. nelle pagine di bronzo del Portale: lì è scolpita in quelle figure. Questo è il paese della musica: quanti montefalcionesi hanno suonato nelle bande in tuo onore! Cosa possiamo sempre donarti se non Fede, uno stile di vita cristiano, Preghiere, Luci. Colori nel cielo che brillano sempre più e s'avvicinano a te! Non dimenticarti di quelli che non vivono più la festa della terra: sono in un Altrove che non conosciamo. ma un giorno anche noi raggiungeremo.

Sii sempre vicino ai nostri giovani che vivono l'abbandono. vicino al naufrago scampato dalle tempeste della Vita. Sii vicino anche a chi è costretto a lasciare la nostra terra e nello spaesamento ritrova il paese dell'anima, la tradizione che salda e riannoda i fili dell'identità comunitaria.

Accogli la preghiera di chi con devozione. scalzo porta a te un cero: in quella. tenue fiamma, che non si spegne. c'è antico amore. Quell'amore che le madri nutrivano verso il Tuo volto, prive dei figli. dei mariti in guerra. dinanzi alla statua appendevano immagini. chiedendo vita e non morte.

Nello scorrere del tempo: prima l'immagine. l'icona, successivamente nel 1643 la statua. la Cappela nel 1650. come anticamente discorrevano gli uomini della nostra terra; e ancora un'altra nuova statua nel 1718. Qui tutto parla di te: il cancello in ottone del Tuo Tampio fu donato dai fedeli per la liberazione dal colera del 1910.

Tu, ci hai ingegnato. che l'Ostia fa entrare Luce nell'anima. Tu che hai sempre. parlato di Luce. per te oggi queste luci risplendono nel nostro cielo: colorate. intermittenti, con la loro musica.

Per Te si riempie. solo per Te si disegna questo cielo di Montefalcione nella splendida e indimendicabile notte dei fuochi.

Tu hai speso energie per elevare le misere condizioni delle masse più emarginate. offese nella loro dignità.

Tu. autentico difensore dei diritti umani. continua dall'Alto a farci sentire l'azione concreta.. efficace.

Tu insegnaci a guardare in modo nuovo, gli uni e gli altri. Tu hai detto che la contemplazione è dono gratuito di Dio: preludio della Sua visione.

Con fede. noi montefalcionesi tutti.

 

Cav Giuseppe Martignetti

DA DOVE VENIVA IL PANE (pdf)

libro peppo martignetti

Last Updated (Sunday, 14 August 2016 16:31)

 
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